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Kobe
- Il 17 gennaio 1995 alle 5:46 a.m.
locali, un forte terremoto scosse la
regione di Kobe ed Osaka. Gli scuotimenti
della terra durarono circa 20 secondi e
causarono gravi danni ad una vasta
porzione di territorio. Circa 180.000
edifici andarono distrutti, e quasi
300.000 persone si ritrovarono senza
tetto.
La
grande maggioranza delle perdite umane fu
causata dal crollo di edifici costruiti
con metodi tradizionali giapponesi. Tali
metodi fanno uso di strutture “a
telaio” con scarsa resistenza alle
azioni orizzontali.
A peggiorare la
situazione, poi, vengono applicati tetti
di grande spessore e muniti di tegole
molto pesanti.
Il risultato è una
struttura con baricentro alto e scarsa
resistenza alle azioni laterali tipiche
dei terremoti. Recentemente in Giappone si
fa strada la tendenza a costruire case sul
tipo americano, con tetti assai leggeri.
Tali edifici risultano comportarsi
decisamente meglio in caso di terremoto.
Un
altro fattore da considerare è il suolo.
A causa della carenza di superficie, gran
parte delle città giapponesi, compresa
Tokyo, sono costruite su terreni di
pessima qualità. Molte nuove costruzioni
di Kobe, e in particolare gli edifici più
grossi, sono costruiti su terreni
alluvionali e su superfici create ex novo
sopra il mare con terra riportata. Un
esempio interessante è rappresentato dal
porto di Kobe. Esso è costruito quasi
interamente su terra riportata. Le aree
interessate furono rinforzate in modo da
poter resistere ai terremoti. Tuttavia,
nessun forte terremoto le aveva messe alla
prova: il terremoto del 1995 distrusse
totalmente le paratie di sostegno della
terra, e i terreni smottati causarono il
crollo di ogni manufatto.
Il
terremoto di Kobe illustra in modo
drammatico quello che ci si può aspettare
dai terremoti dell’era moderna. Gran
parte di ciò che è successo poteva
essere evitato e molti dei danni erano
prevedibili. La filosofia di progettazione
attuale in Giappone è quella di mantenere
entro la soglia elastica gli effetti delle
azioni sismiche che si verificano
statisticamente una o due volte nella vita
utile di un edificio.
Per ciò che riguarda le infrastrutture di
trasporto, dal 1971 il Giappone ha
intrapreso cinque programmi di rinforzo
delle strutture in previsione di sismi.
Tuttavia, i nodi autostradali e ferroviari
nell’area di Kobe-Osaka non furono
interessati da tali programmi poiché si
reputava che il rischio di terremoti fosse
basso in tali zone. In figura è
rappresentato il collasso di una delle
campate di accesso del Nishinomiyako
bridge. Il collasso fu causato da
un’inadeguata resistenza e ad un errato
dimensionamento degli appoggi
dell’impalcato a forti spostamenti nelle
direzioni longitudinale e trasversale. Il
ponte aveva solo tre anni di vita. Ciò
che è avvenuto indica che anche i più
recenti criteri di progettazione,
perlomeno nelle aree in cui i suoli sono
di scarsa qualità, sono insufficienti.
Alla luce di questo danno, la lezione può
e deve essere estesa a tutto il mondo nel
rivalutare i criteri di progettazione dei
ponti sia per progetti ex novo che per
adeguamenti strutturali. Quello di Kobe è
stato il primo vero e proprio test
riguardo il comportamento dei grandi ponti
moderni. I risultati sono stati alquanto
deludenti.
In
ogni caso il terremoto ha insegnato
numerose lezioni. Alcuni tipi di nuovi
edifici ed altre strutture si sono
comportati assai bene, riportando danni
minimi. Sfortunatamente, altri edifici
progettati con soluzioni innovative sono
crollati in modo devastante, al contrario
delle previsioni dei progettisti, che si
attendevano una risposta adeguata. Viene
così alla luce la necessità di
considerare adeguati fattori di sicurezza
nella progettazione di strutture per le
quali non si abbiano riscontri fisici di
comportamento in presenza di sismi.
In
generale la risposta immediata
all’emergenza di Kobe è risultata
inadeguata. Sono necessari sforzi per
continuare a migliorare la preparazione
alle emergenze e la risposta a tutti i
livelli, pubblico e privato, incoraggiare
lo sviluppo di tecnologie innovative per
una migliore risposta e coinvolgere i
privati cittadini nell’organizzazione
dell’assistenza in caso di emergenza.
Sono
passati sei anni dal Grande Terremoto. Dal
17 gennaio 2001 al 30 settembre 2001 si
svolgerà una grande manifestazione a Kobe
per mostrare al mondo quello che è stato
fatto in questi anni per rimettere la città
in sesto e stimolare gli investimenti.
Questa manifestazione, denominata “21st
Century Kobe Restoration Commemorative
Project”, serve anche come
ringraziamento a tutti coloro che hanno
incoraggiato ed aiutato la popolazione di
Kobe durante la ricostruzione. Nei nove
mesi della manifestazione avranno luogo
numerosi eventi simbolici e Kobe si aprirà
al turismo internazionale.
Uno
dei progetti più lungimiranti è quello
di creare un polo industriale
internazionale di prodotti legati alla
medicina e alle biotecnologie. Tale
progetto, denominato “Kobe Medical
Industry Development Project”, punta a
creare una nuova “Silicon Valley”
dell’industria medica sull’isola
artificiale di Port Island.
E’
in corso inoltre la costruzione del KIBC (Kobe
International Business Center), un
edificio che ha lo scopo di assistere
Società estere nelle loro attività
commerciali e finanziarie a Kobe. Tale
edificio verrà inaugurato nel luglio
2001, in concomitanza con l’inizio delle
attività della nuova sede di Kobe di una
nota azienda farmaceutica, la M’’s
Science Corporation. Recentemente, anche
la Quintiles Asia Inc. (un fornitore di
assistenza medica) e la Nihon Molecular
Devices Co., Ltd. (importatore di
attrezzature mediche) hanno aperto uffici
a Kobe. L’amministrazione comunale
confida nell’arrivo di nuove aziende
entro breve.
Infine,
un cenno alla “International Industrial
Fair 2001”. Si tratta di una
manifestazione che avrà luogo in
settembre 2001 per promuovere la crescita
industriale della regione.
E’
stato istituito in Italia un ufficio di
rappresentanza della città di Kobe,
affinché le aziende italiane intenzionate
ad espandersi nella regione di Kobe
abbiano un supporto. Tale ufficio è
inoltre disponibile per qualunque
informazione su Kobe.
Per
maggiori informazioni:
·
http://www.kobe2001.or.jp.
http://www.kobefair.com.
http://www.city.kobe.jp/index-e.html
· Kobe Representative Office, Milano
c/o
JETRO Milano Center I.N.A. Bldg.
Via
Agnello 6/1 – 20121 Milano
Tel.
02 7211 791
Fax
02 7202 3072
Vincenzo
Emprin-Gilardini, Ingegnere Civile,
MEng
emprin@japanitaly.com
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