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MERCATI - DAL MONDO DI...  (mensile) 5 aprile 2001  
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 DAL MONDO DI ...  ALIMENTARI UNA GOLOSITA' GIAPPONESE:  I FUNGHI

I giapponesi sono pazzi per i funghi: pochi se ne rendono conto ma i funghi sono una delle specialita’ piu’ amate da parte del consumatore giapponese. E sono carissimi, soprattutto alcune varieta’ come il matsutake. Addirittura, quando arriva la stagione adatta, alla radio ed alla TV annunciano l’immissione su mercato dei primi prodotti ed il relativo prezzo al mercato (questa abitudine si chiama hatsunomo): si possono verificare prezzi simili a quelli dei nostri tartufi!. Non e’ difficile, quindi, trattandosi di una primizia che si spuntino anche 6.000 yen l’etto per i migliori pezzi (va moltiplicato per 17.5 lire al cambio attuale); questa quotazione e’ stata presa da un negozio di Kyoto che fa anche vendita via internet a lotti di 500 grammi in autunno, il periodo naturale del prodotto. Il prezzo dipende moltissimo dalla localita’ dove e’ stato colto il fungo; se viene dalla Cina o dalla Corea, il matsutake e’ stranamente meno saporito e profumato; quindi costa meno perche’ si capisce che ha una qualita’ inferiore. Se pertanto, nel linguaggio comune, si vuole far riferimento a qualche cosa di costoso, allora si prende ad esempio questa varieta’ di funghi (… e’ caro come il matsutake!).

 

Chi ha assaggiato questo fungo, e non sono molti in Giappone, paragona il suo sapore a qualcosa di divino! Ne basta un pezzo piccolo per dare sapore a tutta la pietanza.  Solo i ristoranti piu’ prestigiosi lo portano nel menu. Quindi questo prodotto, cosi’ come succede per gli altri tipi di funghi, viene spesso usato come prodotto-regalo; e’, infatti, un’abitudine generalizzata di fare/portare un regalino (omiyage) quando si fa una visita ad amici/parenti o per motivi di lavoro. Piu’ e’ importante il personaggio che si va a trovare e, naturalmente, piu’ si sceglie una varieta’ di funghi costosa, dipendendo dalla stagione. Anche nel caso di visite a malati o ai parenti di qualcuno deceduto si usa portare un regalino, ma non i funghi in questa occasione. 

 

Anche l’altra varieta’ piu’ conosciuta e popolare, lo shitake (tipo che assomiglia vagamente al pinarolo), viene venduto fresco; attualmente 100 grammi di questo fungo costano al mercato 150-160 yen per un prodotto di buona qualita’. Non c’e’ paragone, quindi, con l’altra varieta’. E se ne consumano tanti in Giappone: gli ultimi dati disponibili del JETRO danno un quantitativo di oltre 1.2 kili pro capite nell’anno 1998 per il consumo familiare. Altra cosa e’ il consumo al ristorante che conta per un altro 30% del totale dei consumi. Stimiamo, quindi, un consumo (in lievissimo aumento nel tempo) di quasi 2 kili l’anno pro capite di questa varieta’. Ma altri tipi sono abbastanza popolari ed a buon mercato: per esempio, shimeji e maitake i cui consumi sono in crescita perche’ hanno un prezzo conveniente e sono facili da cucinare.

 

Oltre a quanto detto precedentemente, va sottolineata la grande importanza del prodotto secco, in particolare lo shitake, nella cucina giapponese. L’origine e’ infatti cinese ed il prodotto viene utilizzato soprattutto nelle minestre e nei piatti di verdura cotta. Il costo e’ abbastanza accessibile: attualmente si trova shitake di prima qualita’ al mercato per 1.000 Yen l’etto, mentre la seconda scelta viene venduta tra i 500 ed i 600 Yen. La terza scelta scende addirittura a 300Yen. Questo per il prodotto di origine giapponese. Per quello importato dalla Cina si arriva a 100Yen l‘etto (ossia meno di 18mila lire al kilo) che e’ fin troppo ragionevole per un Paese come il Giappone. L’unico problema sta nel fatto che sembra che ci sia una grande differenza di sapore e qualita’ tra i due funghi e che si possano riconoscere facilmente l’uno dall’altro, anche senza avere palati sofisticati.

 

E veniamo ai nostri funghi italiani. Tutti i giapponesi che hanno assaggiato i nostri porcini convengono che il prodotto e’ buonissimo e validissimo per i loro gusti. Soltanto che e’ difficilissimo trovarne nei negozi, salvo quelli che vendono specialita’ ricercate nelle grandi citta’ come Tokyo ed Osaka, e che i prezzi sono altissimi (per i passaggi numerosi nell’ambito della distribuzione). E poi c’e’ un altro problema: come si cucinano questi funghi??? Quindi viene spontaneo suggerire ai produttori italiani di insistere molto con i loro prodotti ma di allegare alla confezione una o piu’ ricette di cucina (evitando magari il risotto ai funghi perche’ difficilmente si trova il riso da risotto in Giappone e poi il riso e’ utilizzato al posto del pane). Infine, data l’inveterata abitudine giapponese di fare regalini, cosa c’e’ di meglio nell’anno di Italia in Giappone 2001 che portare una confezione regalo (sufficientemente lussuosa) di “funghi italiani”?

 

La Redazione di Tokyo


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