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A
chi va in Giappone per lavoro certamente
capiterà, presto o tardi, di rimanere
anche un week-end; allora, un buon
suggerimento e’ di pernottare – invece
che nel solito albergo all’occidentale
– in un ryokan! Il termine non
deve spaventare: si tratta di un albergo
in vero stile giapponese. Chi c’è
già stato vi dirà che e’
un’esperienza indimenticabile, che vale
la pena di provarla… almeno per un
weekend.
Dunque,
per alloggiare in un ryokan vanno seguite
alcune “regolette”, altrimenti e’ meglio
restare nell’albergo dove siete. Queste regole
non sono cervellotiche ma dettate dalla situazione
ambientale del ryokan, cioè di come e’
fatto questo antico albergo giapponese. Per prima
cosa, entrando in un ryokan, ci si toglie
le scarpe e si lasciano all’ingresso; troverete
pronte delle pantofole fornite gentilmente dal
gestore, forse anche della vostra misura. Ma non
basta! Una volta davanti alla vostra stanza,
dovrete togliervi anche quelle perchè in effetti
camminerete sul… vostro letto. La stanza e’,
infatti arredata molto spartanamente per i nostri
gusti; subito vi domanderete: ma dove dormirò
stanotte? La risposta e’: proprio lì per terra
sulle stuoie, chiamate tatami, dove una
simpatica cameriera al momento di andare a dormire
deporrà un specie di materasso abbastanza
confortevole, il futon. Il bello e’ che,
se non state attenti, crederete che la cameriera
materializzi dal nulla questo famoso futon.
Invece no. Le stanze da letto giapponesi, anche
quelle in case private di tipo un po’
tradizionale, sono piene di buchi e buchetti
nascosti sul pavimento o nelle pareti; una
pressione del dito e, voilà! si apre un
nascondiglio piuttosto capace dove ne esce questo
materasso. E tante altre cose.
Per
rendervi la vita confortevole, almeno nella vostra
stanza, il gestore fornisce di regola lo yukata,
ossia una vestaglia da camera generalmente di
cotone. Attenzione però: lo yukata non
e’ da asporto! Quando si lascia il ryokan
e’ buona regola lasciare questa vestaglia a chi
appartiene, cioè al gestore. In qualche albergo,
anche di tipo occidentale, lo yukata,
specie se di fattura fine e con bei colori, viene
messo in vendita per l’ospite che lo desidera.
Bene.
Ci siamo più o meno adattati alla stanza e alla
sua spartanità; ci siamo messi la vestaglia
giapponese. Adesso e’ l’ora di farsi un bel
bagno rilassante. Normalmente, i giapponesi
prendono il bagno la sera tardi, proprio prima di
andare a dormire. Noi seguiamo le nostre abitudini
occidentali e facciamo il bagno quando ci aggrada,
magari nel pomeriggio dopo esserci installati nel ryokan.
Che succede, allora? Si va nel bagno, che –
piccolo particolare – e’ comune ed e’
proprio una stanza da bagno. Per le altre necessità,
infatti, si va in un altro posto, cioè nella
toilette. Allora, per prima cosa ci si rende conto
che dobbiamo cambiar ancora pantofole ed usare
quelle fatte apposta per il bagno, sempre
gentilmente fornite dal gestore. Poi si scopre, ad
esempio, che la vasca da bagno e’ piccola ed
alta, cioè ci si immerge totalmente fino al
collo, per una deliziosa sensazione di relax. Ma
non, sottolineiamo, non ci si insapona dentro la
vasca. In tempi non tanto lontani, e probabilmente
ancora adesso in qualche zona rurale, il bagno
serale e’ un fatto di famiglia. Cioè, prima si
immerge il capofamiglia, poi il primogenito
maschio, poi via via tutti gli altri membri.
Capirete cosa vorrebbe dire se tutti si lavassero
dentro così poca acqua… Ci si insapona, quindi,
fuori della vasca e ci si sciacqua anche fuori
della vasca, dove tutto e’ organizzato per
questa funzione. C’è, infatti, uno sgabello, un
tubo per lavarsi e sciacquarsi e il pavimento e’
fatto apposta per far scolare l’acqua insaponata
di lavaggio. Fatto tutto ciò, ci si infila dentro
il bagno, ma… attenzione! Rischiate ustioni di
terzo grado in quanto il bagno i giapponesi lo
fanno veramente bollente. Mettete, quindi, la
punta del vostro piede per assicurarvi che la
vostra pelle e la vostra salute restino al sicuro.
Infine,
dopo tutte queste emozioni, avrete una fame da
lupo. Bene, chiedete dov’è la sala da pranzo e
vi accorgete con orrore che non c’è: come mai?
Ma e’ semplice; in un ryokan i pasti sono
serviti in camera. In qualche raro caso, la
colazione viene servita in una specie di sala
comune. Allora, da bravi, ordinate la cena che sarà
immancabilmente in stile giapponese. Oramai, però
ci avrete fatto l’abitudine ed apprezzerete
tutti colori, la bellezza e la disposizione delle
stoviglie, i sapori diversi, alcuni ottimi altri
che vi lasceranno perplessi. E sarete finalmente
felici di aver fatto la vostra prima esperienza in
un ryokan!
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