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| STILI
E COSTUME |
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| I
REGALI STAGIONALI |
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Come
in Italia, anche in Giappone, si festeggia la festa della
mamma la seconda domenica di maggio. L'usanza, importata
dall'America, è di regalare garofani. Inutile dire che i
garofani aumentano sempre più di prezzo man mano che ci
si avvicina alla festa, per calare drasticamente il
lunedì successivo. E' un po' come il prezzo dei panettoni
dopo Natale: al prezzo di uno te ne danno cinque!
Il
5 maggio è il giorno dei bambini e si è soliti regalare
iris, mentre il 3 marzo è la festa delle bambine, a cui
vengono regalati fiori di pesco. Ecco allora che a cavallo
di questi giorni i prezzi di iris e fiori di pesco salgono
enormemente.
Ci sono
cose cha valgono solo per un determinato periodo, passato
il quale vengono svendute. Nel caso dell'abbigliamento, le
svendite riguardano in genere le taglie grosse. La moda
perde totalmente di valore quando si passa alla stagione
successiva.
Per
quanto riguarda i regali, in Giappone ci sono due periodi
importanti, uno a fine anno e uno a metà dell'anno. Si
chiamano rispettivamente seibo e chuugen. Il
seibo coincide all'incirca con il periodo
natalizio, ma non ha nulla a che vedere con il Natale. Il chuugen
invece è intorno a luglio ed è l'occasione in cui i
giapponesi esprimono affetto e gratitudine verso amici,
conoscenti, superiori, parenti ecc. e manifestano il
desiderio di continuare un rapporto, scambiandosi doni.
Che cosa viene regalato in queste occasioni? Non certo
oggetti preziosi o durevoli, ma piuttosto cose da mangiare
o beni di consumo. Si evita di regalare cose che rimangono
perché i giapponesi ritengono che ciò sia eccessivo.
Facciamo un esempio: regalare a qualcuno un vaso significa
mettere la persona che lo riceve nella condizione di
doversi continuamente ricordare chi glielo ha regalato
ogni volta che vede il vaso! Si tende allora a regalare
dolci, saké, liquori, succhi, frutta, sapone o prodotti
cosmetici. Cose, insomma, che dopo un po' si consumano! La
fascia di prezzo va dai 2000 ai 5000 Yen.
La
novità recente, nei regali stagionali, è di regalare
prodotti alimentari italiani, in particolare olio d'oliva.
Si tratta di un regalo ideale, per la mentalità
giapponese, perché si consuma e dunque prima o poi
finisce, ma allo stesso tempo dura per un po' di tempo,
ricordandoci chi ce lo ha regalato. E' ideale anche per i
negozianti, poiché non si guasta velocemente perdendo il
valore. Anche il vino può essere una buona idea per un
regalo stagionale, ma nel campo degli alcolici la fa da
padrone il whisky scozzese.
Strada
aperta, quindi, per l'olio italiano, ma attenzione alla
concorrenza di olii prodotti in altri paesi mediterranei:
potrebbe essere un'arma vincente sensibilizzare l'opinione
pubblica giapponese sulle severe leggi vigenti in Italia
in termini di qualità.
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| BUSINESS
HINTS |
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| BERE
CON I GIAPPONESI: LEZIONI DI GALATEO (seconda
parte) |
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Come
nella maggior parte delle antiche società
agricole, i giapponesi hanno scoperto molto presto
come trasformare il grano in bevanda alcolica. Una
bevanda a base di riso, il saké era già
usata nelle sacre cerimonie shintoiste secoli fa.
Gradatamente l'uso del saké si è diffuso
come tonico tra gli anziani, divenendo poi la
tipica bevanda ad uso ricreativo tra la
popolazione adulta. Bere saké è
un'importante componente della società
giapponese. Lo si beve durante i pasti, per
commemorare eventi quali contratti o matrimoni e
viene servito, generalmente caldo, in tutti i
ristoranti e locali.
Quando
il Giappone si aprì all'Occidente, a metà del
secolo diciannovesimo, i giapponesi appresero
rapidamente il consumo di birra e whisky, tanto
che oggi l'industria della birra è una delle più
fiorenti del paese. Il saké resta comunque
la bevanda nazionale.
Data
l'importanza del bere in Giappone, non stupisce
che esistano diverse regole di galateo che vi si
applicano. La regola numero uno è che il padrone
di casa (oppure, nel caso di un invito al
ristorante, colui che invita) fa un punto d'onore
di versare da bere all'ospite. Nei locali pubblici
sono quasi sempre le cameriere a versare da bere
ai commensali. E' considerato obbligatorio bere
almeno un sorso ogni qualvolta che il bicchiere ci
viene nuovamente riempito.
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L'etichetta
giapponese prevede inoltre che quando ci
viene versato da bere si debba tenere il
bicchiere o la coppetta con due mani; allo
stesso modo, chi versa userà entrambe le
mani. Se si è ospiti e qualcuno ci versa
da bere, si fa un'ottima figura se, subito
dopo pretendiamo di voler fare lo stesso,
ossia di riempire il bicchiere agli altri
commensali. Qualcuno cercherà di
resistere, ma insistete: si tratta dei
soliti complimenti giapponesi!
Altra
regoletta importante: mai alzarsi da
tavola con il bicchiere vuoto. Quando si
termina il pasto è d'uso lasciare il
bicchiere pieno, anche perché ogni volta
che il vostro ospite si accorgerà che
avete il bicchiere vuoto si ostinerà a
riempirlo nuovamente! |
Data
la propensione giapponese a bere, è importante
dare qualche suggerimento agli astemi o a coloro
che non desiderano ubriacarsi! La miglior scusa
per non bere del tutto è addurre una ragione
medica, ad esempio un ipotetico disturbo che può
aggravarsi bevendo eccessivamente. Se invece
volete porre un freno all'insistenza dei vostri
ospiti potete fingere di essere più alticci di
quanto in realtà non siate! Il fatto è che non
bere del tutto o bere solo moderatamente deve
essere fatto con grande diplomazia, perché i
giapponesi, la cui etichetta rigidissima nasconde
spesso la loro vera personalità, ritengono
che chi non beve sta nascondendo qualcosa o non
desidera farsi conoscere davvero.
Ricordate
infine che ogni volta che si levano i calici in
Giappone si dice Kanpai! che corrisponde un
po' al nostro cin-cin. |
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