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I Giochi Olimpici che si sono recentemente tenuti a
Sidney ci hanno lasciato molti ricordi suggestivi.
Credo che la ragione per cui le Olimpiadi sono così
suggestive sia data dal fatto che atleti provenienti
da molti paesi diversi gareggiano fra loro in
condizioni di eguaglianza.
D’altro
canto, i Giochi Olimpici sono anche un evento
commerciale e mediatico. I diritti di messa in onda
e le sponsorizzazioni generano un fatturato
stratosferico.
Ma
se un evento sportive si trasforma anche in evento
commerciale, perché allora non pensare ad altre
occasioni similari? Ad esempio, perché non
organizzare le Olimpiadi della Moda?
Gli
stilisti fanno sfilare le loro collezioni in molti
paesi. Perché non organizzare le Olimpiadi della
Moda ogni quattro anni per mettere in competizioni
diretta stilisti provenienti da tutto il mondo? E’
naturale che la maggior parte delle sfilate di moda
è un fatto commerciale, ma ciò non è poi tanto
diverso rispetto ai vari campionati di calcio o di
baseball. Indipendentemente dal fatto che siano
professionisti o amatoriali, gli atleti olimpici si
guadagnano il diritto alla partecipazione attraverso
delle fasi preliminari ed eliminatorie.
Nelle
Olimpiadi della Moda, dovrebbero tenersi eventi come
“design”, “couture”, “tessili”,
“formali”, “casual”, “sportivi”,
“outdoor”, “indoor”, “intimo” e così
via. Andrebbero inoltre costantemente presi in
considerazione nuovi eventi per aggiornare i
contenuti della manifestazione perché se le
Olimpiadi della Moda accettano nuovi eventi, ciò
potrebbe generare delle nuove mode.
Nelle
vere Olimpiadi, la ginnastica artistica e il nuoto
sincronizzato sono specialità che hanno a che fare
non solo con la potenza fisica e la tecnica, ma
anche con l’estetica. Quindi, le Olimpiadi della
Moda dovrebbero prevedere una giuria internazionale
che si occupi di giudicare i concorrenti. Potrebbe
essere un’idea suggestiva quella di istituire
delle prove obbligatorie di design!
Sarebbe
inoltre opportuno non far conoscere ai giudici i
nomi e la nazionalità degli stilisti, in modo da
evitare i pregiudizi. Si potrebbe anche utilizzare
internet per l’invio dei vari giudizi.
In
linea di principio gli stilisti dovrebbero produrre
i loro capi nel loro paese d’origine e io ritengo
che i vincitori delle medaglie d’oro proverrebbero
da paesi inaspettati, poiché l’industria tessile
mondiale sta gettando le basi in diversi paesi in
via di sviluppo.
E
chissà quali sorprese si potrebbero avere da quei
paesi con una grande e sviluppata tradizione di
abbigliamento etnico. Potrebbe davvero essere una
buona occasione per riconsiderare la moda e dare il
via a nuove tendenze.
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