| ITALIANI IN GIAPPONE |
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Intervista al'ingegner
Ennio Cerri |
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Sono
stato all’ufficio Fiat, che si trova vicino alla
stazione di Shinagawa – una zona in pieno sviluppo, con
palazzi in costruzione. Questo prelude il fatto che
fra pochi anni, questa parte di Shinagawa, diventera’
una vera e propria zona commerciale, e che ospitera’
oltre a Fiat, un gran numero delle piu importanti
compagnie Giapponesi.
L’Ing.
Cerri, nato a Varallo (Piemonte) nel 1950, e laureato in
Ingegneria al Politecnico di Torino, ha iniziato la sua
carriera in Fiat Auto SpA nel 1976. All’inizio ha fatto
esperienza in diversi settori della societa’; marketing,
prodotto, tecnologia, per citarne alcuni, e poi, dal 1981
al 1987 ha lavorato nel settore della componentistica per
auto sia in Italia che in Europa.
Nel
1987 e’ passato alla Fiat SpA per occuparsi di
attivita’ internazionali. Nel 1988 e’ venuto in
Giappone in veste di vice direttore dell’ufficio di
rappresentanza del Gruppo Fiat e ne divento’ presidente
nel 1994. Ha mantenuto questa carica fino al marzo
del 2000, quando e’ passato a Fiat Auto Japan, che lo
vede come l’attuale presidente.
JIBO:
Quando e’ stata costituita Fiat Auto Japan?
CERRI:
Fiat Auto Japan, e’
stata costituita nel 1990, inizialmente come Alfa Romeo
Japan, e successivamente si e’ aggiunto anche il marchio
Fiat.
FAJ
e’ l’importatore ufficiale in Giappone dei veicoli
Fiat e Alfa Romeo. Non facciamo vendite dirette, e
per questo abbiamo dei punti vendita, dei concessionari
indipendenti, sparsi per tutto il Giappone. In
questo momento ne abbiamo una settantina.
Siamo
in circa 50 a lavorare per Fiat Auto Giappone, e gli
italiani sono 5.
JIBO:
E la Lancia?
CERRI:
Per adesso non vendiamo Lancia, ma ci piacerebbe poterlo
fare in futuro. Una delle difficolta’ nel vendere
la Lancia in questo mercato e’ che non viene prodotta
con la guida a destra.
JIBO:
Quante macchine vendete qui in Giappone?
CERRI:
Prevediamo di concludere quest’anno con la vendita di
5000 vetture Alfa Romeo e 2000 Fiat circa. Speriamo di
arrivare a un totale di 10 000 vetture alla fine del 2001,
con 6000 Alfa Romeo e 4000 Fiat.
JIBO:
Allora prevedete di raddoppiare le vendite Fiat?
CERRI:
Si, perche abbiamo riscontrato un enorme successo con la
nuova Punto, la vettura del centenario Fiat, che abbiamo
lanciato in Giappone quest’anno, in luglio. Abbiamo
avuto talmente tante richieste che non abbiamo potuto
soddisfare tutti subito. Stiamo aspettando le
vetture ordinate, e pensiamo che questo modello
continuera’ ad avere successo.
Siamo
in crescita, in quanto abbiamo una vasta gamma di prodotti
da offrire al pubblico giapponese. oggi
offriamo su quasi tutte le nostre vetture la guida a
destra e il cambio automatico, piano piano stiamo
riuscendo a soddisfare I desideri dei nostri clienti.
I
cambi automatici che montiamo arrivano dal Giappone : ci
vengono forniti da Fuji-Subaru per le macchine piu’
piccole, e da Aishin per le vetture di media grandezza.
JIBO:
Che cos’e’ che attira I clienti giapponesi alle vostre
vetture?
CERRI:
Si potrebbe dire che le nostre vetture hanno un’immagine
spiccata, di elite. La bellezza, il design italiano, cosi
ricercato e raffinato, che distingue le nostre vetture
dalle altre, e poi, la tradizione, la storia, specialmente
la storia corsistica dell’Alfa Romeo…
I
nostri clienti, sono spesso dei veri appassionati delle
automobili, e si potrebbe dire che molti di loro sono dei
veri “Alfisti”!
Per
l’anno Italia-Giappone, nel 2001, porteremo dalle 15
alle 20 vetture storiche dal museo Alfa Romeo di Arese.
Sara’ una mostra indimenticabile, che fara’ felici
tutti gli appassionati Alfa Romeo in Giappone, ma che sono
sicuro appassionera’ anche coloro che non hanno mai
guidato un’Alfa Romeo.
Ci
sono spesso dei raduni, sia Alfa Romeo che Fiat in
Giappone. Per quanto riguarda Fiat, le Barchetta e I
modelli versione Abarth, sono molto ricercati.
JIBO:
Quali difficolta’ avete avuto nell’inserirvi nel
mercato giapponese?
CERRI:
All’inizio, forse le difficolta che puo’ incontrare
qualsiasi altra compagnia straniera. Ma le difficolta’
non sono state insormontabili, e questo grazie anche agli
appassionati delle nostre vetture che ci hanno aiutati ad
inserirci nel mercato.
Con
l’aumento del numero e delle versioni dei modelli che
offriamo, piu’ adatti alle esigenze del mercato, vediamo
che anche I nostri clienti stanno aumentando.
JIBO:
Lei segue da molto tempo le attivita’ di FIAT in
Giappone. Fiat e’ presente in Giappone in altri
settori oltre a quello delle automobili?.
CERRI:
Esiste un’azienda mista in Hokkaido che si chiama New
Holland Japan. Il 50% appartiene a Fiat e il resto a
una compgnia giapponese. La New Holland importa
trattori, e ha una quota di mercato del 20% fra I trattori
di grande potenza. Per il mercato delle mietrebbie
gode di piu’ del 50% della quota, anche se il mercato
e’ alquanto piccolo.
Inoltre
l’IVECO vende in Giappone I grandi veicoli anti-incendio.
A
Tokyo, c’e’ anche un ufficio di rappresentanza di
Magneti Marelli. Quest’ultima fornisce I propri
prodotti alle case automobilistiche giapponesi in Europa e
in Sud America. Avendo una base in Giappone riescono
a sviluppare le loro tecnologie insieme alle case
giapponesi.
JIBO:
E del Giappone in generale, che cosa ne pensa?
CERRI:
Dal 1988, ho avuto la possibilita’ di visitare piu’ di
500 fabbriche in Giappone, e devo dire che I giapponesi
sono bravissimi per tutto quello che concerne la
qualita’ e l’efficenza in produzione.
Mi
piace molto il Giappone, e sono felice di vivere qui da 12
anni. E’ un paese ricco in storia e tradizioni, le
persone sono veramente molto gentili, educate e hanno
rispetto per il prossimo. I servizi pubblici sono
famosi in tutto il mondo per la loro precisione ed
efficenza. E al contrario di quello che pensano
molti, questo paese, specialmente Tokyo, e’ molto
internazionale. Si puo’ trovare di tutto. E
poi uno dei grandi vantaggi dovrei dire che e’ un paese
sicuro, dove la criminalita’ e’ molto bassa.
Uno
svantaggio? Il caro vita. E’ tutto talmente
caro. I prezzi degli affitti, per fare un esempio,
sono spaventosi!!!
JIBO:
Che consiglio darebbe agli imprenditori italiani che
desiderano penetrare il mercato giapponese?
CERRI:
Malgrado il costo degli affitti, manderei qualcuno
dall’Italia. E’ importante seguire il proprio
network in loco.
L’Ing.
Ennio Cerri e’ veramente un gentiluomo.
Sofisticato, tranquillo; sarebbe difficile immaginare che
possa mai perdere la pazienza. I suoi modi di fare
mettono a proprio agio chiunque gli sta intorno.
E’
un uomo internazionale, colto, ma allo stesso tempo
comunica il calore di un vero uomo italiano. Quando
parlava delle sue figlie, ho visto un papa’ della buona
Italia di oggi.
K.M.
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