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L'ORA DEL THE'  (quindicinale) 5 giugno 2000  
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 STILI E COSTUME
 LA FATTORIA IMPERIALE

Recentemente sono stato alla fattoria della Casa Imperiale che si trova vicino a Utsunomiya, a nord di Tokyo. E’ una fattoria immensa tenuta molto bene, al punto che più che una fattoria sembra un parco! All’ingresso, le scarpe e le macchine vengono disinfettate per evitare eventuali contagi agli animali che sono tenuti nella fattoria. Infatti, pare che recentemente si sia diffusa una grave epidemia fra le mucche del Kyushu, per cui c’è una particolare sensibilità a questo riguardo. Ricordo che alla dogana canadese chi era diretto a qualche ranch della zona veniva sottoposto a tutta una serie di domande.

Essendo alla fine di maggio i prati erano belli con l’erba tagliata di fresco e la giornata era stupenda con l’aria ancora fresca e senza nessuna nuvola in cielo. Dal panorama sembra quasi di essere in Hokkaido poichè tutt’intorno si vedono solo prati e boschi. Le case sono basse e non rovinano quindi questo panorama agricolo. Tuttavia non si vedono gli animali che, apparentemente, sono pochi. Ho visto in lontananza dei cavalli mentre giravo in macchina sulla strada che attraversa la fattoria. Non mi ricordo se è di 18 o 180 ettari ma comunque vi regna una pace assoluta. Kinchakuda, la zona in cui  vado a cavalcare, mi appariva al confronto solo un giardinetto. Non credo che nessun cavallo potrebbe attraversare al galoppo tutta la lunghezza della tenuta. Dicono che ci sono soltanto 30 mucche per il latte. Ed inoltre tengono maiali e pecore soprattutto per le feste della casa imperiale dove vengono invitati gli ospiti dall’estero ed i diplomatici. Dicono che la casa imperiale offre normalmente agli ospiti stranieri la cucina francese.

Abbiamo assistito alla dimostrazione di una macchina agricola che produce i rotoli di fieno, costruita da una ditta cremonese. Nella tenuta, infatti, vengono usati trattori e altri macchinari importati. Poiché la fattoria è gestita dalla Agenzia della Casa Imperiale dovrebbe seguire la politica del governo che promuove l’importazione dei prodotti manufatturieri. Tuttavia non sono sicuro che per promuovere la vendita di macchine agricole sarebbe utile farsi nominare fornitore della Casa Imperiale, perché pare che la tenuta non sia altamente produttiva. In ogni caso non danno un’immagine di accanita ricerca dell’aumento della produttività!

In ogni caso il posto è molto bello e presenta un’atmosfera completamente diversa rispetto ai dintorni. Anche questo è Giappone?

 

La Redazione di Tokyo


 BUSINESS HINTS
 CHIEDERE SCUSA

I giapponesi sono famosi per chiedere scusa. Si scusano spesso e in un’ampia gamma di situazioni. In realtà, sumimasen, la parola che viene più comunemente usata per dire “mi dispiace”, “mi scuso”, è spesso usata anche nel senso di “grazie”. Le sottigliezze di significato rimandano al cuore della tradizione culturale giapponese che si basa sul concetto di wa, o armonia. La costante necessità di armonia ha condotto i giapponesi ad un uso altamente stilizzato ed ambiguo della lingua, il cui obiettivo è sempre quello di non offendere nessuno. In una società in cui la minima deviazione dagli standard accettati di comportamento può diventare una grave trasgressione, non stupisce che, per non correre rischi, si sia giunti a sviluppare la pratica di scusarsi in anticipo!

Se vi troverete in Giappone, vi renderete conto che le scuse verbali sono parte integrante della vita quotidiana giapponese e vi capiterà di sentire la parola sumimasen molte volte al giorno. In molti casi vi sembrerà che i giapponesi si scusino eccessivamente, ma è fondamentale che il visitatore straniero o il businessman occidentale conosca il ruolo delle scuse in Giappone e che sia in grado di utilizzarle. Come in ogni deviazione dalle norme sociali, i giapponesi sono estremamente sensibili e pronti a riconoscere chi non si scusa quando invece ci si aspetta che lo faccia. Anche se i giapponesi  accettano, dal punto di vista razionale, il fatto che un non-giapponese non sia necessariamente in grado di conformarsi all’etichetta nipponica, tendono comunque a reagire emotivamente quando questa etichetta non viene rispettata. Ciò può influenzare l’opinione che si stanno formando di quella persona e le loro reazioni. 

Se non siete familiari con la cultura o la lingua giapponese, la cosa migliore da fare è di utilizzare l’espressione sumimasen (accompagnata da un leggero inchino con la testa) ogni volta che vi sembra che potrebbe essere necessario. Se non era in realtà necessario scusarsi, i giapponesi penseranno semplicemente che siete eccezionalmente educato: un tratto caratteriale che apprezzano molto e che cercano loro stessi di coltivare.

 

 


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