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| MERCATI mensile | 20 Nov. 1999 |
IL MERCATO DEI MATRIMONI IN GIAPPONE
Secondo il Ministero competente della Sanità, nel 1998 vi sono stati 784.580 matrimoni in Giappone con un leggero aumento del 1.2% rispetto all'anno precedente che a sua volta aveva visto un calo del 2.4% sul 1996. Si è, quindi, molto lontani dagli anni '70 quando è stato raggiunto un picco di oltre 1 milione di nuovi sposi e ciò rappresenta un malessere tipico delle società post-industriali. Tuttavia, nonostante questi numeri si è in una situazione leggermente migliore dell'Europa, con un tasso di 6.3 matrimoni per 1.000 abitanti contro il 5.5 dell'Inghilterra ed il 4.8% dell'Italia, per esempio.
E' interessante notare che 4 donne su dieci si sposano tra i 25 ed i 29 anni, e rappresenta di gran lunga il gruppo più numeroso, mentre le più giovani (20-24 anni) contano per il 25% del totale. Quindi l'età media delle spose giapponesi si è alzata negli ultimi anni a 26.7 anni, in linea con quanto succede anche in Italia. Anche per gli uomini vale lo stesso discorso, e cioè che l'età media si è alzata dai 27 anni del 1975 ai 28.4 del 1998. Una curiosita' : le coppie che si sono accostate per la prima volta al matrimonio sono state nel 1998 quasi 635.000. Pertanto circa 150.000 coppie sono gia' alla loro seconda (o terza) esperienza.
Il rito cristiano sta prendendo continuamente piede tra le coppie in quanto è più romantico e gli abiti da sposa sono più apprezzati rispetto al tradizionale kimono della cerimonia scintoista. Il fatto che gli sposi non siano cristiani non ha importanza in Giappone, in quanto i giapponesi sono il popolo più flessibile e pragmatico del mondo. Le strutture si sono adeguate a questa nuova tendenza ed ogni albergo che si rispetti ha al suo interno, sia un tempio scintoista che una chiesetta cristiana per soddisfare le richieste delle cerimonie matrimoniali. L'albergo provvede anche a procurare i preti per la cerimonia, se occorre.
Gli abiti da sposa vengono normalmente presi a noleggio e, poiché è invalsa l'abitudine della sposa a cambiarsi di abito durante il banchetto (anche tre volte!), ecco che l'albergo provvede anche ad offrire questo servizio agli sposi. Molti alberghi offrono il pacchetto completo a prezzo agevolato, che include il noleggio degli abiti, il banchetto, i regalini per i partecipanti, le acconciature, ecc. Le spose che non gradiscono la scelta di abiti offerta dall'albergo possono andare in una boutique specializzata, il cui numero sta aumentando considerevolmente in base alla continua richiesta del mercato.
La ricerca del nuovo e dell'abito più trendy diventa quindi importante per le giovani spose che vogliono sentirsi moderne ed alla moda e ciò rappresenta un elemento di sicuro interesse per la produzione italiana, molto valorizzata a livello di immagine. Le ultime generazioni, poi, stanno mostrando sempre più interesse all'acquisto dell'abito da sposa che possa esprimere la propria personalità al meglio, anziché noleggiarne uno. L'importazione avviene per lo più dall'Italia, Francia e Stati Uniti, con il nostro Paese in prima fila per l'alto contenuto di moda, creativita' e bellezza dei tessuti..
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CONTINUA IN GIAPPONE IL TREND
POSITIVO PER IL VINO ITALIANO
Il consumatore giapponese inizia ad apprezzare sempre più' il vino sostituendolo alla birra ed al sakè. Dal 1994 al 1998 i consumi di vino sono infatti aumentati di oltre tre volte, raggiungendo la rispettabile cifra di 340 miliardi di Yen. In quantità si è passati dai 7.5 ai 27.7 milioni di casse dell'anno scorso. La Francia, che vanta una lunghissima tradizione, mantiene sempre il primo posto assoluto con il 43% del totale importato, in calo rispetto a quattro anni fa; al secondo posto balza prepotentemente l'Italia con il 18%. In questo lasso di tempo si assiste al tracollo dei vini tedeschi che scendono al 7% dal 23% del 1994, mentre salgono consistentemente i vini cileni a basso costo. I consumi mostrano una netta preferenza per il "rosso": i due terzi dei consumatori, infatti, lo preferiscono al bianco che a sua volta copre il 30% del mercato giapponese, mentre il resto va al rosé. Ed è il vino fermo che la fa sempre da padrone rispetto ai vini frizzanti o "mossi".
Anche in Giappone si produce vino, per chi non lo sapesse: un po' meno di 15 milioni di casse di vino fermo 1998 e quasi 3 di vino mosso. tuttavia, la qualità' del vino giapponese e' molto commerciale; infatti, quasi la meta' del vino commercializzato viene prezzato al consumo a meno di 500 Yen la bottiglia e soltanto il 15% circa supera i 1000 Yen. Il vino giapponese viene venduto principalmente attraverso I canali tradizionali (per il 47%), ma stanno assumendo crescente importanza i supermercati (con il 19%) e, soprattutto, i convenience store (al momento al 10%).
Per quanto riguarda poi i canali di distribuzione, secondo le statistiche ufficiali l'anno scorso il 54% del vino importato è stato venduto attraverso i negozi tradizionali, il 18% tramite supermercati ed il 25% nei bar e ristoranti. Solo il 3% passa attualmente attraverso i convenience stores: tuttavia questa quota è destinata a crescere sensibilmente in quanto il controllo sulla vendita di alcolici è stato recentemente allentato. Ne deriva che questo canale di distribuzione inizia ad importare direttamente dalle cantine, anziché passare tramite le trading company come hanno fatto finora. I prezzi al consumatore pertanto scenderanno sensibilmente, anche se questo tipo di negozio, aperto 24 ore, si rivolge più' ad un consumatore meno esigente.
Una notizia interessante è il recente acquisto della maggioranza della azioni della Ditta MonteBussan, uno dei più' noti importatori e distributori di vini italiani, da parte della Suntory. La nuova società dominerà cosi' più' del 30% del mercato dei vini italiani di importazione.
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