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MERCATI - ITALIANI IN GIAPPONE  (mensile) 5 ottobre  2000  
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 ITALIANI IN GIAPPONE
Intervista al'ingegner Ennio Cerri

 

Sono stato all’ufficio Fiat, che si trova vicino alla stazione di Shinagawa – una zona in pieno sviluppo, con palazzi in costruzione.  Questo prelude il fatto che fra pochi anni, questa parte di Shinagawa, diventera’ una vera e propria zona commerciale, e che ospitera’ oltre a Fiat, un gran numero delle piu importanti compagnie Giapponesi. 

 

L’Ing. Cerri, nato a Varallo (Piemonte) nel 1950, e laureato in Ingegneria al Politecnico di Torino, ha iniziato la sua carriera in Fiat Auto SpA nel 1976. All’inizio ha fatto esperienza in diversi settori della societa’; marketing, prodotto, tecnologia, per citarne alcuni, e poi, dal 1981 al 1987 ha lavorato nel settore della componentistica per auto sia in Italia che in Europa.

 

Nel 1987 e’ passato alla Fiat SpA per occuparsi di attivita’ internazionali.  Nel 1988 e’ venuto in Giappone in veste di vice direttore dell’ufficio di rappresentanza del Gruppo Fiat e ne divento’ presidente nel 1994.  Ha mantenuto questa carica fino al marzo del 2000, quando e’ passato a Fiat Auto Japan, che lo vede come l’attuale presidente.

 

JIBO: Quando e’ stata costituita Fiat Auto Japan?

 

CERRI: Fiat Auto Japan, e’ stata costituita nel 1990, inizialmente come Alfa Romeo Japan, e successivamente si e’ aggiunto anche il marchio Fiat.

 

FAJ e’ l’importatore ufficiale in Giappone dei veicoli Fiat e Alfa Romeo.  Non facciamo vendite dirette, e per questo abbiamo dei punti vendita, dei concessionari indipendenti, sparsi per tutto il Giappone.  In questo momento ne abbiamo una settantina.

 

Siamo in circa 50 a lavorare per Fiat Auto Giappone, e gli italiani sono 5.

 

JIBO:  E la Lancia?

 

CERRI:  Per adesso non vendiamo Lancia, ma ci piacerebbe poterlo fare in futuro.  Una delle difficolta’ nel vendere la Lancia in questo mercato e’ che non viene prodotta con la guida a destra.

 

JIBO:  Quante macchine vendete qui in Giappone?

 

CERRI:  Prevediamo di concludere quest’anno con la vendita di 5000 vetture Alfa Romeo e 2000 Fiat circa. Speriamo di arrivare a un totale di 10 000 vetture alla fine del 2001, con 6000 Alfa Romeo e 4000 Fiat.

 

JIBO:  Allora prevedete di raddoppiare le vendite Fiat?

 

CERRI:  Si, perche abbiamo riscontrato un enorme successo con la nuova Punto, la vettura del centenario Fiat, che abbiamo lanciato in Giappone quest’anno, in luglio. Abbiamo avuto talmente tante richieste che non abbiamo potuto soddisfare tutti subito.  Stiamo aspettando le vetture ordinate, e pensiamo che questo modello continuera’ ad avere successo. 

Siamo in crescita, in quanto abbiamo una vasta gamma di prodotti da offrire al pubblico giapponese.   oggi offriamo su quasi tutte le nostre vetture la guida a destra e il cambio automatico, piano piano stiamo riuscendo a soddisfare I desideri dei nostri clienti.

 

I cambi automatici che montiamo arrivano dal Giappone : ci vengono forniti da Fuji-Subaru per le macchine piu’ piccole, e da Aishin per le vetture di media grandezza.

 

JIBO:  Che cos’e’ che attira I clienti giapponesi alle vostre vetture?

 

 

CERRI:  Si potrebbe dire che le nostre vetture hanno un’immagine spiccata, di elite. La bellezza, il design italiano, cosi ricercato e raffinato, che distingue le nostre vetture dalle altre, e poi, la tradizione, la storia, specialmente la storia corsistica dell’Alfa Romeo…

I nostri clienti, sono spesso dei veri appassionati delle automobili, e si potrebbe dire che molti di loro sono dei veri “Alfisti”!

 

Per l’anno Italia-Giappone, nel 2001, porteremo dalle 15 alle 20 vetture storiche dal museo Alfa Romeo di Arese.  Sara’ una mostra indimenticabile, che fara’ felici tutti gli appassionati Alfa Romeo in Giappone, ma che sono sicuro appassionera’ anche coloro che non hanno mai guidato un’Alfa Romeo.

 

Ci sono spesso dei raduni, sia Alfa Romeo che Fiat in Giappone.  Per quanto riguarda Fiat, le Barchetta e I modelli versione Abarth, sono molto ricercati.

 

 

JIBO: Quali difficolta’ avete avuto nell’inserirvi nel mercato giapponese?

 

CERRI:   All’inizio, forse le difficolta che puo’ incontrare qualsiasi altra compagnia straniera. Ma le difficolta’ non sono state insormontabili, e questo grazie anche agli appassionati delle nostre vetture che ci hanno aiutati ad inserirci nel mercato.

 

Con l’aumento del numero e delle versioni dei modelli che offriamo, piu’ adatti alle esigenze del mercato, vediamo che anche I nostri clienti stanno aumentando.

 

JIBO:  Lei segue da molto tempo le attivita’ di FIAT in Giappone.  Fiat e’ presente in Giappone in altri settori oltre a quello delle automobili?.

 

CERRI:  Esiste un’azienda mista in Hokkaido che si chiama New Holland Japan.  Il 50% appartiene a Fiat e il resto a una compgnia giapponese.  La New Holland importa trattori, e ha una quota di mercato del 20% fra I trattori di grande potenza.  Per il mercato delle mietrebbie gode di piu’ del 50% della quota, anche se il mercato e’ alquanto piccolo. 

Inoltre l’IVECO vende in Giappone I grandi veicoli anti-incendio.

 

A Tokyo, c’e’ anche un ufficio di rappresentanza di Magneti Marelli.  Quest’ultima fornisce I propri prodotti alle case automobilistiche giapponesi in Europa e in Sud America.  Avendo una base in Giappone riescono a sviluppare le loro tecnologie insieme alle case giapponesi.

 

JIBO:  E del Giappone in generale, che cosa ne pensa?

 

CERRI:   Dal 1988, ho avuto la possibilita’ di visitare piu’ di 500 fabbriche in Giappone, e devo dire che I giapponesi sono bravissimi per tutto quello che concerne la qualita’ e l’efficenza in produzione.

 

Mi piace molto il Giappone, e sono felice di vivere qui da 12 anni.  E’ un paese ricco in storia e tradizioni, le persone sono veramente molto gentili, educate e hanno rispetto per il prossimo.  I servizi pubblici sono famosi in tutto il mondo per la loro precisione ed efficenza.  E al contrario di quello che pensano molti, questo paese, specialmente Tokyo, e’ molto internazionale.  Si puo’ trovare di tutto.  E poi uno dei grandi vantaggi dovrei dire che e’ un paese sicuro, dove la criminalita’ e’ molto bassa. 

 

Uno svantaggio?  Il caro vita.  E’ tutto talmente caro.  I prezzi degli affitti, per fare un esempio, sono spaventosi!!!

 

JIBO: Che consiglio darebbe agli imprenditori italiani che desiderano penetrare il mercato giapponese?

 

CERRI:   Malgrado il costo degli affitti, manderei qualcuno dall’Italia.  E’ importante seguire il proprio network in loco. 

 

 

L’Ing. Ennio Cerri e’ veramente un gentiluomo.  Sofisticato, tranquillo; sarebbe difficile immaginare che possa mai perdere la pazienza.  I suoi modi di fare mettono a proprio agio chiunque gli sta intorno. 

 

E’ un uomo internazionale, colto, ma allo stesso tempo comunica il calore di un vero uomo italiano.  Quando parlava delle sue figlie, ho visto un papa’ della buona Italia di oggi.

K.M.

 



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