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STILI
E COSTUME |
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| LA
FATTORIA IMPERIALE |
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Recentemente
sono stato alla fattoria della Casa Imperiale che si trova vicino a
Utsunomiya, a nord di Tokyo. E’
una fattoria immensa tenuta molto bene, al punto che più che una
fattoria sembra un parco! All’ingresso, le scarpe e le macchine
vengono disinfettate per evitare eventuali contagi agli animali che
sono tenuti nella fattoria. Infatti, pare che recentemente si sia
diffusa una grave epidemia fra le mucche del Kyushu, per cui c’è
una particolare sensibilità a questo riguardo. Ricordo che alla
dogana canadese chi era diretto a qualche ranch della zona veniva
sottoposto a tutta una serie di domande.
Essendo
alla fine di maggio i prati erano belli con l’erba tagliata di
fresco e la giornata era stupenda con l’aria ancora fresca e senza
nessuna nuvola in cielo. Dal panorama sembra quasi di essere in
Hokkaido poichè tutt’intorno si vedono solo prati e boschi. Le
case sono basse e non rovinano quindi questo panorama agricolo.
Tuttavia non si vedono gli animali che, apparentemente, sono pochi.
Ho visto in lontananza dei cavalli mentre giravo in macchina sulla
strada che attraversa la fattoria. Non mi ricordo se è di 18 o 180
ettari ma comunque vi regna una pace assoluta. Kinchakuda, la zona in
cui vado a cavalcare, mi
appariva al confronto solo un giardinetto. Non credo che nessun
cavallo potrebbe attraversare al galoppo tutta la lunghezza della
tenuta. Dicono che ci sono soltanto 30 mucche per il latte. Ed
inoltre tengono maiali e pecore soprattutto per le feste della casa
imperiale dove vengono invitati gli ospiti dall’estero ed i
diplomatici. Dicono che la casa imperiale offre normalmente agli
ospiti stranieri la cucina francese.
Abbiamo
assistito alla dimostrazione di una macchina agricola che produce i
rotoli di fieno, costruita da una ditta cremonese. Nella tenuta,
infatti, vengono usati trattori e altri macchinari importati. Poiché
la fattoria è gestita dalla Agenzia della Casa Imperiale dovrebbe
seguire la politica del governo che promuove l’importazione dei
prodotti manufatturieri. Tuttavia non sono sicuro che per promuovere
la vendita di macchine agricole sarebbe utile farsi nominare
fornitore della Casa Imperiale, perché pare che la tenuta non sia
altamente produttiva. In ogni caso non danno un’immagine di
accanita ricerca dell’aumento della produttività!
In
ogni caso il posto è molto bello e presenta un’atmosfera
completamente diversa rispetto ai dintorni. Anche questo è Giappone?
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| BUSINESS
HINTS |
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| CHIEDERE
SCUSA |
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I
giapponesi sono famosi per chiedere scusa. Si scusano spesso e
in un’ampia gamma di situazioni. In realtà, sumimasen,
la parola che viene più comunemente usata per dire “mi
dispiace”, “mi scuso”, è spesso usata anche nel senso di
“grazie”. Le sottigliezze di significato rimandano al cuore
della tradizione culturale giapponese che si basa sul concetto
di wa, o armonia. La costante necessità di armonia ha
condotto i giapponesi ad un uso altamente stilizzato ed ambiguo
della lingua, il cui obiettivo è sempre quello di non offendere
nessuno. In una società in cui la minima deviazione dagli
standard accettati di comportamento può diventare una grave
trasgressione, non stupisce che, per non correre rischi, si sia
giunti a sviluppare la pratica di scusarsi in anticipo!
Se
vi troverete in Giappone, vi renderete conto che le scuse
verbali sono parte integrante della vita quotidiana giapponese e
vi capiterà di sentire la parola sumimasen molte volte
al giorno. In molti casi vi sembrerà che i giapponesi si
scusino eccessivamente, ma è fondamentale che il visitatore
straniero o il businessman occidentale conosca il ruolo delle
scuse in Giappone e che sia in grado di utilizzarle. Come in
ogni deviazione dalle norme sociali, i giapponesi sono
estremamente sensibili e pronti a riconoscere chi non si scusa
quando invece ci si aspetta che lo faccia. Anche se i giapponesi accettano, dal punto di vista razionale, il fatto che un
non-giapponese non sia necessariamente in grado di conformarsi
all’etichetta nipponica, tendono comunque a reagire
emotivamente quando questa etichetta non viene rispettata. Ciò
può influenzare l’opinione che si stanno formando di quella
persona e le loro reazioni.
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Se
non siete familiari con la cultura o la lingua giapponese, la
cosa migliore da fare è di utilizzare l’espressione sumimasen
(accompagnata da un leggero inchino con la testa) ogni volta che
vi sembra che potrebbe essere necessario. Se non era in realtà
necessario scusarsi, i giapponesi penseranno semplicemente che
siete eccezionalmente educato: un tratto caratteriale che
apprezzano molto e che cercano loro stessi di coltivare. |

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