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MERCATI - DAL MONDO DI...  (mensile) 20 gennaio 2001  
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 DAL MONDO DI ...  MODA

PROSPETTIVE DEL SETTORE MODA NEL VENTUNESIMO SECOLO

 

 Maasaki Sakaguchi,
Presidente della Synergy Planning Co.Ltd, Tokyo

Il business della moda si sta spostando dai paesi avanzati ai paesi in via di sviluppo. Sembra infatti che la produzione di tessuti, il processo produttivo e la commercializzazione dell’abbigliamento non siano più adatti ai paesi evoluti. Tuttavia, molti dei paesi in via di sviluppo non presentano altri vantaggi oltre al basso costo della manodopera. Questo, insieme ai massicci investimenti in termini di stabilimenti e attrezzature, può garantire una costante produzione di abbigliamento standard ma non è adatto per l’alta moda.

 

Tradizionalmente la moda era associata con l’ammirazione. La gente ammirava la classe alta e dirigenziale europea e ne copiava lo stile. Ma l’era dell’ammirazione è terminata con la fine del ventesimo secolo. La gente ha compreso la stupidità del seguire gli stili dei ricchi. Ormai si ritiene che l’acquisto di un personal computer sia una scelta più sensata rispetto all’acquisto di abbigliamento.  Oggigiorno le persone sono più interessate all’ambiente e alla cultura rispetto alla moda. E’ cominciata l’era del casual.

 

Questi cambiamenti nel pensiero e nei valori  fanno comunque parte della moda in senso lato. Non è sempre giusto perseguire semplicemente l’alta qualità, perché il livello di qualità cambia a seconda del significato dell’abbigliamento. Ritengo che la moda del ventunesimo secolo presenterà una varietà molto più ampia rispetto al passato. Chi vive nei paesi avanzati abbandonerà la vecchia passione per gli stili superficiali mentre coloro che appartengono ai paesi che sperimenteranno una crescita economica nel prossimo futuro, creeranno stili che rappresentano il simbolo del successo.
 
In quest’era di passaggio, stiamo riconsiderando varie identità etniche dopo aver sperimentato l’occidentalizzazione. Mi aspetto la creazione di molti stili unici ed esclusivi nelle varie aree del mondo. Si verificherà certamente un revival delle mode etniche.

 
 Nel ventesimo secolo gli Stati Uniti hanno sviluppato accessori industrializzati, mentre l’Italia ha dato un grande contributo alla moda attraverso il suo gusto artigianale. Il Giappone ha mostrato  stili capricciosi e cambiamenti rapidissimi. Nel ventunesimo secolo assisteremo invece ad una miscela di stili differenti dall’America, Italia, Giappone e molte altre etnie e paesi.

La missione di chi si occupa di moda nei paesi avanzati è quella di sviluppare e presentare stili di vita attraenti e in sintonia con lo sviluppo economico del paese, facendosi ammirare non più solo dal punto di vista materiale ma anche da quello spirituale.

 

Sakaguchi-san è un noto esperto nel campo della moda in Giappone, sia per il tessile che per l'abbigliamento, con una vasta esperienza acquisita in attività di merchandising. La sua Società svolge attualmente attività di consulenza per conto di importanti gruppi giapponesi ed agenzie governative, oltre ad attività editoriali ed educative nel settore della moda.
Per contattare via e-mail:synergy@japanitaly.com


Articoli tratti dal numero di dicembre 2000 della rivista 

    JTN 

Monthly Asia's Foremost Textile Journal 

 

 


 

Il mercato delle figlie dei “Baby Boomers

 

Le figlie dei cosiddetti baby boomers, ovvero la generazione che ha adesso intorno ai trent’anni, ha da sempre guidato il mercato dell’abbigliamento giapponese. Non è un’esagerazione sostenere che la maggior parte dei grossi marchi focalizzano l’attenzione proprio su questo cluster di consumatrici, il cui stile di vita, tuttavia, si sta gradatamente modificando.

Le figlie dei baby boomers, infatti, non sono più disposte ad acquistare prodotti alla cieca, ma attribuiscono grande importanza alla qualità, funzionalità e praticità. E non solo per l’abbigliamento, ma anche per gli accessori e per tutto ciò che riguarda il loro stile di vita in generale.

Le figlie dei baby boomers hanno vissuto il periodo dei loro vent’anni in un’epoca di grande opulenza, in cui potevano permettersi di acquistare Gucci e Prada con i propri guadagni e in cui una grande quantità di riviste di moda fornivano informazioni e creavano tendenze. Ma il gusto di queste consumatrici, ora che hanno superato la soglia dei trent’anni, si è evoluto ed ora esse incominciano a ricercare prodotti più genuini.

I marchi esistenti, tuttavia, stentano a stare dietro a questi cambiamenti e tendono ad assomigliarsi tutti.

Altre aziende stanno invece cercando di immettere sul mercato nuovi prodotti che soddisfino le esigenze di questo target, creando linee di abbigliamento di alta qualità a prezzi ragionevoli e con un design accattivante. E il 90% di questi prodotti, pur essendo fabbricato in Cina, usa materiale europei e in particolare italiani.

 

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