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L'ORA DEL THE'  (quindicinale) 5 febbraio 2001  
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 BUSINESS HINTS
Il ryokan: una nuova esperienza

 

A chi va in Giappone per lavoro certamente capiterà, presto o tardi, di rimanere anche un week-end; allora, un buon suggerimento e’ di pernottare – invece che nel solito albergo all’occidentale – in un ryokan! Il termine non deve spaventare: si tratta di un albergo in vero stile  giapponese. Chi c’è già stato vi dirà che e’ un’esperienza indimenticabile, che vale la pena di provarla… almeno per un weekend.

Dunque, per alloggiare in un ryokan vanno seguite alcune “regolette”, altrimenti e’ meglio restare nell’albergo dove siete. Queste regole non sono cervellotiche ma dettate dalla situazione ambientale del ryokan, cioè di come e’ fatto questo antico albergo giapponese. Per prima cosa, entrando in un ryokan, ci si toglie le scarpe e si lasciano all’ingresso; troverete pronte delle pantofole fornite gentilmente dal gestore, forse anche della vostra misura. Ma non basta! Una volta davanti alla vostra stanza, dovrete togliervi anche quelle perchè in effetti camminerete sul… vostro letto. La stanza e’, infatti arredata molto spartanamente per i nostri gusti; subito vi domanderete: ma dove dormirò stanotte? La risposta e’: proprio lì per terra sulle stuoie, chiamate tatami, dove una simpatica cameriera al momento di andare a dormire deporrà un specie di materasso abbastanza confortevole, il futon. Il bello e’ che, se non state attenti, crederete che la cameriera materializzi dal nulla questo famoso futon. Invece no. Le stanze da letto giapponesi, anche quelle in case private di tipo un po’ tradizionale, sono piene di buchi e buchetti nascosti sul pavimento o nelle pareti; una pressione del dito e, voilà! si apre un nascondiglio piuttosto capace dove ne esce questo materasso. E tante altre cose.

Per rendervi la vita confortevole, almeno nella vostra stanza, il gestore fornisce di regola lo yukata, ossia una vestaglia da camera generalmente di cotone. Attenzione però: lo yukata non e’ da asporto! Quando si lascia il ryokan e’ buona regola lasciare questa vestaglia a chi appartiene, cioè al gestore. In qualche albergo, anche di tipo occidentale, lo yukata, specie se di fattura fine e con bei colori, viene messo in vendita per l’ospite che lo desidera.

Bene. Ci siamo più o meno adattati alla stanza e alla sua spartanità; ci siamo messi la vestaglia giapponese. Adesso e’ l’ora di farsi un bel bagno rilassante. Normalmente, i giapponesi prendono il bagno la sera tardi, proprio prima di andare a dormire. Noi seguiamo le nostre abitudini occidentali e facciamo il bagno quando ci aggrada, magari nel pomeriggio dopo esserci installati nel ryokan. Che succede, allora? Si va nel bagno, che – piccolo particolare – e’ comune ed e’ proprio una stanza da bagno. Per le altre necessità, infatti, si va in un altro posto, cioè nella toilette. Allora, per prima cosa ci si rende conto che dobbiamo cambiar ancora pantofole ed usare quelle fatte apposta per il bagno, sempre gentilmente fornite dal gestore. Poi si scopre, ad esempio, che la vasca da bagno e’ piccola ed alta, cioè ci si immerge totalmente fino al collo, per una deliziosa sensazione di relax. Ma non, sottolineiamo, non ci si insapona dentro la vasca. In tempi non tanto lontani, e probabilmente ancora adesso in qualche zona rurale, il bagno serale e’ un fatto di famiglia. Cioè, prima si immerge il capofamiglia, poi il primogenito maschio, poi via via tutti gli altri membri. Capirete cosa vorrebbe dire se tutti si lavassero dentro così poca acqua… Ci si insapona, quindi, fuori della vasca e ci si sciacqua anche fuori della vasca, dove tutto e’ organizzato per questa funzione. C’è, infatti, uno sgabello, un tubo per lavarsi e sciacquarsi e il pavimento e’ fatto apposta per far scolare l’acqua insaponata di lavaggio. Fatto tutto ciò, ci si infila dentro il bagno, ma… attenzione! Rischiate ustioni di terzo grado in quanto il bagno i giapponesi lo fanno veramente bollente. Mettete, quindi, la punta del vostro piede per assicurarvi che la vostra pelle e la vostra salute restino al sicuro.

Infine, dopo tutte queste emozioni, avrete una fame da lupo. Bene, chiedete dov’è la sala da pranzo e vi accorgete con orrore che non c’è: come mai? Ma e’ semplice; in un ryokan i pasti sono serviti in camera. In qualche raro caso, la colazione viene servita in una specie di sala comune. Allora, da bravi, ordinate la cena che sarà immancabilmente in stile giapponese. Oramai, però ci avrete fatto l’abitudine ed apprezzerete tutti colori, la bellezza e la disposizione delle stoviglie, i sapori diversi, alcuni ottimi altri che vi lasceranno perplessi. E sarete finalmente felici di aver fatto la vostra prima esperienza in un ryokan!

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