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Preferite dare del tu, o dare del Lei?
Ci sono delle persone che appena si incontrano, cominciano a darsi del tu, altri invece sono più riluttanti a dare del tu. Comunque mi sembra di capire che in Italia, quando uno comincia a dare del tu e l'altro continua a dare del lei, questo può essere interpretato come un atteggiamento snob, un voler mantenere le distanze. (Non parlo naturalmente di situazioni ben definite e limitate, come ufficiale/soldato e simili…).
Invece in Giappone la regola è completamente diversa.
Il registro di linguaggio giapponese non esprime la vicinanza o la lontananza psicologica, ma piuttosto esprime sempre un dato ruolo sociale, come se si desse per scontato che il giovane parla coll'anziano in una data maniera, il fornitore parla col cliente in un dato modo, il marito e la moglie parlano in un dato modo, l'insegnante e lo studente parlano in una data maniera; è come se recitassero ruoli teatrali prestabiliti. Di volta in volta cambiano i ruoli, ma finché si recita un dato ruolo, non cambia mai il linguaggio proprio di quel ruolo. Finché si parla con qualcuno che ha il ruolo di "CLIENTE" non cambia mai il registro di linguaggio da rivolgere al "CLIENTE", indipendentemente dal grado di confidenza instaurata tra gli interlocutori.
Questo significa che, tra le stesse persone, con vesti o ruoli sociali diversi, può cambiare il registro di linguaggio. Per esempio, tra colleghi amici quando si parla delle vacanze e quando si parla del lavoro, appunto come se recitassero, di volta in volta, ruoli sociali a se stanti.
Anche in Italia si verifica il cambiamento di registro.
Per esempio, l'amministratore delegato e il presidente di una società, che quotidianamente si danno del tu, durante l'assemblea degli azionisti o in occasione di una conferenza stampa importante potrebbero benissimo darsi del lei. Questo cambiamento di registro, possiamo definirlo adattamento per circostanza.
Ebbene, in giapponese l'adattamento non succede per circostanza ma per ruolo dato, vale a dire che, indipendentemente dal grado di confidenza psicologica, va mantenuto sempre un linguaggio considerato idoneo, prefissato per un dato ruolo. Se non si usa quel linguaggio ciò verrà considerato "fuori luogo", inopportuno come se uno continuasse a dare del tu all'altro durante un'importante conferenza stampa.
Non perché i giapponesi sono più formali o più all'antica o più rispettosi degli italiani ma semplicemente si tratta di differenze di regole, di consuetudine linguistica.
Normalmente nell'ambito lavorativo, il linguaggio dovrebbe essere rispettoso per esprimere riguardo nei confronti dell'interlocutore. E poi, in giapponese non c'è affatto bisogno di cambiare il registro per esprimere confidenza o una eventuale calorosa, affettuosa amicizia.
Ecco qui che viene fuori un problema. Se avete qualche partner d'affari giapponese che nonostante la lunga frequentazione non vi dà mai del tu, questo non significa che rifiuta di avere confidenza con voi ma semplicemente che siete nel ruolo di "FORNITORE" o di "CLIENTE", o di "PIÙ ANZIANO" di lui.
Per i giapponesi, specialmente all'inizio di un rapporto di affari, un atteggiamento troppo confidenziale o amichevole, non è considerato "IDONEO"o "COME SI DEVE": è "FUORI LUOGO".
La vostra buona intenzione di manifestare simpatia, potrebbe essere interpretata come una mancanza di riguardo e di rispetto. Invece se andrete a giocare a golf o a bere qualcosa al bar con loro, in quell'ambito, potreste essere loro "AMICI", quindi potrebbero cambiare il linguaggio, ma attenzione, il giorno dopo in ufficio, sicuramente loro rientreranno nei soliti ruoli di "ADDETTI AI LAVORI". Se rimaneste col registro amichevole, sareste completamente "FUORI LUOGO".
In ogni caso, nell'ambito lavorativo, con un interlocutore giapponese, sarebbe opportuno mantenere
un atteggiamento formale, per non rischiare di farlo sentire "POCO IMPORTANTE".
Hiromi
Yagi
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La
Dottoressa Hiromi Yagi è docente di
comunicazione italo-giapponese all’Università
Bocconi ed è titolare del corso di
giapponese manageriale presso l’Università
di Torino.
Presidente
dell’Associazione per l’Interscambio
Culturale Italo Giapponese e Amministratore
delegato Imput Italia Japan srl. Yagi-san è
inoltre autrice del libro di testo
“Comunicare Giapponese” edito da EGEA
Bocconi nel 1998. |
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