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I
giapponesi sono famosi per non dire mai quello che
pensano o per esprimersi in modo sottile ed
equivoco. Si tratta in effetti di un tratto
culturale talmente radicato da influenzare sia la
struttura che l’uso della lingua giapponese.
E’ altresì un comportamento che fa parte
dell’etichetta di questo paese, in cui la
necessità di un’armonia, per quanto
superficiale, ha la precedenza su altre
considerazioni e creare attriti o irritazione
negli altri è considerato taboo.
Ci
sono oggi molti giapponesi che, essendo stati
“esposti” ai concetti occidentali si sono “de-giapponesizzati”,
al punto da parlare in modo diretto e privo di
tentennamenti. Tuttavia, in linea generale, anche
queste persone assumeranno un diverso
atteggiamento in una situazione professionale,
soprattutto nel caso in cui siano coinvolte anche
altre persone. In questi casi, i giapponesi
continuano a sentirsi obbligati a seguire le
regole del gruppo, secondo le quali le decisioni
vanno prese con un ampio consenso che coinvolge
tutti i livelli aziendali.
Alcuni
sostengono che il diverso modo di pensare e di
comportarsi di giapponesi e occidentali abbia una
ragione, per così dire, organica. Pare infatti
che il pensiero giapponese si basi primariamente
sull’intuizione e sul bisogno di armonia, mentre
il nostro enfatizza l’intelletto e la logica.
Queste due diverse funzioni sono gestite da parti
diverse del cervello umano.
Che
ciò sia vero o meno, l’orientamento di gruppo
della società giapponese rende sostanzialmente
impossibile che un singolo individuo prenda un
impegno chiaro, senza che l’intero gruppo abbia
espresso e formalizzato un consenso. Prima di
raggiungere questo punto, però, anche un
dirigente ad alto livello può soltanto parlare di
speranze e possibilità senza assumersi alcun
impegno. La verità è che, prima del
raggiungimento di un consenso unanime, nessuno in
un’azienda giapponese conosce il risultato di
una qualsiasi trattativa. Ed è bene che gli
imprenditori italiani ricordino che più faranno
pressione per ottenere una risposta, più
riceveranno invece comunicazioni vaghe e
incomprensibili. Il rischio è addirittura quello
di interrompere la comunicazione e le negoziazioni
con la controparte occidentale.
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