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L'ORA DEL THE'  (quindicinale) 20 maggio 2000  
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 STILI E COSTUME
 I REGALI STAGIONALI

Come in Italia, anche in Giappone, si festeggia la festa della mamma la seconda domenica di maggio. L'usanza, importata dall'America, è di regalare garofani. Inutile dire che i garofani aumentano sempre più di prezzo man mano che ci si avvicina alla festa, per calare drasticamente il lunedì successivo. E' un po' come il prezzo dei panettoni dopo Natale: al prezzo di uno te ne danno cinque! 

Il 5 maggio è il giorno dei bambini e si è soliti regalare iris, mentre il 3 marzo è la festa delle bambine, a cui vengono regalati fiori di pesco. Ecco allora che a cavallo di questi giorni i prezzi di iris e fiori di pesco salgono enormemente.

Ci sono cose cha valgono solo per un determinato periodo, passato il quale vengono svendute. Nel caso dell'abbigliamento, le svendite riguardano in genere le taglie grosse. La moda perde totalmente di valore quando si passa alla stagione successiva.

Per quanto riguarda i regali, in Giappone ci sono due periodi importanti, uno a fine anno e uno a metà dell'anno. Si chiamano rispettivamente seibo e chuugen. Il seibo coincide all'incirca con il periodo natalizio, ma non ha nulla a che vedere con il Natale. Il chuugen invece è intorno a luglio ed è l'occasione in cui i giapponesi esprimono affetto e gratitudine verso amici, conoscenti, superiori, parenti ecc. e manifestano il desiderio di continuare un rapporto, scambiandosi doni. Che cosa viene regalato in queste occasioni? Non certo oggetti preziosi o durevoli, ma piuttosto cose da mangiare o beni di consumo. Si evita di regalare cose che rimangono perché i giapponesi ritengono che ciò sia eccessivo. Facciamo un esempio: regalare a qualcuno un vaso significa mettere la persona che lo riceve nella condizione di doversi continuamente ricordare chi glielo ha regalato ogni volta che vede il vaso! Si tende allora a regalare dolci, saké, liquori, succhi, frutta, sapone o prodotti cosmetici. Cose, insomma, che dopo un po' si consumano! La fascia di prezzo va dai 2000 ai 5000 Yen.

La novità recente, nei regali stagionali, è di regalare prodotti alimentari italiani, in particolare olio d'oliva. Si tratta di un regalo ideale, per la mentalità giapponese, perché si consuma e dunque prima o poi finisce, ma allo stesso tempo dura per un po' di tempo, ricordandoci chi ce lo ha regalato. E' ideale anche per i negozianti, poiché non si guasta velocemente perdendo il valore. Anche il vino può essere una buona idea per un regalo stagionale, ma nel campo degli alcolici la fa da padrone il whisky scozzese. 

Strada aperta, quindi, per l'olio italiano, ma attenzione alla concorrenza di olii prodotti in altri paesi mediterranei: potrebbe essere un'arma vincente sensibilizzare l'opinione pubblica giapponese sulle severe leggi vigenti in Italia in termini di qualità. 

 

La Redazione di Tokyo

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 BUSINESS HINTS
 BERE CON I GIAPPONESI: LEZIONI DI GALATEO (seconda parte)

Come nella maggior parte delle antiche società agricole, i giapponesi hanno scoperto molto presto come trasformare il grano in bevanda alcolica. Una bevanda a base di riso, il saké era già usata nelle sacre cerimonie shintoiste secoli fa. Gradatamente l'uso del saké si è diffuso come tonico tra gli anziani, divenendo poi la tipica bevanda ad uso ricreativo tra la popolazione adulta. Bere saké è un'importante componente della società giapponese. Lo si beve durante i pasti, per commemorare eventi quali contratti o matrimoni e viene servito, generalmente caldo, in tutti i ristoranti e locali.

Quando il Giappone si aprì all'Occidente, a metà del secolo diciannovesimo, i giapponesi appresero rapidamente il consumo di birra e whisky, tanto che oggi l'industria della birra è una delle più fiorenti del paese. Il saké resta comunque la bevanda nazionale.

Data l'importanza del bere in Giappone, non stupisce che esistano diverse regole di galateo che vi si applicano. La regola numero uno è che il padrone di casa (oppure, nel caso di un invito al ristorante, colui che invita) fa un punto d'onore di versare da bere all'ospite. Nei locali pubblici sono quasi sempre le cameriere a versare da bere ai commensali. E' considerato obbligatorio bere almeno un sorso ogni qualvolta che il bicchiere ci viene nuovamente riempito. 

L'etichetta giapponese prevede inoltre che quando ci viene versato da bere si debba tenere il bicchiere o la coppetta con due mani; allo stesso modo, chi versa userà entrambe le mani. Se si è ospiti e qualcuno ci versa da bere, si fa un'ottima figura se, subito dopo pretendiamo di voler fare lo stesso, ossia di riempire il bicchiere agli altri commensali. Qualcuno cercherà di resistere, ma insistete: si tratta dei soliti complimenti giapponesi!

Altra regoletta importante: mai alzarsi da tavola con il bicchiere vuoto. Quando si termina il pasto è d'uso lasciare il bicchiere pieno, anche perché ogni volta che il vostro ospite si accorgerà che avete il bicchiere vuoto si ostinerà a riempirlo nuovamente!

Data la propensione giapponese a bere, è importante dare qualche suggerimento agli astemi o a coloro che non desiderano ubriacarsi! La miglior scusa per non bere del tutto è addurre una ragione medica, ad esempio un ipotetico disturbo che può aggravarsi bevendo eccessivamente. Se invece volete porre un freno all'insistenza dei vostri ospiti potete fingere di essere più alticci di quanto in realtà non siate! Il fatto è che non bere del tutto o bere solo moderatamente deve essere fatto con grande diplomazia, perché i giapponesi, la cui etichetta rigidissima nasconde spesso la loro vera personalità,  ritengono che chi non beve sta nascondendo qualcosa o non desidera farsi conoscere davvero.

Ricordate infine che ogni volta che si levano i calici in Giappone si dice Kanpai! che corrisponde un po' al nostro cin-cin.


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