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Il mercato
dei costumi da bagno ha subìto un'interessante
trasformazione negli ultimi dieci anni,
soprattutto in campo femminile. In effetti,
coesistono due differenti segmenti di mercato,
ognuno con le sue caratteristiche distintive, e
cioè i costumi da bagno per il tempo libero e
quelli sportivi. Quest’ultimo mercato è
cresciuto notevolmente man mano che l’interesse
per il benessere del proprio corpo e, quindi, la
presenza nelle palestre e nei c.d. fitness
club, è aumentata. Mentre, tuttavia, il trend di
crescita di questo segmento di mercato è stabile,
quello del tempo libero - legato a fattori
stagionali ed alla moda -
è difficilmente prevedibile.
Secondo
una indagine del JETRO, nonostante la recessione
abbia frenato i consumi, nel 1998 la dimensione
del mercato ha superato i 250 miliardi di lire (al
cambio attuale), suddivisi grosso modo in 70%
costumi per il tempo libero ed il restante per il
segmento fitness. I produttori nazionali hanno
visto diminuire la loro quota di mercato in virtù
di un crescente trend positivo delle importazioni
che oramai hanno raggiunto un quarto del
mercato totale. Questo è avvenuto soprattutto in
quanto molti produttori giapponesi hanno
delocalizzato le loro attività in Cina, le cui
esportazioni di questo prodotto verso il Giappone
coprono abbondantemente la metà di tutte le
importazioni in valore ed il 70% in volume.
I
punti di forza dei produttori nazionali sono
essenzialmente da ricercarsi nella
-
continua
ricerca di nuovi prodotti da parte dei
produttori di fibre sintetiche (come, ad
esempio, il tessuto bianco non trasparente)
-
migliore
conoscenza dei mutamenti delle dimensioni del
corpo femminile giapponese che si è
modificato in questi ultimi anni e, quindi,
una progettazione più in sintonia dei fattori
sociologici e dello stile di vita.
Tendenzialmente,
infatti, nel recente passato le donne giapponesi
hanno in qualche modo cercato di nascondere le
loro forme (si pensi al kimono) e quindi il
“due pezzi” non riscuoteva alcun successo.
Tuttavia, man mano che il segmento femminile
composto da giovani ragazze ha iniziato ad avere
maggiore fiducia in se stesso, il processo di
apertura alle mode (due pezzi, scollature, vestiti
senza maniche) si è fortemente accelerato. Il
mutamento delle abitudini alimentari (più latte,
più carne) ha poi modificato le dimensioni e le
misure del corpo femminile; oggi le ragazze sono
generalmente più alte, con relativamente più
seno e fianchi rispetto alla generazione
precedente. Gli sforzi dei produttori giapponesi,
tuttavia, sono prevalentemente rivolti a creare
una linea armoniosa, che esalti le funzioni di
push-up, hip-up e slip-up, anche con l’inserimento
di imbottiture nelle coppe.
Come
si è detto precedentemente, il segmento di
mercato che riscuote maggiore interesse è quello
del fitness. Le previsioni per il 2000 sono per un
aumento del 15% rispetto all’anno precedente per
raggiungere i 3 milioni di capi. Il costume da
bagno di questo tipo viene cambiato in media
due-tre volte l’anno, in quanto il contenuto di
cloro nelle piscine tende a consumare il tessuto.
Il fattore moda esercita pochissima influenza
sulle caratteristiche del prodotto che viene
ricercato più che altro per la sua praticità e
resistenza. Oltre che nei fitness club il prodotto
viene utilizzato anche a livello scolastico
perchè negli istituti l’apprendimento del nuoto
è praticamente obbligatorio.
Per
l’altro segmento di mercato, quello dei costumi
da bagno per il tempo libero va sottolineato
innanzi tutto che i giapponesi non amano nè il
mare (le spiagge in Giappone non sono molto
rinomate) nè l’abbronzatura, che ritengono uno
dei fattori principali di invecchiamento della
pelle. Si frequenta invece la piscina coperta
tutto l’anno, sia per motivi di salute che di
linea.
Durante l’estate, frequentare le piscine
degli alberghi di lusso nelle grandi città è
diventato uno status symbol per le giovani
impiegate, così come fare le vacanze alle Hawaii
o a Guam che sono abbastanza vicine e costano poco
per gli standard giapponesi.
Il
costume “fashion” è rappresentato per il 60%
da quello intero ed il restante per Il due pezzi.
Una delle ultime novità è costituita da una
serie di capi che si possono coordinare con il
costume da bagno: minigonne, camicie senza
maniche, pantaloncini, pareo, tutti capi che
possono essere portati indifferentemente in
piscina, al mare o anche in città. In media un
due pezzi costa 13.000 yen mentre il costume
intero si aggira intorno ai 14.000 yen.
Per
quanto riguarda l’Italia, le importazioni sono
al settimo posto nell’ordine dopo Cina, Corea
del sud, Stati Uniti, Indonesia, Vietnam, Hong
Kong. Questi ultimi due Paesi, insieme ad Israele,
hanno sensibilmente aumentato la loro quota di
mercato in questi ultimi anni. Il prodotto è
soggetto ad una imposizione doganale modesta e,
naturalmente, all’IVA del 5%. Il prodotto
italiano ha una buona immagine per quanto riguarda
il contenuto di moda nei costumi per il tempo
libero. Tuttavia, si ritiene che I produttori
italiani debbano fare un maggior sforzo,
soprattutto a livello distributivo, per migliorare
la loro quota di mercato in quanto hanno un
potenziale non pienamente espresso.
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