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MERCATI - APPROFONDIAMO UN MERCATO  (mensile) 20 febbraio 2001  
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 APPROFONDIAMO UN MERCATO

IL TURISMO GIAPPONESE: UNA REALTA’ ECONOMICA INTERESSANTE


Il Giappone soffre da qualche anno di una recessione preoccupante: i consumi ristagnano, le vendite dei grandi magazzini (un buon indicatore dell’andamento dell’economia) sono in continuo calo, l’indice NIKKEI è pericolosamente intorno ai minimi. I giapponesi, grandi risparmiatori sanno tutto ciò e contribuiscono con il loro timore per il futuro a tagliare i consumi e a correre verso una pericolosa deflazione. Salvo i viaggi all’estero. Stranamente, infatti, i turisti giapponesi che si recano all’estero invece di diminuire, aumentano. Secondo le stime ministeriali, infatti, si è raggiunto il record storico di 17.760.000 giapponesi in uscita nell’anno 2000; ciò rappresenta un 8% in più rispetto all’anno precedente. E le previsioni sono ancora più rosee nel futuro: 18.390.000 previsti per quest’anno con un aumento del 4% in quantità e del 3.6% in valore per una spesa prevista di 5.739 miliardi di Yen (qualcosa come 103mila miliardi al cambio di 18 lire per uno Yen).

 

Come mai, si dirà, nonostante i tempi grigi dell’economia i giapponesi spendono per il turismo all’estero? La risposta sta in diversi fattori tra cui predomina la necessità psicologica di uscire fuori del Paese, di scoprire una realtà diversa che sempre più i programmi televisivi ed i media mostrano, nella politica governativa tesa a far aumentare i consumi con l’istituzione della formula del Happy Monday (vedi l’articolo nella nostra rubrica Business Hint). In breve, questo significa accorpare al lunedì od al venerdì le festività infrasettimanali in modo da dare la possibilità di prendersi dei giorni di ferie continuativi. Ma significa anche poter prendere l’aereo e volare per destinazioni lontane a prezzi, molte volte, più convenienti che fare una vacanza in patria. Andare nella Prefettura di Okinawa, località subtropicale verso l’Equatore, significa spendere in due almeno 2 milioni di lire per un weekend; non è meglio, allora, fare un salto alle Hawaii che è a qualche ora in più di distanza? E, se ci mettiamo ancora qualche ora in più di viaggio e la presenza di un periodo di saldi, non è ancora meglio per una signorina alla moda fare una scappata in Italia dove può acquistare un capo di abbigliamento griffato a prezzi molto più convenienti, rispetto al Giappone? Con la spesa del viaggio, a parte la fatica, si ripaga abbondantemente il risparmio sugli acquisti ed in più si gode l’Italia nelle sue varie sfaccettature e bellezze.

 

Ma dove va questo fiume di turisti che esce ogni mese dal Giappone? In primo luogo verso l’America, per almeno il 50%. Come si è detto, infatti, le Hawaii sono a due passi e la California a cinque ore d’aereo più ad Est. Le compagnie aeree fanno a gara nell’offrire pacchetti molto interessanti e convenienti: perché, quindi, non fare un salto in quel Paese e magari comprare qualche prodotto firmato al duty free dell’aeroporto o giocare a golf, con poca spesa, sui campi americani?

 

La seconda destinazione per ordine d’importanza è l’Asia, inclusa la Cina e la Corea del Sud. Terza viene l’Europa. E tra le varie destinazioni europee, l’Italia spicca per volume di traffico ed interesse da parte dei turisti giapponesi. Anzi, va detto che l’Italia è il Paese che vede il turista giapponese tornare più volte alla scoperta di località sempre diverse ed interessanti. I dati dell’ENIT indicano una stima di 1.5 milioni di visitatori nell’anno passato, in forte crescita rispetto ai due anni precedenti. Le elaborazioni ENIT/Banca d’Italia riferite al 1998 riportano una spesa media procapite di 791mila lire/giorno. Quindi un apporto di valuta molto consistente che non può non risvegliare l’attenzione di tutta la filiera legata al turismo con un offerta sempre più diversificata, anche perchè aumenta consistentemente il numero dei turisti cosiddetti individuali, cioè coloro che non seguono il “solito giro”, ma programmano il loro viaggio, o da soli oppure tramite piccole agenzie che offrono viaggi personalizzati.

 

E' vero, e ce ne siamo accorti guardandoli girare per le piazze, in coppia o in piccoli gruppi: sempre più giovani giapponesi scelgono l'Italia come meta turistica, al di fuori degli schemi oramai stereotipati del cosiddetto "turisdotto", e cioè il tour mozzafiato di una settimana che visita Roma, Firenze, Venezia e - ultima tappa per uno shopping finale - Milano.

 

Lo confermano i dati di un'indagine flash online effettuata nel mese di gennaio tramite il sito www.japanitalytravel.com, su un campione di 201 visitatori. Gli intervistati, in prevalenza (85.6%) sotto i 40 anni e per il 71% donne, per oltre il 56% "salarymen", cioè impiegati, hanno ammesso di essere già stati in Italia nel 91% dei casi. E' quindi interessante notare che, con tutte le possibili destinazioni a loro disposizione, i giapponesi scelgano un Paese lontano 12mila chilometri per la seconda (29.5%) o terza volta (19.7%): segno che il Bel Paese piace! Alcuni, e non sono pochi, sono addirittura degli "habitués" con quattro volte o più (40.8%). E sono questi turisti i più curiosi di conoscere località, nuove forme di vacanza e di divertimento su cui le Amministrazioni pubbliche e gli operatori turistici debbono far leva per scoprire nuove destinazioni e tipi di vacanza, compreso il Sud Italia. I dati ENIT del 1999 indicano appena una percentuale del 5.8% di giapponesi che sono stati nelle nostre Regioni del Sud, segno che c’è abbondante spazio per incrementare i visitatori mediante un’accorta campagna di comunicazione. Una percentuale non indifferente, poi, e cioè il 13.4% viene in Italia per motivi di studio, soprattutto della lingua italiana.

 

Tra le cose che ai turisti giapponesi preme più fare è la visita delle città d'arte, nel 71% dei casi, seguìto (o forse meglio accompagnato?) dal gustare cibo italiano (62.9%). Per il 59.7% degli intervistati, la visita ai monumenti archeologici rappresenta un richiamo irresistibile, data la storia di Roma e delle sue conquiste che loro hanno studiato bene sia a scuola sia tramite alcune felici pubblicazioni di gran successo tra il pubblico dei giovani e dei meno giovani.

 

In conclusione, è indubbio il fortissimo interesse che stimola una visita in Italia nel vissuto dei giapponesi; sta ai nostri operatori approfittarne offrendo un prodotto qualitativamente valido, così come sono abituati a ricevere in Giappone. Al resto ci pensa il... Bel Paese!

 

 

 



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