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L'ORA DEL THE'  (quindicinale) 5 agosto 2000  
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 STILI E COSTUME
 I GRANDI MAGAZZINI

L'immagine dei grandi magazzini in Giappone è ottima. Mitsukoshi, Takashimaya, Matsuya, Isetan, Seibu, Tobu, Hankyu, Odakyu, Keio, ecc. sono conosciutissime catene di grandi magazzini giapponesi. Prima della guerra le donne più ricercate da sposare erano, pensate un po', le commesse del grande magazzino Mitsukoshi. Essere una commessa di un grande magazzino significava molto. 

 

Oggi non è più esattamente così, ma un impiego presso un grande magazzino come quelli sopra citati gode ancora di grande considerazione.  Vendere i prodotti qui implica un riconoscimento della qualità dei prodotti e della serietà dei produttori.


Ancora oggi ogni ascensore di un grande magazzino  è servito da una commessa che fornisce le informazioni ai clienti che salgono. Recita frasi del tipo: "Grazie per essere venuti da noi. Questo ascensore sta salendo. Vi preghiamo di indicarci i piani che desiderate visitare. Il prossimo è il primo piano dove troverete abbigliamento femminile e accessori vari dalle borse alle calze, dalle sciarpe ai guanti. Preghiamo di stare attenti della porta che si sta aprendo. Si chiude la porta. Il prossimo è il secondo piano al quale troverete i reparti dei prodotti ottici, gioielli, cancelleria di alta qualità. Se avete bisogno dei biglietti d'auguri di stagione, il piano è questo." E' incredibile pensare che questo servizio continua per tutto il tempo di apertura del negozio. Ma è proprio così. La commessa ripete non so quante volte le stesse cose.

I vestiti di Max Mara, Cacharel, Hermes, Cartier, Ferragamo, Missoni, e le penne di Mont Blanc, Parker,  i piatti di Ginori, Wedges, ecc. sono presenti. Ogni grande magazzino vanta dei marchi di fama mondiale.

 

Tuttavia, non sempre i grandi magazzini hanno successo. Recentemente, ad esempio, il grande magazzino Sogo ha subìto un grande crollo. Alcuni istituti finanziari statali hanno cercato dei sistemi per salvarlo, ma hanno incontrato tuttavia la forte obiezione dell'opinione pubblica. Questi istituti ritenevano che il fallimento della Sogo avrebbe causato un danno al pubblico. E' ovvio, però, che i giapponesi hanno preferito non utilizzare il denaro pubblico per salvare il deficit di un'azienda privata anche se ciò significa non trovare più delle belle sposine!

 

La Redazione di Tokyo

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 BUSINESS HINTS
 ALCUNE PAROLINE UTILI...

A volte, per trattare con persone di nazionalità diversa bastano alcune parole chiave per creare un alone di simpatia, in quanto queste parole rispecchiano un po’ l’essenza del Paese. Il Giappone, naturalmente, non fa eccezione, anzi l’interlocutore di affari straniero che pronuncia qualche parola “chiave” al momento giusto crea subito un momento favorevole che l’aiuterà nella conduzione degli affari. Per nostra fortuna, il giapponese si pronuncia come l’italiano tranne pochissime lettere; quindi quello che scriveremo si pronuncerà come lo si legge. Nel caso di due vocali uguali congiunte, si pronuncia in maniera più lunga. Tutto qui!

                  

Cominciamo dai saluti. O-hayoo gozaimasu è la prima cosa da dire se ci si incontra al mattino: vuol dire semplicemente “buongiorno”. Se ci sposta la pomeriggio, allora è meglio dire konnichi wa, mentre la sera è d’obbligo il konban wa. Se poi accompagniamo il saluto con un leggero inchino del capo, ancora meglio. Ma gli stranieri sono in genere dispensati dalle formalità tipicamente giapponesi.

 

Tuttavia, quando ci si presenta per la prima volta se voi direte yoroshiku mentre consegnate il vostro biglietto da visita (meishi) tenendolo con le due mani, entrate subito in simpatia. Vuol dire letteralmente “piacere di conoscerla” ed è la formula abbreviata di una frase più lunga che non vale la pena di ricordare.

 

L’altra parola da imparare è osakini, doozo (accento sull’ultima “i”), che vuol dire letteralmente “prego, prima lei”. Naturalmente stiamo alle formalità, ma capita sempre una situazione in cui voi pronuncerete questa frase (ovviamente spostandovi per far passare prima il vostro ospite) e vedrete la reazione dei vostri interlocutori giapponesi!

 

La quarta parola sperate di non pronunciarla mai perché in Giappone il ritardo agli appuntamenti di affari non è ammesso , salvo cataclismi impensabili. Purtroppo, se ci si reca in Giappone non sempre si è in grado di controllare bene i propri programmi. A volte si crede che prendendo un taxi si faccia prima, ma non si fa conto del traffico delle grandi città, Tokyo in primis. Meglio prendere la metropolitana, suggeriamo, anche se all’inizio desta qualche preoccupazione. Ma poi si scopre che in fondo è facile da usare e molto, ma molto più veloce ed economica del taxi. La parolina in questione è okurete (con l’accento sull’ultima “e”) che vuol dire, appunto, “scusate per il ritardo”. Potrete osservare le facce giapponesi corrucciate riprendere l’aspetto normale.

 

Infine, qualche utile parolina per gli inviti a pranzo. Anche in Giappone, infatti, si augura il “buon appetito” e tutti i commensali partecipano a questo rito dicendo itadakimasu (la “u” generalmente non si pronuncia). E poi, specialmente se è stato il vostro interlocutore giapponese ad invitarvi al ristorante, è bene dire una frase di ringraziamento del tipo oishi desu che vuol dire "è buonissimo", per terminare il pasto con gochiso-sama deshita, che significa “grazie, è stato un pranzo delizioso".


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