|
In
tutto l'Oriente, ma soprattutto in Giappone, il
regalino (omiyage, in giapponese) è
un'abitudine sacra e consacrata. Tutte le
occasioni sono buone per portare, e ricevere, un
regalino. Il regalino non deve essere
necessariamente significativo; certo dipende
dall'importanza della persona a cui farlo, ma è
importante cercare di regalare qualcosa di
interessante che si integri bene con la
personalità di chi lo riceve.
Questa
regola del regalino vale anche nel mondo degli
affari: non c'è visita di lavoro che non comporti
il suo bravo scambio di omiyage tra gli
interlocutori, specie se ci si incontra per la
prima volta e, soprattutto, se l'incontro è con i
gaijin, cioe' gli stranieri (che siamo
noi)! Chi ha avuto a che fare con giapponesi per
motivi di lavoro si è reso conto di questa
simpatica abitudine. E si rimane molto male se da
parte nostra non abbiamo preparato nulla e
riceviamo soltanto. Guai poi se andiamo in
Giappone ed andiamo a far visita ai nostri
interlocutori giapponesi i quali, in un certo
senso, si aspettano di ricevere un regalino dal
proprio visitatore straniero, che viene da
"aldilà del mare".
Programmando
una visita di lavoro in Giappone, la prima cosa da
fare quindi, oltre agli immancabili biglietti da
visita possibilmente bilingua (vedi un nostro
precedente articolo), ci sono i regalini, che -
ripeto - non devono essere necessariamente vistosi
od importanti. Anche specialità alimentari,
cioccolatini, dolcetti, prodotti tipici, vanno
benone, magari con una piccola spiegazione (in
inglese) di cosa sono, dove sono fatti ed
eventualmente come si mangiano. Piccole curiosità
vanno anche bene, meglio se caratterizzanti
l'Italia o che identificano il vostro luogo di
provenienza. Le solite cravatte , specie se
firmate, vanno benone (sono per situazioni
importanti perchè in Giappone quelle importate
dall'Italia costano molto) e sono moltissimo
apprezzate perché made in Italy. Piccoli
articoli in pelle, qualche oggetto in seta, gusto
italiano riconoscibile, tutto va bene.
In
Giappone, confezionare i pacchetti è un rito.
Dovunque andrete a fare shopping noterete
l'abilità diabolica delle commesse nel preparare
il vostro pacchettino a regola d'arte. Sarà forse
che fin da piccoli sono abituati a fare origami,
ma il vostro pacchetto sarà perfetto! Noi non
siamo così bravi, purtroppo, e tutti nostri
regalini dopo un così lungo viaggio in valigia
appaiono, ahimè, un po' stropicciati. La forma
esteriore in Giappone conta moltissimo. Che fare
allora? Beh, una regoletta non scritta suggerisce
di portarsi i regalini non incartati e farseli
incartare in Giappone. Molti alberghi offrono
anche questo servizio, ma anche qualche grande
magazzino o negozio specializzato (chiedete al
portiere dell'albergo per un utile suggerimento)
possono farlo per voi ad un prezzo modico. Quindi
... .
Dopo
tutte queste premesse ci si domanda con
apprensione: ma quanti regalini ci si deve portare
in Giappone? Il suggerimento è: meglio abbondare
perché non si sa mai. Intanto, ogni visita di
lavoro comporta almeno un omiyage, che va
dato generalmente al più alto in grado, alla fine
della visita, cioè al momento dei saluti. Uno
basta per tutto il gruppo a meno che non si voglia
strafare e dare un regalino al numero 2 e 3 della
delegazione giapponese. Poi, ci possono essere
incontri imprevisti, anche non di lavoro. I
giapponesi a casa loro non vi inviteranno mai,
salvo casi eccezionalissimi; quindi non c'è
pericolo di dover fare regalini alla signora.
Però, se siete abbastanza in confidenza col
vostro interlocutore, potete anche regalare
qualcosa di adatto per la donna. Niente di molto
impegnativo, però.
Cosa
fare se una delegazione giapponese viene invece in
visita da voi in Italia? La procedura non cambia.
Si riceve e si regala, così come si fa in
Giappone. Normalmente, le aziende giapponesi di
una certa dimensione mandano il loro presidente
che invariabilmente verrà accompagnato da un
assistente/segretario, il quale (possibilmente) si
sarà preventivamente informato dei gusti
dell'interlocutore italiano e quindi acquista e
porta fisicamente il regalino . Se sbaglia, la sua
carriera è in grave pericolo. Gli italiani non
sono così rigidi, per fortuna dei nostri
assistenti, ma non devono assolutamente
sottovalutare l'importanza del omiyage,
quando si tratta di affari con il Giappone. |