| ITALIANI IN GIAPPONE |
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Intervista al Dottor
Domenico Cantatore,
importatore di prodotti italiani
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Domenico
Cantatore e' uno degli imprenditori italiani con maggiore
anzianita' di presenza nel mercato giapponese, essendo
arrivato qui per la prima volta negli Anni Sessanta quando
il Giappone certamente non era quella potenza che e' poi
diventata. Pur avendo vissuto cosi' a lungo in questo
Paese, ed avendone sperimentato sulla propria pelle il
rapido sviluppo e la lunga recessione di questi ultimi
anni, non ha assolutamente perso la sua "italianita'"
e la sua verve di meridionale, anzi di pugliese.
Volentieri ha risposto alle nostre domande.
JIBO:
Da quale area geografica proviene e da quanto tempo vive
in Giappone?
Dott.
Cantatore: Sono di Bari e risiedo in
Giappone da 37 anni,
essendo arrivato con una borsa di studio per studiare all'Universita'
di Kyoto nell'ormai lontano 1965.
JIBO:
Quando e' stata costituita la Vostra Azienda in Giappone e
che forma giuridica ha attualmente?
Dott.
Cantatore: L'azienda di cui sono
Presidente, la Memo's Co.Ltd è stata costituita nel 1970
con capitale italiano nella forma di società a
responsabilità limitata prima e, dopo un successivo
aumento di capitale, trasformata poi in "Kabushiki
Kaisha", l'equivalente cioè delle SpA italiane.
Con sede ad Osaka e filiali aTokyo e Fukuoka, si occupa
dell' importazione e distribuzione di prodotti italiani ed
europei.
Ha un volume di affari annuo che oscilla tra i 14 ed i 18
milioni di $ americani, con circa 50 dipendenti(come
gruppo); includendo i tre ristoranti, sei negozi di
abbiglimento, ed una struttura di "cash & carry",
il numero dei dipendenti diretti supera le cento unità,
con un fatturato molto maggiore.
JIBO:
Per quale motivo la vostra Azienda si e' stabilita in
Giappone?
Dott.
Cantatore: Nessuno, in particolare.
Essendo arrivato con una borsa di studio per studiare
all'Università di KYOTO ho trovato possibile in quel
momento sfruttare la possibilita' di importare prodotti
alimentari dal mio Paese e, in particolare, dalla Puglia
dove ho ancora tanti amici. A quell'epoca, il made in
Italy, sepcie nell'alimentare, non era cosi' conosciuto e
di moda come adesso; ho dovuto quindi faticare non poco...
.
JIBO:
Quali difficolta' ha incontrato in questo mercato?
Dott.
Cantatore: Anzitutto l'essere STRANIERO.
Ripeto, negli Anni Settanta gli italiani residenti in
Giappone erano pochissimi, perlopiu' religiosi, ed il
Giappone era molto chiuso, tutto concentrato su stesso per
emergere come ha poi fatto.
JIBO:
Come siete organizzati sul territorio (distribuzione,
marketing, logistica)?
Dott.
Cantatore: I settori merceologici in
import sono i seguenti:
PASTE ALIMENTARI, OLIO D'OLIVA, SUGHI PRONTI,ACETO
BALSAMICO, POMODORI PELATI, PRODOTTI
CONSERVATI(carciofini, olive, funghi etc), VINI, GRAPPE,
MARSALA .ABBIGLIAMENTO DA DONNA(maglieria,capi
spalla,accessori), CALZATURE, BORSE, MOBILI ED ARREDI DA
GIARDINO, CUCINE COMPONIBILI, MARMI, ATTREZZATURE ED
ACCESSORI PER LA TERZA ETA', BICICLETTE E SCOOTERS
ELETTRICI.
Importiamo direttamente aprendo noi stessi le lettere di
credito. Abbiamo circa 30 venditori diretti (abbigliamento
e alimentari) avvalendoci per i vini e gli alimentari di
magazzini in affitto (climatizzati durante il periodo
estivo per il vino).
Del gruppo fanno anche parte i seguenti ristoranti, che
però hanno una diversa ragione sociale.
RISTORANTE ITALIANO COLOSSEO di Osaka, inaugurato nel 1982
ed insignito del riconoscimento "CIAO ITALIA",
conferito dal Presidente della Repubblica ON. Scalfaro. Il
ristorante è il più"vecchio" ristorante
italiano di Osaka ed è posizionato al centro della città,
avendo una capacità di oltre 60 coperti.
RISTORANTE ITALIANO COLOSSEO di Fukuoka (città di 2
milioni di abitanti nel sud del Giappone).Questo locale è
stato inaugurato 15 anni orsono,ed è centralmente locato,
disponendo di 70 coperti.
PIZZERIA LO SCOGLIO, situata al decimo piano del grande
magazzino HANSHIN, che è nella piazza antistante la più
importante stazione di Osaka.
JIBO:
Qual'e' stato il trend delle vendite e cosa prevedete per
il futuro prossimo in questo periodo di recessione?
Dott.
Cantatore: Prevediamo una crescita per le
scarpe ed abbigliamento nel nostro caso, avendo centrato
il segmento richiesto dal mercato. In contrazione invece
il vino e gli alimentari, a causa della fortissima
recessione e per via del crescente trend di "mangiare
a casa" dovuto alla contrazione dei redditi e
sopratutto all'incertezza per il futuro. I soldi non
mancano, ma non girano.
JIBO:
Come vi siete organizzati con il personale locale e quali
rapporti interpersonali avete?
Dott.
Cantatore: Posso dire che i rapporti
interpersonali sono sempre difficilissimi, nonostante io
parli correntemente il giapponese e che risiedo in questo
Paese da moltissimi anni.
JIBO:
Secondo Lei, cosa attira i clienti giapponesi verso i
Vostri prodotti?
Dott.
Cantatore: Essenzialmente il fatto che
siano scelti "secondo i loro gusti". Questo e'
un aspetto che intendo sottolineare e che e' estremamente
importante capire. Molte volte, le aziende italiane che
entrano in questo mercato ragionano con "occhi
occidentali" e non colgono le sfumature importanti.
JIBO:
Infine, quali consigli darebbe agli imprenditori italiani
interessati ad inserirsi in questo grande mercato?
Dott.
Cantatore: Poche, ma importanti regole.
Innanzitutto, l'importanza di essere PRESENTI: il mercato
lo richiede, anzi lo impone!. Aver pazienza, capire e
conoscere il sistema distributivo (oppure affidarsi a
persone e\o aziende che effettivamente lo conoscano).
Domenico
Cantatore, detto Memo per gli amici, e' una persona che
diventa subito simpatica, pur avendo acquisito una certa
riservatezza e rispetto per il prossimo di stampo
giapponese. La sua preziosa esperienza di imprenditore di
successo ed umana ne fanno un modello per gli operatori
italiani che intendono muoversi in quel mercato. Vive e
lavora ad Osaka, citta' prettamente commerciale, molto
differente anche nell'idioma tipico da Tokyo, forse un po'
simile al nostro Sud.
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