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MERCATI - DAL MONDO DI...  (mensile) 5 dicembre 2000  
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 DAL MONDO DI ...  MODA

SECONDO ANNO DI BOOM DEL PASHMINA

 

 Maasaki Sakaguchi,
Presidente della Synergy Planning Co.Ltd, Tokyo

 

L’anno scorso abbiamo assistito ad un vero e proprio boom delle stole in pashmina in Giappone e oggi possiamo dire con certezza che questo trend è destinato a continuare anche in questa stagione. In particolare, lo scorso anno erano molto di moda le stole in colori pastello e con dimensioni generalmente sui 100 x 200 cm. Quest’anno, invece, sono stati aggiunti molti colori e ornamenti, tra cui ricami e applicazioni di perline. Anche le dimensioni delle stole sono più variate.

 

Il successo di questo capo è dovuto innanzi tutto all’unicità del materiale, all’immagine dinamica delle grandi stole, alle tendenze della moda che spingono i tessuti leggeri e sottili e al fatto che si tratti di un accessorio costoso ma con un alto valore aggiunto. La cosa insolita in questo successo è che sia il prodotto stesso ad essere popolare, slegato da marchi e firme particolari.

 

Ciò fa anche sì che si trovino sul mercato anche articoli non “originali”, ovvero di materiali che non sono di vera pashmina. E’ possibile infatti acquistare stole di cashmere, misti cashmere e seta e, nelle fasce di prezzo più basse, misti lana e seta o addirittura lana e nylon. In questo caso però pashmina non è più il nome che identifica un tipo di fibra tessile, bensì un termine che assume il significato di grande stola.

 

La vera pashmina, infatti,  è una fibra realizzata con pelo di capre dell’Himalaya, che vivono sugli altipiani tibetani (a 3.600 – 2.000 metri dal livello del mare), dove il clima è estremamente rigido e gli sbalzi termici molto elevati. La fibra di pashmina viene realizzata utilizzando il pelo più morbido e grezzo sotto il collo degli animali e viene tessuto interamente a mano. Alcuni sostengono che la pashmina è originaria dell’India, altri invece che deriva da una antica tradizione del Nepal.

 

In Giappone è stata fondata l’Alleanza per la Pashmina, che definisce questo filato come “un prodotto derivato dal pelo di una particolare specie di capra degli altipiani dell’Himalaya”. L’organizzazione sostiene che questo filato è nato in Nepal e che la vera pashmina contiene filati prodotti dalla Shakun International in Nepal.

 

Altri  ritengono invece che la pashmina contiene anche cashmere che deve però avere le seguenti caratteristiche: 1) deve essere più sottile di 14 micron, 2) deve essere tessuto a mano, 3) deve essere seccato al buio. Pare che in Cina la tecnica di produzione della pashmina sia migliore rispetto a quelle dell’India e del Nepal.

 

Questa stagione, essendo come abbiamo detto il secondo anno di boom del pashmina, i prezzi sono destinati a scendere. Si tratta di un tipico caso di grande successo di un prodotto che diventa rapidamente molto comune. La concorrenza fra produttori nazionali è feroce qui in Giappone, più che in Europa e negli Stati Uniti. Una volta che esplode la mania di un prodotto, tutti si precipitano sul mercato proponendo lo stesso capo a prezzi inferiori. Ciò fa avvicinare al prodotto i consumatori più vicini e, al tempo stesso, fa allontanare i consumatori disposti a spendere alte cifre, con la conseguenza che in un breve tempo il boom finisce bruscamente.

 

Credo che una delle ragioni per cui noi giapponesi abbiamo subito il fascino della pashmina sia proprio il prezzo, che l’anno scorso si aggirava tra i 50.000 e i 70.000 yen (da 1.000.000 a 1.400.000 Lire) . Ciò è perché abbiamo bisogno di prodotti di alta classe che propongano una qualità affidabile e un’immagine fresca e innovativa, comprensibile a tutti i consumatori.

 

Sakaguchi-san è un noto esperto nel campo della moda in Giappone, sia per il tessile che per l'abbigliamento, con una vasta esperienza acquisita in attività di merchandising. La sua Società svolge attualmente attività di consulenza per conto di importanti gruppi giapponesi ed agenzie governative, oltre ad attività editoriali ed educative nel settore della moda.
Per contattare via e-mail:synergy@japanitaly.com


Articoli tratti dal numero di ottobre 2000 della rivista 

    JTN 

Monthly Asia's Foremost Textile Journal 

 

 


 

Nuove boutique di prestigio nei quartieri alla moda di Tokyo

 

Negli ultimi mesi, alcune zone di Tokyo hanno fatto da sfondo all’inaugurazione di diverse boutique prestigiose. Due sono  le zone particolarmente alla moda: Daikanyama e Harajuku, in cui si sono concentrati soprattutto punti vendita americani e Ginza, dove la prevalenza è invece di negozi di lusso di marchi europei.

Valutiamo allora le “new entries” di Ginza: si tratta della zona che è da sempre stata considerata commercialmente elegante. In particolare, la Namiki Street ha sempre ospitato marchi di alta classe. Ma ormai anche le strade circostanti cominciano ad essere invase da nomi famosi. Ecco allora che proprio questo mese si inaugurerà un nuovo punto vendita Louis Vuitton di 1.230 metri quadri, mentre a dicembre apriranno Bulgari e Burberry.

Sulla Namiki Street ci sono già Chanel, Fendi, Christian Dior e Gucci. Etro ha aperto qui a febbraio, mentre Max Mara e Chopard hanno inaugurato i loro punti vendita a settembre.

Per la primavera del 2001 si prevede la lungamente attesa apertura di un negozio Hermes su Harumi Street, che andrà ad aggiungersi ai già presenti Prada e Trussardi, rendendo la via la Rue St.Honoré di Tokyo.

Tutte queste aperture fanno ben sperare in una ripresa dell’economia tokyoita. Ma sarà proprio così o non si verificherà invece un declino di tanti negozi, in quest’era di offerta eccessiva?

 

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