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MERCATI - APPROFONDIAMO UN MERCATO  (mensile) 20 giugno 2000  
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 APPROFONDIAMO UN MERCATO
  E' TEMPO D' ESTATE: I COSTUMI DA BAGNO

Il mercato dei costumi da bagno ha subìto un'interessante trasformazione negli ultimi dieci anni, soprattutto in campo femminile. In effetti, coesistono due differenti segmenti di mercato, ognuno con le sue caratteristiche distintive, e cioè i costumi da bagno per il tempo libero e quelli sportivi. Quest’ultimo mercato è cresciuto notevolmente man mano che l’interesse per il benessere del proprio corpo e, quindi, la presenza nelle palestre e nei  c.d. fitness club, è aumentata. Mentre, tuttavia, il trend di crescita di questo segmento di mercato è stabile, quello del tempo libero - legato a fattori stagionali ed alla moda -  è difficilmente prevedibile.

Secondo una indagine del JETRO, nonostante la recessione abbia frenato i consumi, nel 1998 la dimensione del mercato ha superato i 250 miliardi di lire (al cambio attuale), suddivisi grosso modo in 70% costumi per il tempo libero ed il restante per il segmento fitness. I produttori nazionali hanno visto diminuire la loro quota di mercato in virtù di un crescente trend positivo delle importazioni che oramai hanno raggiunto un quarto del mercato totale. Questo è avvenuto soprattutto in quanto molti produttori giapponesi hanno delocalizzato le loro attività in Cina, le cui esportazioni di questo prodotto verso il Giappone coprono abbondantemente la metà di tutte le importazioni in valore ed il 70% in volume.

I punti di forza dei produttori nazionali sono essenzialmente da ricercarsi nella

  • continua ricerca di nuovi prodotti da parte dei produttori di fibre sintetiche (come, ad esempio, il tessuto bianco non trasparente)

  • migliore conoscenza dei mutamenti delle dimensioni del corpo femminile giapponese che si è modificato in questi ultimi anni e, quindi, una progettazione più in sintonia dei fattori sociologici e dello stile di vita.

Tendenzialmente, infatti, nel recente passato le donne giapponesi hanno in qualche modo cercato di nascondere le loro forme (si pensi al kimono) e quindi il “due pezzi” non riscuoteva alcun successo. Tuttavia, man mano che il segmento femminile composto da giovani ragazze ha iniziato ad avere maggiore fiducia in se stesso, il processo di apertura alle mode (due pezzi, scollature, vestiti senza maniche) si è fortemente accelerato. Il mutamento delle abitudini alimentari (più latte, più carne) ha poi modificato le dimensioni e le misure del corpo femminile; oggi le ragazze sono generalmente più alte, con relativamente più seno e fianchi rispetto alla generazione precedente. Gli sforzi dei produttori giapponesi, tuttavia, sono prevalentemente rivolti a creare una linea armoniosa, che esalti le funzioni di push-up, hip-up e slip-up, anche con l’inserimento di imbottiture nelle coppe.

Come si è detto precedentemente, il segmento di mercato che riscuote maggiore interesse è quello del fitness. Le previsioni per il 2000 sono per un aumento del 15% rispetto all’anno precedente per raggiungere i 3 milioni di capi. Il costume da bagno di questo tipo viene cambiato in media due-tre volte l’anno, in quanto il contenuto di cloro nelle piscine tende a consumare il tessuto. Il fattore moda esercita pochissima influenza sulle caratteristiche del prodotto che viene ricercato più che altro per la sua praticità e resistenza. Oltre che nei fitness club il prodotto viene utilizzato anche a livello scolastico perchè negli istituti l’apprendimento del nuoto è praticamente obbligatorio.

Per l’altro segmento di mercato, quello dei costumi da bagno per il tempo libero va sottolineato innanzi tutto che i giapponesi non amano nè il mare (le spiagge in Giappone non sono molto rinomate) nè l’abbronzatura, che ritengono uno dei fattori principali di invecchiamento della pelle. Si frequenta invece la piscina coperta tutto l’anno, sia per motivi di salute che di linea.  Durante l’estate, frequentare le piscine degli alberghi di lusso nelle grandi città è diventato uno status symbol per le giovani impiegate, così come fare le vacanze alle Hawaii o a Guam che sono abbastanza vicine e costano poco per gli standard giapponesi.

Il costume “fashion” è rappresentato per il 60% da quello intero ed il restante per Il due pezzi. Una delle ultime novità è costituita da una serie di capi che si possono coordinare con il costume da bagno: minigonne, camicie senza maniche, pantaloncini, pareo, tutti capi che possono essere portati indifferentemente in piscina, al mare o anche in città. In media un due pezzi costa 13.000 yen mentre il costume intero si aggira intorno ai 14.000 yen.  

Per quanto riguarda l’Italia, le importazioni sono al settimo posto nell’ordine dopo Cina, Corea del sud, Stati Uniti, Indonesia, Vietnam, Hong Kong. Questi ultimi due Paesi, insieme ad Israele, hanno sensibilmente aumentato la loro quota di mercato in questi ultimi anni. Il prodotto è soggetto ad una imposizione doganale modesta e, naturalmente, all’IVA del 5%. Il prodotto italiano ha una buona immagine per quanto riguarda il contenuto di moda nei costumi per il tempo libero. Tuttavia, si ritiene che I produttori italiani debbano fare un maggior sforzo, soprattutto a livello distributivo, per  migliorare la loro quota di mercato in quanto hanno un potenziale non pienamente espresso.



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