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| L'ORA DEL THE' quindicinale | 20 dic. 1999 |
Stili e
costume
IL NATALE IN GIAPPONE
Oggi parliamo delle canzoni natalizie in Giappone. In Giappone i cristiani sono soltanto una piccola minoranza. Ciononostante si festeggia ugualmente il Natale cristiano. La sera le città si illuminano con infiniti lumini posti sugli alberi di Natale o sulle piante lungo le vie, nelle vetrine e dappertutto. Se passeggiate in una qualsiasi zona commerciale in questa stagione, sentirete ovunque le canzoni natalizie provenire dagli altoparlanti. Fino ad alcuni anni fa “Jingle Bell” era dominante, sebbene si sentissero anche “White Christmas”, “Silent Night” e così via. Durante la mia infanzia, si suonava solo "Jingle Bell", che veniva ripetuta continuamente. Mia madre era solita dire con tono malinconico: “Si sente già suonare “Jingle Bell”. Sta finendo anche questo anno." Lei lo considerava proprio come un segnale dell’imminente fine dell’anno. Col passare del tempo il numero delle canzoni natalizie che si sentono nelle città é aumentato di molto. Le canzoni di Natale che si sentono qui in Giappone sono soprattutto quelle cantate negli Stati Uniti. Credo l’usanza delle canzoni natalizie in Giappone d'oggi sia stata molto influenzata dalla cultura americana postbellica. L'immagine del Natale é quella bianca di neve.
In passato si cantavano le canzoni natalizie in inglese o in giapponese, ma proprio oggi ho sentito una canzone di Natale cantata in francese in una tradizionale trattoria di soba (spaghetti di farina di grano saraceno tipicamente giapponesi). In questa trattoria, generalmente, vengono messe le canzoni tradizionali come musica di sottofondo. (Un giorno vi parlerò dell'importanza della musica di sottofondo che si può sentire dappertutto in Giappone). E’ stata per me era un’esperienza nuova mangiare un piatto tradizionale giapponese ascoltando canzoni di Natale in francese! Ma credo che fra non molto anche questa diventerà una vera e propria tradizione.
In Giappone abbiamo da sempre l’usanza di mangiare la soba l'ultimo giorno dell'anno, quando voi festeggiate San Silvestro. A questa tradizione si é recentemente aggiunta la nuova usanza di ascoltare la nona sinfonia di Beethoven. Il 31 dicembre in tutto il Giappone ci sono concerti esclusivi per la nona di Beethoven. Molte persone partecipano a cori: anche se non sai suonare ma ti piace cantare, troverai subito un coro che ti assumerà per la sera di San Silvestro. Ecco, io credo che la soba possa accompagnarsi bene anche con le musiche europee in un giorno speciale come San Silvestro e che sia indicata per una stagione particolare come quella natalizia.
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IL RITO DELLO SCAMBIO DEI BIGLIETTI DA VISITA
Ogni uomo d'affari italiano che abbia avuto almeno una volta rapporti professionali con aziende nipponiche conosce bene l'importanza che i biglietti da visita (in giapponese meishi) rivestono per i giapponesi.
Il rito dello scambio dei biglietti da visita con un interlocutore che si incontra per la prima volta è talmente importante che in Giappone esistono in commercio addirittura delle videocassette che spiegano come debba essere effettuato lo scambio e nei corsi di formazione per neo-assunti di grandi società, come la Matsushita Panasonic, è prevista una giornata incentrata sul meishi!
Vediamo allora quali sono gli errori più frequenti compiuti dagli uomini d'affari italiani e come porvi rimedio. Innanzi tutto é necessario accertarsi di avere sempre con sé un consistente quantitativo dei propri biglietti da visita (se vi recate in Giappone portatene almeno un centinaio): è estremamente seccante per un giapponese porgere il proprio biglietto da visita ad una persona e sentirsi rispondere: "Purtroppo ho appena finito i miei ..., chissà dove li ho lasciati ..., devo chiedere alla mia segretaria ..." o cose di questo genere.
Altrettanto importante è il modo in cui porgere e ricevere un biglietto da visita: ad ogni presente ad una riunione di lavoro deve essere consegnato uno dei propri biglietti da visita, assicurandosi di incominciare dalla persona più importante (generalmente la piè anziana); il meishi non va "lanciato" distrattamente, bensì va consegnato con due mani (e magari con un leggero inchino!). Allo stesso modo, è necessario ricevere il meishi di un giapponese con due mani, soffermandosi poi ad esaminarlo con rispetto, mostrando di aver ben inteso il nome e il ruolo della persona. Dopodiché, non infilate in tasca i biglietti da visita che avete ricevuto, ma teneteli ben in vista di fronte a voi durante una riunione. Non solo farete bella figura, ma questo vi aiuterà anche a non dimenticare i complicati nomi dei presenti!
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