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| STILI
E COSTUME |
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| I
GRANDI MAGAZZINI |
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L'immagine
dei grandi magazzini in Giappone è ottima.
Mitsukoshi, Takashimaya, Matsuya, Isetan, Seibu,
Tobu, Hankyu, Odakyu, Keio, ecc. sono
conosciutissime catene di grandi magazzini
giapponesi. Prima della guerra le donne più
ricercate da sposare erano, pensate un po', le
commesse del grande magazzino Mitsukoshi. Essere
una commessa di un grande magazzino significava
molto.
Oggi
non è più esattamente così, ma un impiego presso un
grande magazzino come quelli sopra citati gode ancora di
grande considerazione. Vendere i prodotti qui
implica un riconoscimento della qualità dei prodotti e
della serietà dei produttori.
Ancora oggi ogni ascensore di un grande magazzino è
servito da una commessa che fornisce le informazioni ai
clienti che salgono. Recita frasi del tipo: "Grazie
per essere venuti da noi. Questo ascensore sta salendo. Vi
preghiamo di indicarci i piani che desiderate visitare. Il
prossimo è il primo piano dove troverete abbigliamento
femminile e accessori vari dalle borse alle calze, dalle
sciarpe ai guanti. Preghiamo di stare attenti della porta
che si sta aprendo. Si chiude la porta. Il prossimo è il
secondo piano al quale troverete i reparti dei prodotti
ottici, gioielli, cancelleria di alta qualità. Se avete
bisogno dei biglietti d'auguri di stagione, il piano è
questo." E' incredibile pensare che questo servizio
continua per tutto il tempo di apertura del negozio. Ma è
proprio così. La commessa ripete non so quante volte le
stesse cose.
I vestiti di Max Mara, Cacharel, Hermes, Cartier,
Ferragamo, Missoni, e le penne di Mont Blanc, Parker,
i piatti di Ginori, Wedges, ecc. sono presenti. Ogni
grande magazzino vanta dei marchi di fama mondiale.
Tuttavia,
non sempre i grandi magazzini hanno successo.
Recentemente, ad esempio, il grande magazzino Sogo ha
subìto un grande crollo. Alcuni istituti finanziari
statali hanno cercato dei sistemi per salvarlo, ma hanno
incontrato tuttavia la forte obiezione dell'opinione
pubblica. Questi istituti ritenevano che il fallimento
della Sogo avrebbe causato un danno al pubblico. E' ovvio,
però, che i giapponesi hanno preferito non utilizzare il
denaro pubblico per salvare il deficit di un'azienda
privata anche se ciò significa non trovare più delle
belle sposine!
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| BUSINESS
HINTS |
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| ALCUNE
PAROLINE UTILI... |
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A
volte, per trattare con persone di nazionalità
diversa bastano alcune parole chiave per creare un
alone di simpatia, in quanto queste parole
rispecchiano un po’ l’essenza del Paese. Il
Giappone, naturalmente, non fa eccezione, anzi l’interlocutore
di affari straniero che pronuncia qualche parola
“chiave” al momento giusto crea subito un
momento favorevole che l’aiuterà nella
conduzione degli affari. Per nostra fortuna, il
giapponese si pronuncia come l’italiano tranne
pochissime lettere; quindi quello che scriveremo
si pronuncerà come lo si legge. Nel caso di due
vocali uguali congiunte, si pronuncia in maniera
più lunga. Tutto qui!
Cominciamo
dai saluti. O-hayoo gozaimasu è la prima
cosa da dire se ci si incontra al mattino: vuol
dire semplicemente “buongiorno”. Se ci sposta
la pomeriggio, allora è meglio dire konnichi
wa, mentre la sera è d’obbligo il konban
wa. Se poi accompagniamo il saluto con un
leggero inchino del capo, ancora meglio. Ma gli
stranieri sono in genere dispensati dalle
formalità tipicamente giapponesi.
Tuttavia,
quando ci si presenta per la prima volta se voi
direte yoroshiku mentre consegnate il
vostro biglietto da visita (meishi)
tenendolo con le due mani, entrate subito in
simpatia. Vuol dire letteralmente “piacere di
conoscerla” ed è la formula abbreviata di una
frase più lunga che non vale la pena di
ricordare.
L’altra
parola da imparare è osakini, doozo
(accento sull’ultima “i”), che vuol dire
letteralmente “prego, prima lei”. Naturalmente
stiamo alle formalità, ma capita sempre una
situazione in cui voi pronuncerete questa frase
(ovviamente spostandovi per far passare prima il
vostro ospite) e vedrete la reazione dei vostri
interlocutori giapponesi!
La
quarta parola sperate di non pronunciarla mai
perché in Giappone il ritardo agli appuntamenti
di affari non è ammesso , salvo cataclismi
impensabili. Purtroppo, se ci si reca in Giappone
non sempre si è in grado di controllare bene i
propri programmi. A volte si crede che prendendo
un taxi si faccia prima, ma non si fa conto del
traffico delle grandi città, Tokyo in primis.
Meglio prendere la metropolitana, suggeriamo,
anche se all’inizio desta qualche
preoccupazione. Ma poi si scopre che in fondo è
facile da usare e molto, ma molto più veloce ed
economica del taxi. La parolina in questione è okurete
(con l’accento sull’ultima “e”) che vuol
dire, appunto, “scusate per il ritardo”.
Potrete osservare le facce giapponesi corrucciate
riprendere l’aspetto normale.
Infine,
qualche utile parolina per gli inviti a pranzo.
Anche in Giappone, infatti, si augura il “buon
appetito” e tutti i commensali partecipano a
questo rito dicendo itadakimasu (la “u”
generalmente non si pronuncia). E poi,
specialmente se è stato il vostro interlocutore
giapponese ad invitarvi al ristorante, è bene
dire una frase di ringraziamento del tipo oishi
desu che vuol dire "è
buonissimo", per terminare il pasto con gochiso-sama
deshita, che significa “grazie, è stato un
pranzo delizioso".
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