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Scenario
Il
mercato dell'abbigliamento per bambini, intendendo
da 0 ai 12 anni, risente moltissimo del calo delle
nascite causato dal progressivo estendersi dell'età
media in cui la donna si sposa (intorno ai 27
anni), un po' come sta succedendo in tutti i Paesi
sviluppati. Cresce anche in Giappone il numero
delle donne single e crescono i costi per dare ai
piccoli un'educazione di qualità. Cresce, infine,
il segmento dei DINKS (double income, no kids). Il
risultato è che nel 1998 il tasso di fertilità
della donna giapponese è crollato al minimo
storico di 1.38 figli, secondo il Ministero della
Salute e del Welfare. Le previsioni, tuttavia,
sono per un incremento prossimo con un picco nel
2004 quando andranno a maturità i figli del baby
boom post-guerra.
Ciononostante,
questo mercato è pur sempre ragguardevole e di
sicuro interesse per la produzione italiana per i
suoi elementi di qualità e di moda. La produzione
nazionale è, infatti, in continuo calo pur se va
considerato che molte aziende nipponiche
preferiscono spostare la propria produzione in
Cina ed altri Paesi asiatici a causa degli alti
costi della manodopera giapponese. La valutazione
del mercato nel 1998 fatta dal JETRO e dal Textile
Fashion Center (ultimo dato certo disponibile)
indica un fatturato alla produzione di oltre
22mila miliardi di lire (al cambio attuale), in
leggero calo dello 0.5% rispetto all'anno
precedente. Il trend della produzione giapponese
estera (Cina, Vietnam, Corea) è invece
costantemente in crescita anche se nell'ultimo
anno è leggermente diminuito pur restando del
4.6% superiore rispetto all'anno precedente.
A
parte il discorso Cina, le importazioni di
abbigliamento per bambini hanno continuato a
crescere creando spazi interessanti per la
produzione americana e francese. E' importante
conoscere i meccanismi di mercato e trovare i
giusti canali di distribuzione perché anche
in questo mercato tutta la catena
distributiva sta cambiando rapidamente sotto la
spinta di un'accresciuta concorrenza di nuovi
attori che stanno spingendo fuori mercato la
distribuzione tradizionale. Cresce anche il numero
di dettaglianti che si uniscono in gruppi
d'acquisto e che importano direttamente saltando
le trading ed i grossisti. Ciò permette,
ovviamente, di tagliare notevolmente i costi di
distribuzione e presentarsi al pubblico con un
listino prezzi che offre un buon rapporto di
prezzo/qualità.
Regole
per l'import
L'abbigliamento
per bambini può essere importato senza
particolari difficoltà in Giappone ma va fatta
attenzione ad alcune regole. La prima cosa da
osservare è il contenuto di sostanze nocive che
sono rigidamente classificate dalla legge. Si
parla, in particolare, dei prodotti utilizzati per
il controllo degli insetti e della formaldeide
utilizzata per prevenire lo scoloramento dei
tessuti. A quest'ultimo prodotto le autorità
giapponesi sono molto attente in quanto la pelle
dei bambini giapponesi sembra che sia
particolarmente sensibile quando vi entra in
contatto. Siccome la formaldeide viene utilizzata
anche per l'abbigliamento degli adulti senza
particolari restrizioni, ma può facilmente
trasferirsi ai prodotti per bambini, molti
produttori preferiscono vendere i loro prodotti
chiusi ermeticamente in contenitori di plastica.
Per il medesimo motivo della sensibilità, la
maggior parte dei prodotti sono fatti in cotone,
ricordando che l'abbigliamento per bambini viene
lavato mediamente più spesso di quello per adulti
e quindi deve essere particolarmente resistente.
Anche
l'etichettatura richiede particolare attenzione e
viene definita da un'apposita legge. Normalmente,
ciò che conviene fare è di seguire alla lettera
le istruzioni dell'importatore giapponese che
conosce bene la legge e le sue particolarità.
Fare molta attenzione alle taglie: i pullover o le
felpe che si infilano dalla testa devono tenere
conto delle dimensioni differenti del capo del
bambino giapponese, ad esempio.
I
canali distributivi
Si
è accennato precedentemente ai cambiamenti in
essere nella distribuzione giapponese con la
progressiva sparizione della figura del grossista,
che per la verità ha diversi livelli di
competenza e funge anche da "magazzino"
per il dettagliante, fino a non molti anni fa
assillato dai costi esorbitanti degli spazi
commerciali specie in città come Tokyo. Anche le
famose trading companies si stanno
ridimensionando, specializzandosi ed offrendo
servizi aggiuntivi all'esportatore arrivando a
vendere direttamente al dettagliante in molti
casi.
Per
restare nel campo tradizionale si assiste al
fenomeno per cui i Grandi Magazzini rappresentano
il canale più adatto per vendere i prodotti per
neonati in quanto l'abbigliamento viene acquistato
perlopiù in forma di regalo. Al contrario, dai
tre anni in su i grandi punti vendita
specializzati sono i più indicati per acquistare
il prodotto perché offrono più scelta. Si sta
diffondendo inoltre in questo campo il fenomeno
dei negozi che chiaramente sono affiliati ad un
produttore estero.
I
margini variano dal 35-40% se l'invenduto viene
ritornato al produttore, pratica finora molto
diffusa in Giappone; altrimenti sale al 60%.
I
trend all'importazione
Premesso
che per entrare nel mercato giapponese è buona
regola frequentare una prima volta una fiera
specializzata per rendersi conto del livello
produttivo, della qualità e dei prezzi alla
produzione, per il primo periodo è importante
avvalersi dell'esperienza di chi sta da tempo nel
mercato per ovviare a tutte quelle difficoltà
tipiche di chi entra in un mercato così diverso
in termini di regole e di gusti.
Ciò
detto, va sottolineato che il fattore moda sta
diventando sempre più preponderante in quanto i
genitori attuali sono divenuti attenti a suo tempo
a questo elemento. Se la marca, per esempio, era
già conosciuta quando loro (i genitori) erano
single, è molto più facile che adesso la
comprino per i loro figli. Inoltre, mentre negli
anni precedenti la scelta dell'abbigliamento era
un'esclusiva della mamma, adesso anche i papà
partecipano alla scelta e quindi influiscono
sull'abbigliamento specie dei maschietti. I
dettaglianti più avveduti si sono accorti di
questo importante cambiamento ed offrono proposte
di "combinati" padre e figlio molto
simili nel taglio, gusto e colore.
Per
la produzione italiana si potrebbero aprire degli
spazi enormi, dato appunto la qualità della
produzione ed il contenuto di moda. Al momento
tuttavia, stiamo sotto Stati Uniti e Francia.
Attenzione alla scelta dei colori che va fatta
considerando l'ambiente in cui vivono i piccoli
giapponesi. il mercato c'è; si tratta di andare a
conquistarselo ricordandosi le regole di marketing
basilari.
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