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MERCATI - DAL MONDO DI...  (mensile) 5 giugno 2001  
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 DAL MONDO DI ...  ALIMENTARI IL PRANZO COME ESPERIENZA DI APPRENDIMENTO

Nelle scuole elementari giapponesi, le lezioni continuano ininterrottamente anche durante l’ora di pranzo. Forse i bambini non se ne rendono conto perché hanno messo via matite e quaderni, ma in realtà stanno facendo una vera e propria lezione sul cibo e sulla nutrizione.

 

Tutte le scuole pubbliche elementari in Giappone forniscono ai bimbi un pasto caldo, detto gakko kyushoku, che tutti quanti devono mangiare. I bambini non possono tornare a casa per pranzo né possono portarsi il loro cibo da fuori. La scuola fa pagare ai genitori un importo mensile intorno ai 3.750 – 4.450 yen (circa 80.000 – 95.000 Lire), importo che sale man mano che i bambini crescono e consumano quindi maggiori quantità di cibo.

 

Il pasto diventa la base per l’istruzione, ed è questa la ragione per la quale spesso gli educatori giapponesi parlano del pranzo come “libro di testo vivente”. L’insegnante rimane con la classe e mangia lo stesso cibo dei bambini e nel frattempo parla loro di nutrizione, buone abitudini alimentari e cibi da assumere nel corso della giornata. La lezione di pranzo fa parte a tutti gli effetti del curriculum scolastico.

 

N9-176-19Nella maggior parte delle scuole, si mangia in classe. Sono gli studenti stessi a servire da mangiare e a pulire. Per quanto possa sembrare strano, molti bambini adorano fare il Kyushoku toban (ovvero “fare i lavori del pranzo”). Hanno infatti il privilegio di indossare un’uniforme da chef bianca (che i loro genitori hanno il privilegio di lavare e stirare alla fine della settimana!).

 

Oltre ad andare in cucina a prendere il cibo, i bimbi camerieri stanno di fianco al carrello di portata e servono i compagni, il che dà loro un certo senso di potere (“Posso per favore avere una porzione più grande? Ti prego, dai!). Quando tutti quanti hanno ricevuto il loro cibo, i bambini si inchinano leggermente e ringraziano dicendo “Itadakimasu”, mentre alla fine diranno “Gochisosama deshita” (letteralmente “Grazie per il cibo”). Ecco uno dei modi attraverso cui la scuola insegna ai bambini la gratitudine verso il cibo.

 

Quanto al tipo di cibo, generalmente viene seguita una dieta tradizionale giapponese, a base di riso, mentre due volte la settimana vengono serviti cibi occidentali, quali panini o hamburgers. Inoltre viene servito ai bambini anche latte fresco che, tradizionalmente, non fa parte della dieta giapponese.

 

Poiché questo programma di mense scolastiche è iniziato subito dopo la guerra, e siccome a quel tempo il cibo era estremamente prezioso, i bambini erano tenuti a mangiare tutto ciò che avevano nel piatto. Questa abitudine è continuata fino a pochi anni fa e molti adulti raccontano di quanto piangevano da bambini quando erano obbligati a ingoiare un cibo che odiavano. Oggigiorno gli insegnati non devono forzare i bambini e sono loro stessi a decidere la quantità delle loro porzioni. In ogni caso gli insegnanti tendono a non viziare i bambini e li incoraggiano a mangiare un po’ di tutto.

 

Per creare un collegamento tra i pasti fatti a scuola e quelli casalinghi, viene inviato ogni mese il menu di ciò che i bimbi mangeranno, con tanto di calorie, ingredienti e annotazioni sugli effetti nutrizionali di un certo cibo. Molti genitori utilizzano queste indicazioni per accertarsi di non servire ai loro figli lo stesso cibo che hanno mangiato a pranzo.

 

In quasi tutte le scuole si svolge, una volta all’anno, il kyusholu shishokukai, ovvero una giornata in cui i genitori possono provare un tipico menu che viene servito ai loro figli.

 

 

La Redazione di Tokyo


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