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L'ORA DEL THE'    quindicinale 20 febbraio 2000

[ STILI e COSTUME | BUSINESS HINTS ]

Stili e costume
Canali distributivi in forte sviluppo:

I NEGOZI DA 100 YEN

Siamo ancora a parlare di shotengai. I fenomeni recenti di sviluppo di questo canale distributivo degli shotengai, oltre ai convenience stores ce ne sono almeno altri due nuovi. L’uno e` il negozio di telefoni cellulari, che ancora nascono come funghi, e l’altro sono gli 100 yen shops, cioè i negozi con I prodotti a prezzo fisso. Il primo fenomeno  mi sembra sia mondiale ma quest’ultimo mi sembra un fenomeno peculiare giapponese.  

Ora per uno shotengai ci sono almeno uno o due 100 yen shops dove tutte le merci sono vendute al prezzo di 100 yen. Il numero di articoli supererebbe quello di un convenience store. Per me e` una cosa quasi incredibile: 1 euro costa 108 yen. Non so che cosa si puo` comperare con 1 euro in Europa. Con 100 yen a Tokyo non si puo` prendere neanche il metro` ne’ l’autobus. Questo costa infatti 210 yen. Il biglietto base per entrare in una stazione di metro` costa 130 yen. Una lattina di Coca Cola dalla macchinetta distributrice costa 120 yen. Ma quando si entra in un negozio da 100 yen, una moneta di colore d’argento (appunto uno Yen) ci sembra sia davvero d’argento. Oggi ho comperato 2 paia di guanti pagando 200 yen piu` 10 yen di tasse al consumo pari al 5%. Questi negozi vendono tutte le cose a 100 yen. Gli alimentari, bevande, utensili casalinghi, cancallerie, posate, bichcieri, piatti, ciottoli, cosmetici, creme, detersivi, saponi, dentifrici, zaini, articoli per giardinaggio, utensili per fai da te, ecc.

Dicono che in Giappone tutte le cose costano ma in un negozio di 100 yen mi sento di stare in un paese dove costano di meno anzi` di stare su un’altro pianeta. Una persona potrebbe vivere per delle settimane facendo le spese solo in 100 yen shop. Una coppia appena sposata puo` preparare la maggior parte del fabbisogno della nuova vita comperando solo al 100 yen shop.

Oggi ho visto un 100 yen shop grande al Wasedadori a fianco del Broadway di Nakano. E` un palazzo di 3 piani pieno di articoli da 100 yen. Da dove arrivano questi oggetti?  Suggerirei anche agli stranieri di visitare una volta prima di ritornare a casa per acquistare dei regali. Ora c’e` il reparto degli oggetti di folklore che potrebbero essere i regali molto caratteristici giapponesi. Ma sono quasi sicuro che non sono i manufatti giapponesi solo per i prezzi.

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Business Hints
LA STRUTTURA DELL'AZIENDA GIAPPONESE

In questa puntata, vogliamo darvi qualche indicazione su come e' strutturata l'azienda giapponese sotto il profilo dell'organigramma perche', non conoscendola, si rischia di fare qualche errore di valutazione che poi puo' incidere pesantemente nella conduzione degli affari.

L'azienda giapponese si divide normalmente in BU (reparti, departments in inglese) e in KA (sezioni, sections in inglese). Ogni bu è costituito da diverse ka. Ogni bu e' diretto da un bucho (pronuncia "bucio' ") che e' un po' l'equivalente del nostro Direttore Generale; il suo assistente e' chiamato bucho dairi. Ogni ka e' diretta invece da un kacho (pronuncia "cacio' ", che significa Direttore) che puo' avere uno o piu' assistenti, detti kakaricho. Per il businessman occidentale e' importante sapere che sono proprio le ka (sezioni) a "produrre" il lavoro vero e proprio nella societa' giapponesi. Quindi i kacho delle diverse sezioni sono le persone chiave con cui relazionarsi quando si intraprende un progetto con i giapponesi.

Una delle principali differenze delle aziende giapponesi rispetto alle nostre e' il fatto che l'attività dei top executives non e' propriamente quella di dirigere o gestire gli affari nel senso occidentale del termine, nonche' svolgere un'azione di relazioni pubbliche ad alto livello, che sono una delle basi del modo di condurre gli affari in Giappone. I gradini alti della gerarchia aziendale nipponica stabiliscono le politiche generali della societa', lasciando tuttavia la gestione e la pianificazione quotidiana ai livelli intermedi, appunto i kacho. Gli imprenditori italiani che si propongono di fare affari con i giapponesi, devono quindi ricordarsi che fare una buona impressione sull'amministratore delegato o sul presidente di una societa' e' certamente una cosa positiva, ma che saranno poi i kacho e i bucho che, con molta probabilita', determineranno se il progetto andra' in porto o meno! Cio' avviene in quanto il processo decisionale all'interno dell'azienda giapponese avviene "bottom-up", cioe' dal basso verso l'alto. Pertanto, puo' essere importante prendere il primo contatto con i livelli aziendali alti, ma subito dopo e' di fondamentale rilevanza stringere contatti professionali e personali con i kacho.


 
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