|
Questo è un proverbio universale, valido in linea di
principio anche per gli uomini di affari
giapponesi. Tuttavia, è opportuno — secondo noi
— seguire alcuni principi fondamentali che
aiutano a migliorare il clima di affari ed a
portare a casa il risultato, che poi è quello a
cui tutti teniamo!
Dunque, iniziamo col dire che l'abbigliamento tipico
dell'uomo di affari giapponese è molto, molto
tradizionale. Normalmente, si veste con un abito
grigio o scuro, camicia immancabilmente bianca,
cravatta anonima, scarpe scure. In effetti
sembrano tutti uguali a noi occidentali che,
all'inizio, non sappiamo distinguere le
fisionomie! Qualche volta si vede qualcuno portare
una camicia colorata; generalmente è un
giapponese che ha vissuto per lavoro all'estero o
che ci va spesso e quindi vede come si vestono i businessmen
occidentali.
Questo stile è stato probabilmente copiato dagli americani i
quali — non scordiamolo — hanno governato il
Paese per un bel po' di anni, fino ai primi Anni
Cinquanta. Le giovani generazioni cercano di
modificare lo stile rigido e tradizionale degli
anziani, con qualche successo se è vero che da
qualche anno il MITI ha "suggerito" di
vestirsi casual per ufficio il venerdì in
modo che migliori la creatività, la produttività
e la fantasia. Ma questo vale per le grandi
città; in provincia la musica resta la stessa.
Noi italiani siamo in un certo senso perdonati anche se ci
vestiamo in modo anticonformista per fare affari,
tanto si sa che siamo il Paese della moda. Anzi, i
giapponesi invidiano molto le nostre cravatte, le
scarpe ed in genere il taglio dei vestiti che
indossiamo, soprattutto quando si va in Giappone
per lavoro. Loro, in genere, disapprovano chi sul
lavoro ostenta ricchezza attraverso
l'abbigliamento, in quanto potrebbe creare
difformità e rompere il wa, l'armonia in
azienda. Ciò è tanto più vero in fabbrica dove
non si capisce, a volte, chi sia il capo o
addirittura il padrone: tutti vestono
rigorosamente uguale. Il suggerimento che possiamo
dare, pertanto, è di evitare l'abbigliamento più
acceso e troppo alla moda, specie se trattiamo di
prodotti c.d. tradizionali, utilizzando un
guardaroba sobrio e modesto.
|