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MERCATI - ITALIANI IN GIAPPONE  (mensile) 5 aprile 2001  
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 ITALIANI IN GIAPPONE

Intervista al Dottor Maurizio Accinni,

direttore dell’Ufficio di Rappresentanza di BNL a Tokyo 


JIBO:  Lei da quale area geografica italiana proviene e da quanto tempo vive in Giappone?

 

Dott. Accinni:  Sono nato a Catania, ma dall’età di 5 anni ho vissuto ed ho studiato a Roma, laureandomi in legge.  Dopo un periodo di pratica legale, sono entrato in BNL nel 1979.

Dal settembre 1993, ricopro il ruolo di direttore dell’Ufficio di Rappresentanza di BNL a Tokyo, dopo periodi di lavoro in Cina, Stati Uniti e, naturalmente, Italia.

JIBO:  Quando ha aperto il Vostro Ufficio e quali funzioni svolge?

Dott. Accinni:  La BNL ha aperto l’Ufficio di Rappresentanza nel settembre del 1983.  Sinteticamente questo Ufficio ha il compito, da un lato di promuovere affari e sviluppare relazioni con controparti finanziarie, dall’altro di monitorare l’andamento economico-finanziario di Giappone, Corea, Taiwan e Filippine.

JIBO:  Quale è il ruolo del Giappone nella strategia di BNL?

Dott. Accinni:  L’apertura ed il mantenimento dell’Ufficio nella sua attuale struttura di Rappresentanza si inserisce in una strategia di ottimizzazione delle risorse che vede BNL presente in Asia con due filiali, a Singapore ed Hong Kong, operative in finanziamenti societari e nel mercato dei capitali, ed una rete di rappresentanze in Cina, India, Australia con compiti di marketing e controllo di rischi “paese”.

Essere presenti in Giappone, significa seguire, in prima persona, l’evoluzione della seconda potenza economica mondiale cogliendone i rischi e, soprattutto, le possibili opportunità per la nostra clientela e per il collocamento dei prodotti e servizi della nostra banca.

JIBO:  Ha assistito a qualche cambiamento in questo Paese?

Dott. Accinni:  Rispetto ai primi anni della mia permanenza è mutato, in parte, l’atteggiamento di chiusura di società giapponesi nei confronti delle banche estere ed anche il processo di “deregolamentazione” del settore finanziario (il cd. “Big Bang”) avviato dal Governo, da circa 3 anni, ha aperto spazi di business potenziali prima impensabili.

Inoltre, la difficoltà a modernizzare mentalità e modelli di business, da parte di gran parte delle banche e società locali, ha fatto crescere l’interesse di personale, neolaureato o già nel mondo del lavoro, verso società non giapponesi, ampliando le possibilità di trovare personale locale professionalmente qualificato.

Maggiori elementi di concorrenzialità e la crisi del settore immobiliare hanno favorito, in generale, un certo contenimento dei costi per una presenza a Tokyo.

Restano alcune difficoltà, legate alla cultura del paese, quali scarsa flessibilità, tempi decisionali lunghi, poca trasparenza ed una diffusa percezione di incertezza sulla direzione, anche politica, del Giappone.

Ho notato, invece, nel corso di questi anni, un crescente apprezzamento nei confronti dell’Italia per la capacità dimostrata nel riequilibrio della situazione economica e per l’ingresso, a pieno titolo, nei paesi Euro.

JIBO:  Come è organizzato l’Ufficio?

Dott. Accinni:  Il personale dell’Ufficio conta su altre due persone, giapponesi, entrambe donne, una delle quali parla anche l’italiano.  L’efficienza e professionalità personale viene coadiuvata dall’uso di aggiornati strumenti tecnologici.  Siamo, per prendere a prestito l’immagine del logo della BNL, come una piccola barca a vela, dotata di moderni strumenti di navigazione, che cerca di muoversi in mari volubili, dove ognuno ha il suo ruolo, ma ciascuno è complementare all’altro.

JIBO:  Quali prospettive vede per il futuro della Vostra attività?

Dott. Accinni:  Paradossalmente, ma non tanto, i momenti di difficoltà del settore bancario locale hanno aperto e possono aprire spazi per le banche estere in settori quali i finanziamenti a società e la canalizzazione di risparmio verso investimenti obbligazionari o azionari esteri.  In quest’ottica, il rafforzamento dell’Euro, sulla scia di buoni indicatori economici dell’Europa può favorire il collocamento di prodotti e servizi di BNL in tale valuta.  Siamo poi sempre interessati a seguire la nostra clientela che desidera entrare o allargare la propria presenza nei paesi asiatici ed a rafforzare il nostro ruolo di banca di tramitazione per i flussi commerciali da e per l’Italia.

JIBO:  In base alla Sua esperienza, quali consigli darebbe agli imprenditori italiani interessati ad inserirsi in questo grande mercato?

Dott. Accinni: Ritengo di poter dire che sia necessaria una convinzione ed una proiezione strategica di medio-lungo termine.  Preparazione e presenza sul campo, pazienza ed insieme determinazione e perseveranza sono le doti necessarie nella cultura personale ed aziendale di chi voglia avere possibilità di successo qui.

Il Giappone è un mercato diverso da quelli di altri paesi asiatici, richiede prodotti di alta qualità, attenzione ai dettagli ed al “post vendita”.  I margini di reddito possono essere interessanti, ma nell’ultimo periodo, anche a causa delle incertezze economiche, il consumatore giapponese è diventato più attento al rapporto qualità/prezzo.  Un altro aspetto che suggerirei di considerare, in momenti di volatilità dei cambi, è di gestire i flussi di tesoreria con adeguati strumenti di copertura dei rischi.

Penso che l’imprenditoria italiana debba cercare di trovare più occasioni per presentarsi come “sistema Paese” sia pur nelle sue differenziate articolazioni.  Ed in questa ottica il nostro Ufficio vuole essere un punto di riferimento, con l’auspicio di poter contribuire a creare nuove presenze di aziende italiane in Giappone o giapponesi in Italia. 

 

BNL a Tokyo

e-mail: bnl@iccj.or.jp

 

 

 



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