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MERCATI - DAL MONDO DI...  (mensile) 20 gennaio 2001  
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 DAL MONDO DI ...  COSTRUZIONI

KOBE SEI ANNI DOPO.

CAUSE, DANNI, OPPORTUNITA'

Vincenzo Emprin-Gilardini, Ingegnere Civile, MEng


 

Kobe - Il 17 gennaio 1995 alle 5:46 a.m. locali, un forte terremoto scosse la regione di Kobe ed Osaka. Gli scuotimenti della terra durarono circa 20 secondi e causarono gravi danni ad una vasta porzione di territorio. Circa 180.000 edifici andarono distrutti, e quasi 300.000 persone si ritrovarono senza tetto.

 

La grande maggioranza delle perdite umane fu causata dal crollo di edifici costruiti con metodi tradizionali giapponesi. Tali metodi fanno uso di strutture “a telaio” con scarsa resistenza alle azioni orizzontali. 

A peggiorare la situazione, poi, vengono applicati tetti di grande spessore e muniti di tegole molto pesanti. 

Il risultato è una struttura con baricentro alto e scarsa resistenza alle azioni laterali tipiche dei terremoti. Recentemente in Giappone si fa strada la tendenza a costruire case sul tipo americano, con tetti assai leggeri. Tali edifici risultano comportarsi decisamente meglio in caso di terremoto.

Un altro fattore da considerare è il suolo. A causa della carenza di superficie, gran parte delle città giapponesi, compresa Tokyo, sono costruite su terreni di pessima qualità. Molte nuove costruzioni di Kobe, e in particolare gli edifici più grossi, sono costruiti su terreni alluvionali e su superfici create ex novo sopra il mare con terra riportata. Un esempio interessante è rappresentato dal porto di Kobe. Esso è costruito quasi interamente su terra riportata. Le aree interessate furono rinforzate in modo da poter resistere ai terremoti. Tuttavia, nessun forte terremoto le aveva messe alla prova: il terremoto del 1995 distrusse totalmente le paratie di sostegno della terra, e i terreni smottati causarono il crollo di ogni manufatto.

 

Il terremoto di Kobe illustra in modo drammatico quello che ci si può aspettare dai terremoti dell’era moderna. Gran parte di ciò che è successo poteva essere evitato e molti dei danni erano prevedibili. La filosofia di progettazione attuale in Giappone è quella di mantenere entro la soglia elastica gli effetti delle azioni sismiche che si verificano statisticamente una o due volte nella vita utile di un edificio.

 

Per ciò che riguarda le infrastrutture di trasporto, dal 1971 il Giappone ha intrapreso cinque programmi di rinforzo delle strutture in previsione di sismi. Tuttavia, i nodi autostradali e ferroviari nell’area di Kobe-Osaka non furono interessati da tali programmi poiché si reputava che il rischio di terremoti fosse basso in tali zone. In figura è rappresentato il collasso di una delle campate di accesso del Nishinomiyako bridge. Il collasso fu causato da un’inadeguata resistenza e ad un errato dimensionamento degli appoggi dell’impalcato a forti spostamenti nelle direzioni longitudinale e trasversale. Il ponte aveva solo tre anni di vita. Ciò che è avvenuto indica che anche i più recenti criteri di progettazione, perlomeno nelle aree in cui i suoli sono di scarsa qualità, sono insufficienti. Alla luce di questo danno, la lezione può e deve essere estesa a tutto il mondo nel rivalutare i criteri di progettazione dei ponti sia per progetti ex novo che per adeguamenti strutturali. Quello di Kobe è stato il primo vero e proprio test riguardo il comportamento dei grandi ponti moderni. I risultati sono stati alquanto deludenti.

 

In ogni caso il terremoto ha insegnato numerose lezioni. Alcuni tipi di nuovi edifici ed altre strutture si sono comportati assai bene, riportando danni minimi. Sfortunatamente, altri edifici progettati con soluzioni innovative sono crollati in modo devastante, al contrario delle previsioni dei progettisti, che si attendevano una risposta adeguata. Viene così alla luce la necessità di considerare adeguati fattori di sicurezza nella progettazione di strutture per le quali non si abbiano riscontri fisici di comportamento in presenza di sismi.

 

In generale la risposta immediata all’emergenza di Kobe è risultata inadeguata. Sono necessari sforzi per continuare a migliorare la preparazione alle emergenze e la risposta a tutti i livelli, pubblico e privato, incoraggiare lo sviluppo di tecnologie innovative per una migliore risposta e coinvolgere i privati cittadini nell’organizzazione dell’assistenza in caso di emergenza.

 

Sono passati sei anni dal Grande Terremoto. Dal 17 gennaio 2001 al 30 settembre 2001 si svolgerà una grande manifestazione a Kobe per mostrare al mondo quello che è stato fatto in questi anni per rimettere la città in sesto e stimolare gli investimenti. Questa manifestazione, denominata “21st Century Kobe Restoration Commemorative Project”, serve anche come ringraziamento a tutti coloro che hanno incoraggiato ed aiutato la popolazione di Kobe durante la ricostruzione. Nei nove mesi della manifestazione avranno luogo numerosi eventi simbolici e Kobe si aprirà al turismo internazionale.

 

Uno dei progetti più lungimiranti è quello di creare un polo industriale internazionale di prodotti legati alla medicina e alle biotecnologie. Tale progetto, denominato “Kobe Medical Industry Development Project”, punta a creare una nuova “Silicon Valley” dell’industria medica sull’isola artificiale di Port Island.

E’ in corso inoltre la costruzione del KIBC (Kobe International Business Center), un edificio che ha lo scopo di assistere Società estere nelle loro attività commerciali e finanziarie a Kobe. Tale edificio verrà inaugurato nel luglio 2001, in concomitanza con l’inizio delle attività della nuova sede di Kobe di una nota azienda farmaceutica, la M’’s Science Corporation. Recentemente, anche la Quintiles Asia Inc. (un fornitore di assistenza medica) e la Nihon Molecular Devices Co., Ltd. (importatore di attrezzature mediche) hanno aperto uffici a Kobe. L’amministrazione comunale confida nell’arrivo di nuove aziende entro breve.

 

Infine, un cenno alla “International Industrial Fair 2001”. Si tratta di una manifestazione che avrà luogo in settembre 2001 per promuovere la crescita industriale della regione.

 

E’ stato istituito in Italia un ufficio di rappresentanza della città di Kobe, affinché le aziende italiane intenzionate ad espandersi nella regione di Kobe abbiano un supporto. Tale ufficio è inoltre disponibile per qualunque informazione su Kobe.

 

Per maggiori informazioni:

·     http://www.kobe2001.or.jp.

http://www.kobefair.com.

http://www.city.kobe.jp/index-e.html

 

·     Kobe Representative Office, Milano

c/o JETRO Milano Center I.N.A. Bldg.

Via Agnello 6/1 – 20121 Milano

Tel. 02 7211 791

Fax 02 7202 3072

 

 

Vincenzo Emprin-Gilardini, Ingegnere Civile, MEng

emprin@japanitaly.com


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