| STILI
E COSTUME |
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| IL
BUSINESS DEL BENTO |
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C’è una zona nel
famoso quartiere centrale di Shinjuku, a Tokyo, che si
chiama Hukutoshin: è la zona in cui si trova il recente
palazzo del municipio, un grattacielo molto alto
progettato dal noto architetto giapponese Kenzo Tange e
rivestito con materiali di provenienza italiana. Alcuni
anni fa c’è stata una grossa polemica per l’eccessivo
lusso dell’ufficio del governatore di Tokyo, interamente
arredato con marmi italiani.
Questa
piccola premessa per dire che il trasferimento degli
uffici governativi dalla zona di Otemachi a Shinjuku ha
notevolmente aumentato il numero di impiegati che ogni
giorno frequentano il quartiere. Quartiere che è
sprovvisto al momento di ristoranti e posti in cui
mangiare a mezzogiorno. Ecco allora che le strade vicine
si affollano di camioncini che vendono bento, simpatiche
scatole che corrispondono un po’ al “pranzo al
sacco” italiano.
Tuttavia
è ormai finito il tempo in cui i venditori ambulanti
avevano un gran successo. Adesso la concorrenza è
agguerrita e gli sprechi molto elevati. Per ovviare a
questo inconveniente, si è incominciato a utilizzare
internet. Il cliente fa l’ordinazione via mail e poi va
a ritirare il suo bento, oppure gli viene consegnato
direttamente.
Certo
che il mercato è davvero cambiato: i venditori ambulanti
sono ormai in grado di programmare le vendite e anche di
utilizzare le tecnologie più all’avanguardia… Mi
sembra che siano diventati degli imprenditori che fingono
di essere degli ambulanti… Altrimenti i conti non
tornano.
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