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OSAKA
– L’A.S.C.E. (American Society of
Civil Engineers), che con i suoi 120.000
membri rappresenta forse la più
prestigiosa associazione di ingegneri
civili al mondo, ha assegnato
all’aeroporto di Kansai uno dei dieci
premi “Progetto del Secolo” nella
categoria “aeroporti”.
Tra
gli altri progetti premiati l’Empire
State Building, il canale di Panama, il
Golden Gate Bridge.
Secondo
la J.S.C.E. (Japan Society of Civil
Engineers), che ha legami stretti con la
corrispondente americana, l’aeroporto di
Kansai è stato scelto per la sua
caratteristica unica al mondo: è
totalmente costruito sull’acqua. Esso,
infatti, sorge letteralmente su di
un’isola artificiale di 510 ettari al
largo della città di Osaka ed è
purtroppo molto noto agli “addetti ai
lavori” in quanto ha subito, nel corso
della costruzione e della sua vita utile,
notevoli assestamenti.
Masaki
Kobayashi, un funzionario del ministero
dei trasporti coinvolto in questo
progetto, si è detto “particolarmente onorato per questo
riconoscimento”, ed ha aggiunto “di
essere felice che, nonostante i problemi
che ha avuto e che tuttora ha l’opera,
la gente si sia resa conto delle grosse
difficoltà tecniche connesse alla sua
costruzione”.
Certamente,
l’aeroporto di Kansai rappresenta
un’ottima risposta alla carenza di
terreni in Giappone. Allo stesso tempo
viene ridotto l’impatto
dell’inquinamento atmosferico e di
quello acustico sulle zone residenziali.
Aperto al traffico nel 1994 con un’unica
pista di 3.500 metri, l’aeroporto è
costato (sino ad ora) circa 1500 miliardi
di yen, compreso il ponte di acceso in
struttura reticolare a due livelli (per
motoveicoli e mezzi su rotaia) lungo 450
metri.
Ed
ora il rovescio della medaglia. Sei anni
dopo l’apertura ufficiale, il “Kansai
International Airport” fatica a stare a
galla, sia in modo figurato che
letteralmente. I problemi dell’aeroporto
spaziano tra il terminal passeggeri che
sta “affondando”, l’aumento
dell’indebitamento dovuto allo scarso
utilizzo da parte delle Compagnie Aeree,
le critiche relative agli alti costi di
manutenzione e le minacce di bloccare la
costruzione della seconda pista.
Rappresentanti
della Kansai International Airport
Corporation hanno ammesso di aver
richiesto al Governo un prestito per far
fronte agli indebitamenti, che si fanno più
pressanti ogni mese. Il Ministro delle
Finanze Kiichi Miyazawa vorrebbe che fosse
la regione di Osaka a farsi carico dei
costi non previsti e sta inoltre
cominciando a chiedersi se sia
effettivamente sensato procedere alla
costruzione di una nuova pista viste le
difficoltà economiche ed anche tecniche.
La
F.A.A.J. (Foreign Airline Association in
Japan) ha emesso un documento, firmato
dalle maggiori Compagnie Aeree, che si
oppone alla costruzione di una nuova pista
sostenendo che sia prima necessaria
un’ottimizzazione dell’utilizzo di
quella esistente. Non solo.
L’associazione lamenta anche alte tasse
di atterraggio (circa 10.000 dollari
americani per un Boeing 747), doppie
rispetto al nuovo aeroporto di Hong Kong
che peraltro sorge anch’esso su di
un’isola artificiale, per quanto solo
parzialmente. Il rischio è che alcune
Compagnie decidano di spostare
definitivamente i propri voli a partire
dal 2005, quando verrà aperto il nuovo
aeroporto di Kobe, in diretta concorrenza
con quello di Kansai. Sebbene i dirigenti
dellla Kansai International Airport
Corporation siano ottimisti per il futuro,
nessuno può prevedere con certezza quello
che avverrà, né dal punto di vista
economico, né per quanto riguarda il
problema del cedimento dell’isola verso
il mare. Certamente, provvedimenti
sono stati presi, ed è stata annunciata
la costruzione di un diaframma in
calcestruzzo attorno alle fondazioni del
terminal passeggeri per fermare o ridurre
lo sprofondamento. Tuttavia nessuno può
garantire che questa operazione, che
costerà circa 20 miliardi, funzionerà.
La
prestigiosa associazione americana che ha
assegnato all’aeroporto di Kansai il
prestigioso premio di “Progetto del
Secolo” a questo straordinario aeroporto
che però non funziona, dovrebbe forse
inserire nei suoi parametri di scelta
anche le variabili relative al successo di
una tecnologia ed al successo di una
strategia economica e di mercato. Al
giorno d’oggi le grandi strutture devono
anche assicurare un ritorno economico, o
di immagine. Nel caso dell’aeroporto di
Kansai non è stato centrato nessuno di
questi due obiettivi. Certamente, si
tratta di un progetto lungimirante che,
alla fine dei conti, si è riusciti a
realizzare. Ma a quale costo…
Per
maggiori informazioni:
www.kansai-airport.or.jp
www.asce.org
www.jsce.or.jp
Vincenzo
Emprin-Gilardini, Ingegnere Civile,
MEng
emprin@japanitaly.com
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