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STILI
E COSTUME |
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| LA
LINGUA ITALIANA IN GIAPPONE |
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L’internazionalizzazione
e la globalizzazione sono una tendenza della nostra epoca. Con la
liberalizzazione delle onde elettriche in Italia all’inizio degli
anni ‘70, i programmi televisivi giapponesi sono stati riversati
come una valanga anche sulle famiglie italiane. Il volo d’angelo di
Mimi Haghiwara ha disturbato profondamente le mamme italiane. Anche i
cartoni animati giapponesi hanno invaso l’Italia. Heidi è stato
messo in onda in un’epoca in cui le programmazioni erano esclusiva
della RAI, ma più tardi sono arrivati Candy Candy, Draemon, Tiger
Mask, Mazinga Z e così via ed ora credo anche Pikaciu. Per esempio
il nome Hiroshi è diventato familiare ai ragazzi italiani. Non
saprei quali parole giapponesi siano state naturalizzate in Italia.
Ma, poiché vivo qui, posso testimoniare la situazione giapponese. In
primo luogo, come è comprensibile, è stata la diffusione della
cucina italiana ad esportare alcune parole italiane in Giappone.
Vediamo
ora quali sono le parole che hanno ottenuto la “cittadinanza
giapponese”! Lo <zaino>, gli <spaghetti> e i
<maccheroni> sono da sempre conosciuti anche se vengono
pronunciati in modo stravagante. Lo zaino è entrato in Giappone
sulle spalle dei soldati fascisti all’epoca della guerra. Quindi
questo termine veniva usato soprattutto per indicare zaini militari.
Ed è per questa ragione che è un parola ormai morta qui in
Giappone. Gli altri due, invece, sono molto vivaci. Ora anche la
parola <pasta> è già riconosciuta come termine di uso
corrente giapponese. E i consumatori non sono contenti se la pasta
non è <al dente>. Il <gelato> ci sembra qualcosa più
del solito icecream. Gli <zucchini> e la <rucola>
non c’erano in Giappone, ma ora si vendono ai supermercati con
questi nomi italiani. Senz’altro alcuni nomi di formaggi, come
mozzarella, taleggio, gorgonzola non sono nomi generici ma sono
chiamati così come in Italia. Con il boom del <Tirami-su>, il
<mascarpone> ha consolidato il suo terreno. E i <porcini>
sono il sogno dei giapponesi.
Nel
settore dei motoveicoli si usano invece parole italiane secondo me un
po’ insolite per indicare questi oggetti. Quando vedo correre uno
scooter che si chiama <Dio> mi dovrei sentire forse in
paradiso? Subito dietro il <Dio>, ecco arrivare il <Vino>
con il colore del succo di uva. Mi sento un po’ ubriaco.
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| BUSINESS
HINTS |
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| LA
CONVERSAZIONE |
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Oggi
vogliamo darvi qualche suggerimento per instaurare un clima
piacevole e rilassato prima di dare inizio ad un incontro
d'affari con dei giapponesi. Dopo il rito dello scambio dei
biglietti da visita e prima di dare inizio alle trattative vere
e proprie, è costume dei giapponesi scambiare qualche parola in
modo informale con l'interlocutore straniero, un po' per farlo
sentire a proprio agio e un po' per cercare di capire qualcosa
di lui!
Ecco
allora alcune domande che potete aspettarvi:
"Com'è
andato il viaggio?", "E' la prima volta che viene in
Giappone?", "Quali sono i suoi programmi per questo
viaggio?", "Qual è la sua prima impressione sul
Giappone?", "E' sposato?", "Ha figli?",
"Quali sono i suoi hobby?".
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E'
importante non far trapelare imbarazzo o sorpresa a queste
semplici domande e rispondere in modo affabile e rilassato.
Naturalmente questa conversazione non deve essere a senso unico
e dunque anche voi dovreste chiedere qualcosa ai vostri ospiti.
Per un italiano non ci sono problemi, basta portare la
conversazione sulla cucina italiana o domandare se i vostri
ospiti sono già stati nel nostro paese e il gioco è fatto. |
Ci
sono invece degli argomenti che sono considerati taboo per i
giapponesi e quindi è bene evitare di farvi cadere il discorso.
Gli argomenti da evitare sono i seguenti: il ruolo
dell'imperatore nella società giapponese, la politica in
generale, le relazione Giappone-Corea, la seconda guerra
mondiale. E inoltre, non chiedete ad un giapponese di parlarvi
di sua moglie, anche se lui vi ha appena domandato della
vostra!
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