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Nelle
scuole elementari giapponesi, le lezioni
continuano ininterrottamente anche durante l’ora
di pranzo. Forse i bambini non se ne rendono conto
perché hanno messo via matite e quaderni, ma in
realtà stanno facendo una vera e propria lezione
sul cibo e sulla nutrizione.
Tutte
le scuole pubbliche elementari in Giappone
forniscono ai bimbi un pasto caldo, detto gakko
kyushoku, che tutti quanti devono mangiare. I
bambini non possono tornare a casa per pranzo né
possono portarsi il loro cibo da fuori. La scuola
fa pagare ai genitori un importo mensile intorno
ai 3.750 – 4.450 yen (circa 80.000 – 95.000
Lire), importo che sale man mano che i bambini
crescono e consumano quindi maggiori quantità di
cibo.
Il
pasto diventa la base per l’istruzione, ed è
questa la ragione per la quale spesso gli
educatori giapponesi parlano del pranzo come
“libro di testo vivente”. L’insegnante
rimane con la classe e mangia lo stesso cibo dei
bambini e nel frattempo parla loro di nutrizione,
buone abitudini alimentari e cibi da assumere nel
corso della giornata. La lezione di pranzo fa
parte a tutti gli effetti del curriculum
scolastico.
Nella
maggior parte delle scuole, si mangia in classe.
Sono gli studenti stessi a servire da mangiare e a
pulire. Per quanto possa sembrare strano, molti
bambini adorano fare il Kyushoku toban (ovvero
“fare i lavori del pranzo”). Hanno infatti il
privilegio di indossare un’uniforme da chef
bianca (che i loro genitori hanno il privilegio di
lavare e stirare alla fine della settimana!).
Oltre
ad andare in cucina a prendere il cibo, i bimbi
camerieri stanno di fianco al carrello di portata
e servono i compagni, il che dà loro un certo
senso di potere (“Posso per favore avere una
porzione più grande? Ti prego, dai!). Quando
tutti quanti hanno ricevuto il loro cibo, i
bambini si inchinano leggermente e ringraziano
dicendo “Itadakimasu”, mentre alla fine
diranno “Gochisosama deshita” (letteralmente
“Grazie per il cibo”). Ecco uno dei modi
attraverso cui la scuola insegna ai bambini la
gratitudine verso il cibo.
Quanto
al tipo di cibo, generalmente viene seguita una
dieta tradizionale giapponese, a base di riso,
mentre due volte la settimana vengono serviti cibi
occidentali, quali panini o hamburgers. Inoltre
viene servito ai bambini anche latte fresco che,
tradizionalmente, non fa parte della dieta
giapponese.
Poiché
questo programma di mense scolastiche è iniziato
subito dopo la guerra, e siccome a quel tempo il
cibo era estremamente prezioso, i bambini erano
tenuti a mangiare tutto ciò che avevano nel
piatto. Questa abitudine è continuata fino a
pochi anni fa e molti adulti raccontano di quanto
piangevano da bambini quando erano obbligati a
ingoiare un cibo che odiavano. Oggigiorno gli
insegnati non devono forzare i bambini e sono loro
stessi a decidere la quantità delle loro
porzioni. In ogni caso gli insegnanti tendono a
non viziare i bambini e li incoraggiano a mangiare
un po’ di tutto.
Per
creare un collegamento tra i pasti fatti a scuola
e quelli casalinghi, viene inviato ogni mese il
menu di ciò che i bimbi mangeranno, con tanto di
calorie, ingredienti e annotazioni sugli effetti
nutrizionali di un certo cibo. Molti genitori
utilizzano queste indicazioni per accertarsi di
non servire ai loro figli lo stesso cibo che hanno
mangiato a pranzo.
In
quasi tutte le scuole si svolge, una volta
all’anno, il kyusholu shishokukai, ovvero una
giornata in cui i genitori possono provare un
tipico menu che viene servito ai loro figli.
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