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Generalmente
è vietata l'importazione dall'Italia di agrumi e
pomodori freschi.
Per
il timore che si possano nascondere larve di
mosche mediterranee (mibae), per questi prodotti
non si prevede la liberalizzazione imminente.
Tuttavia la Spagna, ad esempio, riesce a risolvere
il problema inviando partite di agrumi via nave in
container in cui immette un processo di
fumigazione che dura il tempo del viaggio (quasi
un mese tra una cosa e l'altra). In questo modo,
si intende da parte delle Autorità giapponesi che
la mosca mediterranea viene debellata. Tuttavia i
prodotti lavorati, come i succhi di frutta, sono
ammessi.
Per
quanto riguarda la carne cruda e lavorata, era
vietata l'importazione fino a qualche mese fa, ad
eccezione del prosciutto crudo, ma abbiamo avuto
ora la notizia rallegrante che, ad esclusione dei
prodotti di origine sarda, è possibile importare
questi prodotti in Giappone, se c'è
l'autorizzazione del Ministero della Sanità
italiana. Finora non era possibile acquistare in
Giappone prodotti tipo mortadella o tutta la
salumeria in generale, ma adesso per fortuna non
è più così; per noi giapponesi amanti di questi
prodotti non è più indispensabile andare fino in
Italia per poterla acquistare. Occorre attendere
ancora un po' per avere informazioni più
dettagliate sulle procedure da seguire, ma la
notizia è molto favorevole.
Per
quanto riguarda i prodotti alimentari di coltura
organica, sempre più di moda negli ultimi tempi,
per ora viene esaltato l'aspetto dell'immagine,
per cui non vi è ancora una legislazione precisa.
Dunque,
dopo che è pronto il certificato, si passa alla
fase della spedizione. Come è stato detto in
altre occasioni, i giapponesi hanno in odio le
etichette sporche, per cui l'operazione di
imballaggio deve essere fatta con molta cura. E
poi occorre tener presente che, se non si spedisce
per via aerea, la merce per arrivare in Giappone
deve attraversare la linea equatoriale, per cui può
deteriorarsi a causa del caldo. Se non si tiene a
mente questa possibilità, quando si verificano
lamentele dagli importatori per il fatto che la
merce arrivata non era della stessa qualità del
campione, non potete affrontare questa situazione
con una risposta convincente, perché‚ siete
convinti di aver spedito la merce della stessa
qualità del campione. Così il vostro rapporto
con la controparte giapponese potrebbe peggiorare,
andando avanti con lunghe discussioni come se
fosse un "dialogo tra sordi".
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Kazuko
Nagamoto,
Presidente della Ict
Shokubunka-kikaku Ltd.Tokyo, è
un'esperta nel settore
agroalimentare. Nel 1997 ha
costituito la società "Ict"
per aiutare a diffondere la
cultura culinaria italiana in
Giappone. Attualmente, la "Ict"
organizza corsi di
"formazione sulla cucina
italiana" per cuochi e di
"formazione per
sommelier" che vengono
organizzati in Italia per
personale giapponese, sviluppando
l'attività con la ICT Italia e
con la collaborazione di
associazioni di categoria quali,
la Fed.Italiana Cuochi (FIC) e l'Ass.It.
Sommelier (AIS).
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