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NOTIZIE
FLASH (quindicinale) |
5 giugno 2000 |
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BOOM DELLA PUBBLICITA' SU INTERNET |
rif.:
51/2000 |
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Come oramai sta avvenendo in tutti i Paesi industrializzati anche il Giappone sta
sperimentando il boom della pubblicità online, ossia su internet.
Secondo le stime della più grande agenzia di pubblicità giapponese, nell'anno 1999 la
pubblicità su internet (banner, sponsor box, ecc.) ha raggiunto la bella
cifra di oltre 200 milioni di Euro. Ciò rappresenta più del doppio rispetto all'anno precedente,
ma si prevede che il ritmo di crescita continuerà molto robusto anche per l'anno 2001, con un
aumento di quasi il 60% per un totale previsto di oltre 700 miliardi di lire.
Alcuni esperti di comunicazione pubblicitaria ritengono queste cifre ancora conservative,
suggerendo un raddoppio ogni anno, e
fanno notare che, se il ritmo di crescita avanza di questo passo, nel 2002 gli investimenti
pubblicitari in internet saranno pari a quelli della radio.
Le due maggiori agenzie di pubblicità, la Dentsu e la Hakuhodo, hanno da tempo creato strutture
ad hoc per catturare questo nuovo business emergente, offrendo contratti che "garantiscono"
un numero base di "contatti" (o hits). Infatti, aziende di alto livello come la Toyota e la
Panasonic pubblicizzano attualmente i loro prodotti di punta sul WEB tramite banner. Anche
le istituzioni finanziarie e le società di assicurazione, notoriamente molto conservatrici nella loro comunicazione,
hanno iniziato a pubblicizzare i loro nuovi prodotti sulla rete, sull'esempio di quanto
già fanno istituzioni straniere presenti in Giappone. Naturalmente, l'entrata
in campo di questi colossi con budget molto consistenti pone il problema della richiesta di un
buon posizionamento del banner e la ricerca di quei siti che si rivolgono soprattutto al pubblico
femminile che si ritiene sia il più sensibile alle innovazioni.
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LE VACANZE FANNO AUMENTARE I CONSUMI |
rif.:
52/2000 |
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I giapponesi si ritiene che siano dei forti lavoratori e che si prendano poche vacanze, il chè
è vero se si paragona alle nostre abitudini di chiusura totale nel mese di agosto e, quindi,
di 3-4 settimane di vacanze continuative.
Se tuttavia andiamo a guardare bene come stanno le cose, anche i giapponesi godono di lunghi
"ponti" che ormai in Italia sono diventati un ricordo. Uno dei ponti più lunghi dell'anno è
quello della Golden Week (la settimana d'oro) di cui abbiamo parlato a lungo nel numero del
5 maggio scorso.
Quest'anno il ponte è durato nove giorni e moltissimi ne hanno approfittato per prendersi un
periodo di vacanza, con ovvi benefici sui consumi. Gli economisti, infatti, attendono con
ansia i risultati statistici perchè gli indicatori di spesa durante questo ponte fanno
capire se i consumi saranno in ripresa o meno. Tra l'altro, la contrattazione aziendale per i
rinnovi contrattuali normalmente si conclude entro il mese di aprile e quindi il livello
di spesa durante questo ponte determina le aspettative di aumenti della busta paga e del
previsto buon andamento delle aziende.
Quest'anno, l'industria del tempo libero ha visto crescere le presenze in modo significativo
ma anche le vendite al dettaglio sono riuscite ad approfittare di questa situazione. Apparentemente,
infatti, le massaie giapponesi che tengono i cordoni della borsa sono state contagiate dal
modello di consumo delle "office ladies", il segmento giovane della popolazione abituato a
spendere ed a godersi la vita. Vorrà dire, per caso, che la recessione è finita?
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NUOVI PRODOTTI PER LA TV DIGITALE |
rif.:
53/2000 |
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E' abbastanza noto il fatto che le case giapponesi sono piccole; i megaschermi TV con il tubo
catodico fanno quindi fatica ad entrare nel salotto di una famiglia tipo. Lo sviluppo della
tecnologia, accoppiato a questa obiettiva situazione strutturale, hanno tuttavia fatto sì che
le grandi case produttrici di elettronica di consumo abbiano dedicato molti sforzi ed attenzione
verso lo sviluppo di apparecchi televisivi piatti, anche con schermi di grandi dimensioni.
La produzione si è divisa tra due filoni tecnologici: gli apparecchi con retro proiettore e
quelli a plasma. La differenza di prezzo tra le due tecnologie non è molto rilevante finchè
lo schermo non supera i 30 pollici. Per misure superiori fino a 50 pollici tuttavia, l'acquisto di
uno apparecchio TV con schermo a plasma comporta una spesa più che doppia rispetto ad un analogo
modello che utilizza l'altra tecnologia (circa 20 milioni di lire contro gli 8).
Alla fine dello scorso anno la JVC ha lanciato un apparecchio con schermo a 50
pollici e con una risoluzione video più che buona (1280 x 1280 pixel), utilizzando il sistema
di retroproiezione che si avvale di una speciale lampada che illumina gli elementi del circuito.
Le altre grandi società, Mitsubishi Electric, Hitachi e Sony hanno in programma il lancio di prodotti simili.
Se, come tutto fa ritenere, il mercato apprezzerà la qualità ed il buon rapporto prezzo/prestazioni,
allora l'anno 2000 rappresenterà un momento di sicura ripresa anche per questo settore
industriale di elettronica di consumo.
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CRESCE L'INTERESSE PER IL CAFFE' |
rif.:
54/2000 |
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Nella patria del thé, sta crescendo l'interesse per una bevanda tipicamente occidentale ossia il caffè(kohio).
A livello dei consumatori, tuttavia, le potenti multinazionali americane, come la
Starbucks, ed
europee, come la Nestlé, hanno preferito
iniziare con il caffè solubile (instant).
Tuttavia, il consumatore giapponese già dai primi Anni Novanta ha iniziato ad essere più
smaliziato e non ha gradito molto il
gusto un po' "sbiadito" del prodotto solubile rispetto a quello fatto fresco. Ecco quindi il
forte sviluppo dei kit del tipo percolato, cioè a caduta, per farsi il caffè da soli. Il
kit consiste in una dose di caffè macinato (non più di 8 grammi) chiusa ermeticamente per
preservare la freschezza; di un filtro di carta e di una tazza di cartone dove poggia il filtro
su cui si versa acqua calda. Una confezione contiene normalmente cinque porzioni e viene venduta
a circa 5.500 lire fino ad un massimo di 9.000, il che è molto poco per gli standard
giapponesi.
Come sempre succede nel mercato giapponese, quando un prodotto incontra il gusto dei consumatori
è subito boom. Attualmente, il 50% del mercato del caffè appartiene ai kit e l'altra metà ai
consumi domestici. Tutti i produttori stanno facendo notevoli sforzi per "catturare" il segmento
giovane.
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MAGGIORE ATTENZIONE ALL' ECOLOGIA |
rif.:
55/2000 |
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Il Giappone, al contrario dell'Italia, è un'isola e fin qui è una osservazione banale;
meno banale diventa tuttavia se si pensa al problema di come e dove eliminare i residui
prodotti dall'industria, ma anche dalle catene alimentari e dalla ristorazione.
Il Governo, conscio della difficoltà di essere sommersi dai residui della lavorazione di frutta e verdura,
sta mettendo a punto una legge che sancirà nel 2001 l'obbligo per il settore dei servizi a
riciclare i rifiuti organici prodotti dalle singole strutture. Nell'attesa, molti
supermercati (come la catena Daiei) e
ristoranti (tra tutti la McDonald's) stanno iniziando ad utilizzare dei sistemi per il
riciclo che trasforma i residui organici in "compost" utilizzabile in agricoltura come concime
organico, da solo o mischiato con letame.
Se si guarda alle cifre, il problema assume una dimensione di tutto rispetto. Secondo una ricerca del
Ministero dell'Agricoltura giapponese infatti, il settore servizi alimentari ha prodotto la spettacolare
cifra di oltre 6 milioni di tonnellate di prodotti vegetali residuali nel 1996. Il problema,
tuttavia, si presenta per quei piccoli ristoranti e negozio di frutta e verdura che producono una quantità minima
giornaliera e che non trovano conveniente installare un costoso apparecchio per il riciclo,
né a pagare per disfarsi della produzione giornaliera. A questo proposito,
l'Associazione nazionale dei ristoratori sta sperimentando nuove tecniche per abbassare i costi
in vista dell'entrata della legge. Questa maggiore attenzione e sensibilità del legislatore
giapponese e degli operatori agli aspetti tecnologici ed
ai problemi del riciclo può rappresentare una ottima opportunità per le aziende italiane
del ramo.
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