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MERCATI - DAL MONDO DI...  (mensile) 20 aprile 2001  
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 DAL MONDO DI ...  COSTRUZIONI

RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE ALL'AEROPORTO DI KANSAI


 

OSAKA – L’A.S.C.E. (American Society of Civil Engineers), che con i suoi 120.000 membri rappresenta forse la più prestigiosa associazione di ingegneri civili al mondo, ha assegnato all’aeroporto di Kansai uno dei dieci premi “Progetto del Secolo” nella categoria “aeroporti”.

Tra gli altri progetti premiati l’Empire State Building, il canale di Panama, il Golden Gate Bridge.

Secondo la J.S.C.E. (Japan Society of Civil Engineers), che ha legami stretti con la corrispondente americana, l’aeroporto di Kansai è stato scelto per la sua caratteristica unica al mondo: è totalmente costruito sull’acqua. Esso, infatti, sorge letteralmente su di un’isola artificiale di 510 ettari al largo della città di Osaka ed è purtroppo molto noto agli “addetti ai lavori” in quanto ha subito, nel corso della costruzione e della sua vita utile, notevoli assestamenti.

 

Masaki Kobayashi, un funzionario del ministero dei trasporti coinvolto in questo progetto, si è detto  “particolarmente onorato per questo riconoscimento”, ed ha aggiunto “di essere felice che, nonostante i problemi che ha avuto e che tuttora ha l’opera, la gente si sia resa conto delle grosse difficoltà tecniche connesse alla sua costruzione”.

 

Certamente, l’aeroporto di Kansai rappresenta un’ottima risposta alla carenza di terreni in Giappone. Allo stesso tempo viene ridotto l’impatto dell’inquinamento atmosferico e di quello acustico sulle zone residenziali. Aperto al traffico nel 1994 con un’unica pista di 3.500 metri, l’aeroporto è costato (sino ad ora) circa 1500 miliardi di yen, compreso il ponte di acceso in struttura reticolare a due livelli (per motoveicoli e mezzi su rotaia) lungo 450 metri.

 

Ed ora il rovescio della medaglia. Sei anni dopo l’apertura ufficiale, il “Kansai International Airport” fatica a stare a galla, sia in modo figurato che letteralmente. I problemi dell’aeroporto spaziano tra il terminal passeggeri che sta “affondando”, l’aumento dell’indebitamento dovuto allo scarso utilizzo da parte delle Compagnie Aeree, le critiche relative agli alti costi di manutenzione e le minacce di bloccare la costruzione della seconda pista.

 

Rappresentanti della Kansai International Airport Corporation hanno ammesso di aver richiesto al Governo un prestito per far fronte agli indebitamenti, che si fanno più pressanti ogni mese. Il Ministro delle Finanze Kiichi Miyazawa vorrebbe che fosse la regione di Osaka a farsi carico dei costi non previsti e sta inoltre cominciando a chiedersi se sia effettivamente sensato procedere alla costruzione di una nuova pista viste le difficoltà economiche ed anche tecniche.

 

La F.A.A.J. (Foreign Airline Association in Japan) ha emesso un documento, firmato dalle maggiori Compagnie Aeree, che si oppone alla costruzione di una nuova pista sostenendo che sia prima necessaria un’ottimizzazione dell’utilizzo di quella esistente. Non solo. L’associazione lamenta anche alte tasse di atterraggio (circa 10.000 dollari americani per un Boeing 747), doppie rispetto al nuovo aeroporto di Hong Kong che peraltro sorge anch’esso su di un’isola artificiale, per quanto solo parzialmente. Il rischio è che alcune Compagnie decidano di spostare definitivamente i propri voli a partire dal 2005, quando verrà aperto il nuovo aeroporto di Kobe, in diretta concorrenza con quello di Kansai. Sebbene i dirigenti dellla Kansai International Airport Corporation siano ottimisti per il futuro, nessuno può prevedere con certezza quello che avverrà, né dal punto di vista economico, né per quanto riguarda il problema del cedimento dell’isola verso il mare.  Certamente, provvedimenti sono stati presi, ed è stata annunciata la costruzione di un diaframma in calcestruzzo attorno alle fondazioni del terminal passeggeri per fermare o ridurre lo sprofondamento. Tuttavia nessuno può garantire che questa operazione, che costerà circa 20 miliardi, funzionerà.

 

La prestigiosa associazione americana che ha assegnato all’aeroporto di Kansai il prestigioso premio di “Progetto del Secolo” a questo straordinario aeroporto che però non funziona, dovrebbe forse inserire nei suoi parametri di scelta anche le variabili relative al successo di una tecnologia ed al successo di una strategia economica e di mercato. Al giorno d’oggi le grandi strutture devono anche assicurare un ritorno economico, o di immagine. Nel caso dell’aeroporto di Kansai non è stato centrato nessuno di questi due obiettivi. Certamente, si tratta di un progetto lungimirante che, alla fine dei conti, si è riusciti a realizzare. Ma a quale costo…

 

 

Per maggiori informazioni:

 

www.kansai-airport.or.jp

 

www.asce.org

 

www.jsce.or.jp

 

Vincenzo Emprin-Gilardini, Ingegnere Civile, MEng

emprin@japanitaly.com


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