0 JAPAN-ITALY Business On-line
MERCATI - DAL MONDO DI...  (mensile) 20 febbraio 2001  
0

 DAL MONDO DI ...  MODA

UN RITORNO ALLA GRANDE PER CALZE E COLLANT

 Maasaki Sakaguchi,
Presidente della Synergy Planning Co.Ltd, Tokyo

Fino allo scorso inverno, le donne giapponesi che desideravano seguire la moda avevano soltanto due scelte: sfidare il freddo a gambe nude oppure indossare stivali con suole a zatterone che rendevano difficile persino camminare. Ma quest’anno, fortunatamente, la moda si è mostrata più clemente, con un grande ritorno, anzi un boom esplosivo, dei collant e delle calze.

In autunno hanno cominciato a riapparire in Giappone le calze a rete, a seguito della presentazione delle varie collezioni a Parigi della scorsa primavera. Il primo segno di questo ritorno si è visto dal fatto che le marche più famose hanno cominciato a firmare anche calze e collant, indicando alle donne che la moda e l’eleganza possono – devono – estendersi anche alle gambe.

 

Impazzano le calze a rete: indossate un tempo soltanto a feste e in occasioni speciali. Oggi le giapponesi le mettono anche per andare a lavorare o a fare shopping. E quando la temperatura ha incominciato a scendere ecco che le giapponesi indossano le calze a rete sopra i normali collant, colorati e non.

 

La parola d’ordine è “varietà”. Le calze a rete vanno dalle più sottile a quelle molto spesse e si usano molto anche le calze colorate e con disegni a zigzag o luccicanti.

Con il boom di questi collant, molti grandi magazzini e negozi di abbigliamento hanno predisposto veri e propri corner con oltre 100 varietà di calze e collant. Alcuni negozi hanno registrato vendite di calze a rete sette volte più alte rispetto all’anno scorso, terminando le scorte spesso anche il giorno stesso del riassortimento!

 

A partire dall’autunno del 2000, Moschino, Céline ed altri marchi famosi hanno cominciato a vendere una grande quantità di collant e calze colorate, con disegni e applicazioni di vario genere. Normalmente, i collant disegnati rappresentano soltanto il 10% delle vendite totali, ma nella stagione invernale 2000-2001, le vendite sono più che raddoppiate. Pur avendo aumentato la produzione, le aziende continuano a registrare una crescita nelle richieste del mercato. I negozi dichiarano inoltre che spesso le donne giapponesi acquistano calze a rete o collant con disegni e colori per dare agli abiti acquistati l’anno scorso, un aspetto più nuovo e fresco. La recessione economica non sembra ancora finire e questi nuovi collant, che possono costare da poche centinaia a qualche migliaio di yen, rappresentano per le donne un modo economico per vivacizzare il loro guardaroba senza acquistare troppi nuovi abiti.

Il look più alla moda quest’anno è indossare stivali e calze a rete, mentre gli abiti dovrebbe avere uno stile casual e non eccessivamente lezioso. Come sempre, l’equilibrio è la chiave.



Sakaguchi-san è un noto esperto nel campo della moda in Giappone, sia per il tessile che per l'abbigliamento, con una vasta esperienza acquisita in attività di merchandising. La sua Società svolge attualmente attività di consulenza per conto di importanti gruppi giapponesi ed agenzie governative, oltre ad attività editoriali ed educative nel settore della moda.


Articoli tratti dal numero di dicembre 2000 della rivista 

    JTN 

Monthly Asia's Foremost Textile Journal 

 

 


Abiti di carta, gonne di bamboo: materiali tradizionali e nuove applicazioni

 

Il mondo della moda è alla costante ricerca di nuovi materiali. L’ultima tendenza è il naturale e recentemente sul mercato giapponese hanno cominciato ad apparire capi realizzati con alcuni dei più tradizionali materiali nipponici: il bamboo e il washi (carta fatta a mano).

 

Un procedimento esclusivo di produzione consente di creare un tessuto altamente traspirante ed assorbente ricavato dalla fibra di bamboo. Gli abiti realizzati con questo tessuto vengono venduti all’incirca agli stessi prezzi degli abiti della fascia più alta: 59.000 yen per un cappotto (circa 1.100.000 Lire), 27.000 yen per una gonna (circa 480.000 Lire), presentano caratteristiche di grande morbidezza e sono estremamente leggeri e freschi. Si tratta di un tessuto molto versatile che permette di realizzare anche altri capi.

 

Anche la carta comincia ad essere presente sul mercato, con maglie in washi (carta tradizionale giapponese) e persino giacche e pantaloni da uomini. Il tessuto di washi è leggero e traspirante e somiglia decisamente al lino. In questo caso i prezzi sono elevati: 60.000 yen (1.000.000 di lire circa) per una giacca e 25.000 yen (450.000 lire) per un paio di pantaloni. Si tratta di un tessuto che assorbe la polvere e gli odori.

 

Bamboo e washi non sono gli unici materiali tradizionali utilizzati attualmente nell’abbigliamento. Si possono infatti trovare giacche e pantaloni realizzati con un nuovo materiale, poliestere al 70% e 30% di carbone. Il carbone viene polverizzato e poi mescolato in una soluzione di poliestere per produrre un tessuto estremamente elastico e lucente, che ha anche caratteristiche deodoranti.  

 

 

In definitiva, i meriti dell’usare carta e bamboo nelle fibre tessili sono la loro traspirabilità (ideale per le umide estati giapponesi), la facilità di realizzazione, l’estrema funzionalità e la loro indubbia bellezza. L’attuale fascinazione del mondo della moda per tutto ciò che è orientale e giapponese, è ancora in fase crescente e questi materiali stanno attirando l’attenzione di molti stilisti.

 

 

Per sottoscrizione di abbonamenti contattare direttamente via mail: jtn@sen-i-news.co.jp



Tutti i diritti di pubblicazione sono riservati.
Per ulteriori informazioni sul contenuto degli articoli si prega di contattare via e-mail:
notizie@japanitaly.com 

  

www.japanitaly.com
© Japanitaly.com srl   tutti i diritti sono riservati