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MERCATI - ITALIANI IN GIAPPONE  (mensile) 5 settembre  2000  
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 ITALIANI IN GIAPPONE

Intervista al Sig. Franco Canzoniere

titolare del ristorante "Il Fornello" 


Lungo la centrale via alberata del quartiere di Nakano, a Tokyo, proprio davanti alla palestra comunale, c’è una trattoria italiana. In estate, sotto l’ombra degli alberi che fiancheggiano il viale, sembra quasi di trovarsi in un’oasi all’interno della megalopoli. La trattoria si chiama <Il Fornello>. Appena entrato percepisco subito quella piacevole atmosfera d’Italia. Il ristorante esprime anche nell’arredamento un buon gusto estetico. I piatti sono tipici italiani e mi viene da pensare che non devo invidiare coloro che in questo momento si trovano a pranzare a Roma! Oggi ho intervistato il titolare del ristorante, il signor Franco Canzoniere.

 

JIBO:  Lei di dov’e`?

F.C.:  Sono di Taranto. Vi sono rimasto fino all’età di otto anni. Ma  ricordo bene il bellissimo mare di Taranto.

 

JIBO:   Allora lei cucina alla tarantina?

F.C.:    Faccio soprattutto cucina dell’Italia centrale e romana. Quand’ero in Italia ho lavorato a Roma. Però la mia cucina risente delle influenze del sud. Faccio qualche piatto di mia madre e delle mie zie. Le orecchiette sono uno degli esempi tarantini. Inoltre, uso abbastanza spesso pesce e frutti di mare.

 

JIBO:  Quando è arrivato in Giappone?

F.C.:   Sono venuto in Giappone proprio 10 anni fa. Avevo ricevuto una proposta di lavorare a Tokyo e così sono venuto. Non sapevo nulla del Giappone. Non capivo nemmeno una parola! La difficoltà maggiore è stata proprio la lingua. Perciò ho dovuto frequentare dei corsi per imparare il giapponese. E’ una lingua difficile ma è stato interessante imparare una lingua completamente diversa dalla nostra, una lingua che ben poche persone parlano in Italia. La ragione del mio arrivo, però, era il lavoro, perciò non ho potuto approfondire più di tanto lo studio del giapponese. Conosco quel che mi basta per il mio lavoro e sono in grado di riconoscere alcuni ideogrammi. Quando non capisco chiedo alla gente. Ho notato che qui in Giappone non c’è tanto l’abitudine di chiedere. Da noi è normale chiedere informazioni quando non si capisce qualcosa. Ma se chiedi i giapponesi di solito sono disponibili. Una volta mi è capitato di chiedere indicazioni per l’ufficio postale e un signore mi ha portato fino alla posta. Abbiamo camminato forse mezz’ora insieme!

 

JIBO:  Quando è stato aperto questo ristorante?

F.C.:    Due anni fa, in marzo del 1998. Abbiamo 34 coperti e vi lavorano 6/7 persone di cui 3 italiani. Parlavamo della lingua giapponese. Mi capita a volte di avere qualche difficoltà di comunicazione con i miei collaboratori, perché non riesco ad esprimermi nel modo giusto. Questo può causare anche dei malintesi, perchè fino a due anni fa ero un dipendente e dunque devo imparare ancora il miglior modo di comunicare da padrone a dipendente.

 

JIBO:  Riscontrate difficoltà nel reperire qui in Giappone alcuni prodotti alimentari per 

la cucina italiana?

F.C.:  No, qui si trova tutto. Si trovano tutti i tipi di vini italiani, formaggi, pasta ed anche prodotti freschi come carne e verdure. Non manca proprio niente. Alcune cose sono molto costose ma a volte, per mantenere l’originalità e l’autenticità italiane, bisogna scendere a compromessi.

 

 

JIBO:   Cosa pensa del livello della cucina italiana in Giappone?

F.C.:    Direi che è buono. Ci sono anche dei bravi cuochi giapponesi. Però esiste ancora quella tendenza all’uniformità tipicamente giapponese. Mi spiego: nella sola Tokyo ci sono 1000 o 2000 ristoranti italiani ma la maggior parte di essi si somiglia fra di loro. Non saprei come esprimere questa tendenza di uniformità giapponese. Tutti diventano uguali. Tutti i ristoranti, ad esempio, propongono gli spaghetti alle vongole che piacciono ai giapponesi. E’ sufficiente che si parli di un piatto in televisione e la gente lo cerca dappertutto, perciò ogni ristorante offre le stesse cose. A Roma ci sono zone in cui i ristoranti sono uno accanto all’altro, ma sono tutti originali e propongono I loro piatti tradizionali e caratteristici da sempre.  

Anche a Tokyo, tuttavia, d’ora in poi per sopravvivere alla concorrenza fra ristoranti, non basta più mettere la bandiera italiana fuori dal locale: è necessario proporre qualcosa di originale. Non bastano 2-3 anni di apprendimento in Italia e si deve avere una esperienza solida in Italia, possibilmente presso un ristorante rinomato e di buona cucina.

 

JIBO:   Ho sentito che sta per aprire un altro ristorante a Yokohama.

F.C.:     Sì, allo Station Building di Yokohama. Esiste un progetto di creare una Little Italy.  Verranno inaugurate boutique, caffè, panetterie, pizzerie e altri negozi. Io parteciperò con il mio ristorante.

 

JIBO:   Avrà lo stesso nome, il Fornello?

F.C.:    No. Questa volta si chiamerà Pincio per il suo tema romano. Le pareti saranno affrescate e avremo 50 coperti. Io andrò là principalmente. E’ un po’ distante da casa mia ma sono un italiano abituato ad andare a lontano.

 

Questa intervista è stata fatta al ristorante di Franco Canzoniere un po’ prima di mezzogiorno di un mercoledì. Già alle 11.30 un paio di clienti avrebbero voluto entrare per pranzare, ma un cameriere ha detto loro che il locale avrebbe aperto alle 11.45. Mi sono accorto che sono tornati esattamente a quell’ora e a mezzogiorno il ristorante era pieno. Nonostante Il Fornello non sia uno dei posti frequentati dagli impiegati che lavorano nei dintorni e che desiderano mangiare in fretta e a buon mercato, si è riempito velocemente. Credo che in questa trattoria ci sia qualcosa di più: certamente si percepisce la simpatia e la tranquillità di Franco.

 

Franco Canzoniere

Trattoria Il Fornello

SH Bldg. 1F

4-7-2, Nakano-ku, Tokyo, 164-0001

tel e fax (03) 3387-5210

lunedì chiuso

 

 

K.M.

 



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