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Tutti
sanno che le aziende giapponesi presentano tre
elementi distintivi gestionali, che le
differenziano ampiamente dalle società di tipo
occidentale: il sistema basato sull’anzianità,
l’impiego a vita e il meccanismo di decision-making
che va dal basso verso l’alto.

Oggi
parliamo del nenkoo-joretsu, ovvero il
sistema basato sull’anzianità che, da sempre,
governa gli avanzamenti di carriera nelle aziende
giapponesi. Secondo questo sistema, la posizione
di un dipendente è direttamente proporzionale
alla sua età, e non ai suoi meriti. Da sempre i
giapponesi ritengono che questo sistema aumenti la
lealtà dei dipendenti e stabilisca una gestione
di tipo familiare.
Recentemente, tuttavia, i
quadri intermedi stanno incominciando a spingere
verso il sistema meritocratico in vigore in Europa
e negli Stati Uniti.
Il
sistema basato sull’anzianità ha le sue radici
nella filosofia confuciana, in base alla quale
l’importanza di un individuo cresce con
l’aumentare dei suoi anni. Ciò fa sì che nelle
società giapponesi siano molto rari i casi di
persone che hanno sotto di sé subordinati più
anziani di loro.
E’
vero d’altro canto che anche se tutti i “salarymen”
cominciano dallo stesso punto di partenza, non
tutti possono essere egualmente promossi e
raggiungere lo status di “top manager”. Ecco
allora che ogni azienda giapponese si
“inventa” dei titoli vaghi e poco
significativi per coloro che non sono destinati a
salire fino in cima la scala delle promozioni.
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