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I
giapponesi fanno aspettare tantissimo per
decidere, non decide il dirigente ma la decisione
viene presa partendo dal basso. È vero, ma vi
siete mai chiesti il perché?
C’è
un’ottima ragione che rende questo il modo
migliore per operare in quel tipo di mercato. Il
nocciolo della questione è “la
competizione”.
Sin
dall’asilo, il mondo giapponese ruota
quotidianamente intorno alla competizione. In ogni
classe, i bambini si impegnano per diventare il
primo in matematica, il più bravo in educazione
fisica… Oltre a tutte le gare sportive e ai
premi letterari e artistici, scelgono lo
sportellista migliore, premiano il poliziotto
migliore. I giapponesi, se non fanno ogni
cosa con spirito competitivo, non ci trovano
gusto. Pure a costo di creare problemi di
emarginazione e di essere “schiacciati” dalla
competizione, continuano a vivere per competere.
Con
questo sfondo sociale, il mercato giapponese vive
da secoli in accanita competizione. Il nuovo
prodotto viene accolto dal mercato come offerta di
un nuovo campo di battaglia, come un prototipo da
migliorare, per vincere la battaglia del mercato.
La regola del mercato è “il perfezionamento”.
Perciò
se essi prima di lanciare un nuovo prodotto non lo
studiassero sino nei minimi particolari,
calcolando e prevenendo le mosse dei concorrenti,
sarebbe un disastro: finirebbero per offrire ai
concorrenti una grande opportunità di ricavarne
tutti i vantaggi. Per non concedere nessun margine
di miglioramento ai concorrenti, cercano un
perfezionamento esasperato; cosa non preparano,
cosa non studiano!
Ogni
capo sezione di vendita territoriale e settoriale
svolge un’analisi accurata per la propria
sezione e individua eventuali problemi. Viene
fatta una vendita pilota presso uno dei clienti
principali e si studiano nei dettagli tutte le
soluzioni di tutti gli eventuali problemi tecnici,
procedurali, sino ai problemi logistici. Insomma,
il prodotto viene studiato sotto tutti i punti di
vista per non commettere degli errori.
A
differenza degli altri mercati, in Giappone, chi
lancia per primo un prodotto non è avvantaggiato
se non fa un lancio perfetto. Guardando la
risposta del mercato, i concorrenti hanno maggiori
opportunità di individuare i punti deboli e
migliorare il prodotto. Il guaio è che, in
Giappone, tutti i concorrenti sono in grado di
offrire in breve un prodotto similare migliore con
un prezzo migliore. Non si tratta di “imitare”
ma in Giappone la battaglia si è sempre
combattuta sin dall’antichità volutamente nello
stesso campo, con la stessa regola, per stabilire
il migliore.
Hiromi
Yagi
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La
Dottoressa Hiromi Yagi è docente di
comunicazione italo-giapponese all’Università
Bocconi ed è titolare del corso di
giapponese manageriale presso l’Università
di Torino.
Presidente
dell’Associazione per l’Interscambio
Culturale Italo Giapponese e Amministratore
delegato Imput Italia Japan srl. Yagi-san è
inoltre autrice del libro di testo
“Comunicare Giapponese” edito da EGEA
Bocconi nel 1998. |
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