Bene,
siete arrivati al punto di aver ricevuto una
richiesta da parte giapponese per vostri cataloghi
o quotazioni dei vostri prodotti e dovete
rispondere. Ecco qui alcune utili regolette per
non farvi fare brutta figura e mettervi
all'altezza del vostro interlocutore.
Innanzitutto
la data: in Giappone si usa scrivere la
data all'americana, e cioè prima l'anno, poi il
mese e poi il giorno. Così, se vedete scritto
2000/10/1 non si tratta del 10 gennaio bensì del
1 ottobre dell'anno 2000.
Poi, il modo di indirizzarsi
alla persona che vi ha scritto. Non esiste
in Giappone il concetto del "dottor Tal dei
Tali"; solo nel caso che sia un medico si
mette la qualifica "dott.". Si usa
invece il suffisso -sama, sia che sia un
uomo o che sia una donna (ricordarsi, tuttavia,
che quando ci si incontra si utilizza maggiormente
il suffisso -san). Quindi il dr. Suzuki
(all'italiana) diventa Suzuki-sama, quando
si scrive. Né va dimenticato che in giapponese il
cognome va sempre prima del nome; non sbagliatevi
pertanto quando rispondete a qualcuno che si firma
Suzuki Ryotaro: quest'ultimo è il nome di
battesimo! Per capire poi se chi vi scrive è un
un uomo o una donna, ricordarsi che nella maggior
parte dei casi la donna ha nel nome un suffisso (ko)
che la identifica inequivocabilmente come donna
(per esempio Momoko), , anche come
ideogramma.
Per la lingua, l'inglese
va benissimo anche se la conoscenza dell'inglese
da parte giapponese non è così evoluta, almeno
nelle generazioni sopra i quaranta anni. I giovani
l'hanno studiata meglio e poi sono forti
utilizzatori di internet, quindi ... . I
giapponesi, infatti, imparano l'inglese un po'
come gli italiani: sanno molto della cultura
inglese ma lo sanno parlare (e scrivere) poco.
Tuttavia, si fanno capire e poi il linguaggio
commerciale è abbastanza semplice ed abbastanza
universale.
Va poi ricordato che è bene
trovare l'occasione per scrivere sempre due
righe al vostro interlocutore giapponese, magari
per qualche ricorrenza. Tra le festività
tradizionali, il Natale non è molto sentito in
Giappone; meglio quindi scrivere per il Capodanno
(nengajo) che ha un forte valore per i
giapponesi. In questa occasione, come niente
potreste ricevere un bel biglietto di auguri dal
vostro interlocutore, corredato da una foto dei
suoi figli, soprattutto se piccoli! Fate lo stesso
anche voi, se vi fa piacere: ai giapponesi piace
molto questa abitudine. Oppure per qualche
avvenimento importante che riguarda la vostra
azienda (nuovi prodotti, contratti importanti,
sviluppo attività), inviando eventualmente anche
ritagli stampa (è consigliabile con una piccola
traduzione) che vi riguardano. Se poi entrate in
confidenza, tenete a mente alcune informazioni
utili del tipo, la scuola dei figli,
l'anniversario di qualche ricorrenza familiare
importante, ecc. in modo da inviare due righe e
far capire che non vi siete scordato della vostra
controparte, anzi lo tenete bene in mente. Questa
vostra iniziativa vale più di una riduzione sul
prezzo a volte!
Sono tutti piccoli segnali che
però fanno molto piacere agli uomini di affari
giapponesi e senz'altro aiutano a costruire un
rapporto di fiducia reciproca negli affari,
rendendo il rapporto più umano. Non
dimenticatevi, infatti, che la tendenza delle
società giapponesi è di legarsi nel medio-lungo
termine con i propri partner stranieri che vengono
da "aldilà del mare" (ricordate i
precedenti articoli?) e, naturalmente, ciò può
essere fatto soltanto creando un rapporto di
fiducia e conoscenza reciproca con piccoli, utili
atti.