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NOTIZIE FLASH  (quindicinale) 20 luglio 2000  
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  CROLLA L'EXPORT DELLE MACCHINE TESSILI rif.: 66/2000  

Il 1999 è stato un anno molto difficile per l'industria delle macchine tessili giapponesi che hanno sperimentato un calo consistente dell'export, valutato nel 26% dalla prestigiosa rivista di settore, JTN Monthly di Osaka.

Un'analisi dettagliata per categoria di prodotti indica un calo del 33% per le macchine produttrici di fibre, uno del 44% per le macchine per la filatura, il 35% circa per i torcitoi, e quasi il 32% per le macchine per la tessitura. Una situazione molto difficile dovuta anche alle difficoltà politiche e commerciali riscontrate in Indonesia, tradizionale paese di sbocco per la produzione nipponica.

Anche le importazioni, tuttavia, hanno subito un tracollo, con una riduzione del 32% rispetto al 1998. Alcuni comparti come le macchine per la filatura, torcitura e tessitura sono stati praticamente dimezzati. Si salvano soltanto quei prodotti di alto livello tecnologico e qualitativo, tra cui poche marche italiane.

  I GIOVANI SALVANO I CONSUMI rif.: 67/2000  

E’ oramai ampiamente risaputo che il Giappone soffre ancora di una fase recessiva dovuta ad una scarsa propensione dei consumatori all’acquisto. Si salvano soltanto quei punti vendita che offrono prodotti di prezzo medio-basso, o almeno con un buon rapporto prezzo-qualità, e che si rivolgono al segmento dei giovani, gli unici che possono permettersi e vogliono … spendere.

L’importante giornale economico, Nihon Keizai Shimbun, riporta un elenco di catene al dettaglio (grandi magazzini, supermercati, superette, ecc.) con i rispettivi risultati di vendita e dei profitti pretasse relativi al 1999 che fanno chiaramente comprendere come stanno le cose. In termini di vendite, tutti i più grandi gruppi hanno mostrato cedimenti più o meno forti: si va dal meno 6% del gruppo Daiei, il più grande tra i supermercati, al meno 3% di Takashimaya, prestigiosi grandi magazzini.

Un buon successo di vendita, invece lo hanno avuto la catena di magazzini e supermercati Jusco (+ 8%) e soprattutto la Kojima (+ 16%). Per quanto riguarda gli utili antetasse, spicca su tutti la catena di convenience store Seven-Eleven (+ 19.5%). Incredibile, tuttavia, in tempi tutto sommato abbastanza grami il balzo in avanti dei negozi di abbigliamento della Fast Retailing, produttrice dell’ormai famoso marchio UNIQLO,  che ha superato del 124% il già sostanzioso fatturato del 1998.

  TURISTI GIAPPONESI IN ITALIA rif.: 68/2000  

Chi non ha visto nei maggiori centri turistici schiere di turisti giapponesi scendere da un bus o visitare monumenti? Oramai fanno parte del panorama turistico italiano; anzi lo faranno sempre di più! Secondo l’ENIT, infatti, l’incremento delle presenze di turisti giapponesi in Italia dal 1993 al 1998 (anno in cui si hanno gli ultimi dati disaggregati) è stato del 12.4%. Il calo che c’è stato nel 1998 è stato ampiamente coperto dalle presenze nel 1999, stimate in 1.3 milioni di turisti.

Il nostro Paese piace molto ai giapponesi che lo eleggono a primo Paese da visitare tra quelli europei. Per l’Italia, il turismo giapponese rappresenta un flusso di valuta non indifferente: l’ENIT calcola che la spesa media giornaliera si è aggirata intorno alle 770mila lire. Essendo quindi la presenza media di 2 giornate, la spesa turistica dei giapponesi supera i 3.300 miliardi di lire.

Quanto agli oltre 4 milioni di presenze calcolate nel 1998, la parte del leone la fanno il Lazio, cioè Roma, con oltre il 41%; segue la Toscana (Firenze) con il 18.6%, la Lombardia (essenzialmente Milano per lo shopping) con il 16% ed il Veneto (ovviamente Venezia) con quasi il 13%. Tutte le altre Regioni hanno quote di presenza risibili e ciò induce a pensare che sia assolutamente opportuno far conoscere meglio la realtà dell’offerta turistica italiana attraverso opportuni mezzi, incluso internet.

  NUOVO LOOK DELLE MOTO GIAPPONESI rif.: 69/2000  

Sperimentando un periodo di vendite in calo, al contrario di quanto avviene in Italia, i produttori di moto giapponesi stanno studiando nuove formule per attrarre i consumatori, sia introducendo veicoli di cilindrata più piccola che offrendo la possibilità al cliente di personalizzare la propria moto.

Honda, Yamaha, e Suzuki si sono tutte lanciate nella produzione di maxiscooter con cilindrata dai 125 ai 250 cc., offerte con una scelta di molti più colori ed accessori. La carenatura è studiata per il segmento giovane. La Suzuki, in particolare, ha privilegiato un look retrò, Anni Settanta, addirittura con la messa in moto a pedale.

Tutte le case motociclistiche ritengono che le moto o maxiscooter da 125 cc. saranno sempre più preferite dai consumatori intorno ai 30 anni, specialmente nei grandi centri urbani. A parte il costo minore, che va dai 5.5 milioni di lire agli oltre 9 milioni, presentano inoltre il vantaggio di poter esser guidate senza particolari problemi, rispetto alle moto di cilindrata più grande che necessitano di patente se superiori ai 400 cc.

  PAGAMENTO ELETTRONICO AI CASELLI rif.: 70/2000  

Si assiste, a volte, a dei fenomeni economici e tecnologici difficili da spiegare; uno di questi è la profonda arretratezza dei sistemi di pagamento ai caselli autostradali giapponesi. La riscossione del pedaggio nelle autostrade, ponti e tunnel avviene ancora manualmente, con lunghe code ed attese da parte degli automobilisti. Tutto ciò nel Paese dell’elettronica per eccellenza! Una interpretazione di questa strana situazione viene indicata nella volontà politica di mantenere occupati gli ultracinquantenni in lavori semplici ma dignitosi.

Finalmente, quindi, il Giappone si è deciso di colmare questo inusitato ritardo dando il via lo scorso aprile ai test per avviare la riscossione elettronica sulle autostrade che collegano i due principali aeroporti di Tokyo, Narita (internazionale) ed Haneda (nazionale), raggiungibili con un lungo tunnel, il Tokyo Bay Aqua-Line, che attraversa tutta la baia di Tokyo.

Se i test del ETC (Electronic Toll Collection) saranno positivi, il Ministero delle Costruzioni intende introdurre i sistemi automatici in 580 caselli dislocati sulle maggiori arterie autostradali. Il sistema sarà del tutto simile a quello già in uso in Italia da molti anni, con un trasmettitore a bordo del veicolo ed un rilevatore al casello. L’addebito avverrà automaticamente sul conto bancario del guidatore, secondo le informazioni in precedenza fornite.


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