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L'ORA DEL THE'    quindicinale 5 dic. 1999

[ STILI e COSTUME | BUSINESS HINTS ]

Stili e costume
IL FENOMENO DELLE RAGAZZE GANGURO

Vorrei oggi descrivervi il fenomeno delle cosiddette "Ganguro", l'ultimissima moda fra le giovanissime giapponesi.

Il termine "Ganguro" (che si legge con la u breve) significa letteralmente "faccia nera" e si riferisce all'esagerata abbronzatura di coloro che seguono questa moda. Cercherò di descrivervi l'aspetto di una ragazza Ganguro: ha i capelli tinti di biondo, molto chiaro o addirittura bianco, oppure di rosso. Indossa minigonne mozzafiato e scarpe dal tacco altissimo, anche più di 20 cm. Ma le caratteristiche più peculiari si esprimono con il viso che è, appunto, abbronzatissimo. Usa rossetto e mascara bianchi o argentati, spesso lucidi e indossa T-shirts o canotte dai colori molto vivaci. La pettinatura è generalmente di foggia europea su un viso nero africano. Insomma, la supposta bellezza delle Ganguro è senza dubbio al di fuori di tutti i canoni dell'estetica tradizionale. Mentre i punk esprimevano con violenza uno spirito di contestazione, le Ganguro si limitano ad imitare gli africani o gli afroamericani dichiarando di voler diventare come loro. Le Ganguro ridono sguaiatamente e amano stare in gruppi di tre o quattro.

Ma in Giappone, oltre alle Ganguro, ci sono altre mode giovanili spinte ed eccessive: ci sono le Lolite, le Visual, le Reggae, le Tatoo, le Rings e così via. La moda delle Lolite, come si può facilmente immaginare, è una moda che esprime infantilismo e spesso queste ragazze si vestono come bambole francesi d'epoca, indossando lenti a contatto colorate, in genere celesti o verdi. Ma il loro infantilismo è assolutamente fasullo e ha più a che fare, piuttosto, con un mondo tetro, fosco e triste.

La moda Visual, invece, è più semplice: chi segue questa moda imita quanto può il proprio cantante preferito e i complessi musicali, chiamati appunto Visual.

La moda Reggae riprende il mondo dell'America Latina, proponendo il modo di vestire dei musicisti Reggae giamaicani. E' molto popolare tra i giovani giapponesi. A pensarci bene, proprio i ragazzi Reggae sono i compagni più adatti per le ragazze Ganguro!

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Business Hints
COME PRENDONO LE DECISIONI I GIAPPONESI

Un problema che assilla tutti gli operatori economici occidentali è l'iter estremamente lungo e complicato del processo decisorio da parte dei giapponesi. Non ne capiscono le regole, ne' i tempi che sembrano lunghissimi e le trattative a volte defatiganti, tanto che verrebbe voglia di lasciar perdere. In effetti, si tratta di un modo totalmente differente di approcciare il problema della "decisione" che va quindi conosciuto da chi vuole fare affari in Giappone, per evitare pericolosi disguidi o rischiare di perdere la commessa.

Dunque, bisogna assolutamente partire dal principio che sta alla base della società giapponese, e cioè il lavoro di gruppo, concetto che probabilmente è nato dalla coltivazione del riso che va fatta tutti insieme, in gruppo appunto. Questo concetto, travasato col tempo dopo la loro rivoluzione industriale nel mondo degli affari, implica che la decisione deve essere patrimonio comune e cioè che tutti devono intervenire nella discussione e, quindi, approvare la decisione. Questo processo decisionale collettivo, che mira a mantenere l'armonia (in giapponese: WA) tra i membri del gruppo, si manifesta formalmente con il sistema ringi, che vuol dire che viene fatta circolare una proposta scritta tra tutti quelli che partecipano alla decisione. Però con un particolare: si comincia dal basso, cioè dalle cariche più basse e via via salendo. E' ciò che viene chiamato processo "dal basso in alto", o se volete in inglese "bottom up", anziché - come avviene nella cultura occidentale - "bottom down" cioè' dall'alto in basso. Ognuno mette il suo timbretto (HANKO, ricordate il precedente articolo? Vedi i numeri arretrati) e le sue eventuali osservazioni alla proposta. Una volta terminato il giro, tutti i partecipanti alla decisone hanno quindi avuto modo di dare il proprio contributo alla decisione e sono d'accordo ed informati; ne deriva un fatto importante, e cioè che tutti sono vincolati, non solo formalmente, alla decisione presa e pronti a collaborare al progetto. Un altro aspetto positivo da non sottovalutare è che tutti sono in qualche modo responsabilizzati e, pertanto, la responsabilità non viene lasciata nelle mani di pochi. L'aspetto negativo, al contrario, è che nessuno si sente veramente unico responsabile ed esclusivamente artefice dei risultati.

Dal punto di vista nostro (di noi occidentali), questo processo decisorio comporta tempi insopportabilmente lunghi a volte, perché in molti casi viene richiesta ulteriore documentazione o supplemento di indagine o semplicemente perché la proposta viene fatta girare più volte tra i membri del gruppo preposto. Però, bisogna anche aggiungere che, una volta presa la decisione, l'azienda giapponese procede molto speditamente, anzi più speditamente di una controparte occidentale, destando anche in cio' meraviglia. E, in effetti, ciò succede perché i giapponesi sono meticolosamente attenti a tutti i particolare e cercano di pianificare tutti i processi previsti nel progetto o proposta di affari. Pazienza, dunque; sollecitare non serve, anzi rende l'interlocutore nipponico nervoso semplicemente perché non comprende come mai gli "altri" non capiscono queste semplici regole. In fondo anche da noi in Italia abbiamo scoperto da poco il concetto di "concertazione" che loro conoscono da sempre.


 
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