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MERCATI - DAL MONDO DI...  (mensile) 5 febbraio 2001  
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 DAL MONDO DI ...  GIOIELLERIA

Gli artigiani e il mercato giapponese


 

L’International Jewellery di Tokyo si sta avvicinando, la fiera più importante del settore in Giappone organizzata dalla Japan Jewellery Association dove è possibile trovare non solo prodotti di gioielleria, ma anche orologeria,  macchinari per l’industria orafa ed ogni tipo di servizio collegato al settore.

Nel 2000 gli espositori sono stati 782, per lo più giapponesi e l’afflusso totale di visitatori, ovvero operatori del settore, nelle tre giornate è stato pari a 30442.

 

La fiera potrebbe essere un’ottima occasione per molti operatori italiani per affacciarsi sul mercato giapponese, ma la distanza (geografica e culturale) e l’investimento richiesto rappresentano una forte barriera che spesso viene considerata un ostacolo insormontabile specie dalle piccole imprese che per questi motivi rinunciano a priori ad avvicinarsi al mercato giapponese.

 

Non tutti però la pensano allo stesso modo, fra di loro c’è anche chi guarda con attenzione al mercato giapponese e ne progetta l’ingresso anche sfruttando le numerose iniziative proposte durante il 2001, l’anno Italia-Giappone. Riccardo Pietro Visentin, Vice Presidente di Confartigianato Orafi – Lombardia, proprietario della Visentin Riccardo Gioielli di Albizzate (Varese) e del marchio Sentimento gioielli evidenzia come possa valere la pena di avvicinarsi per piccoli passi al mercato giapponese, soprattutto per chi, come lui, abbia una produzione molto vicina al gusto giapponese.  Le rifiniture ed il design, la cura e lo spirito creativo, l’artigianalità rappresentano i vantaggi competitivi della produzione italiana sul mercato giapponese che devono essere adeguatamente valorizzati.

 

La Visentin Riccardo Gioielli produce pezzi unici e piccole serie dal 1989 e grazie alla ventennale esperienza nel campo dei preziosi, offre anche importanti servizi pre e post vendita, compresa la possibilità di realizzare un gioiello direttamente dal disegno del committente.

 

Il Giappone rappresenta per l’azienda uno dei mercati chiave su cui focalizzare l’attenzione insieme al Nord America e all’Europa, in particolare alla Germania ed alla Scandinavia.

 

«Certamente la distanza e la mancanza di controllo sul mercato rappresentano dei deterrenti – continua Visentin – ma non impediscono di testare i propri prodotti su un mercato così diverso rispetto a quello occidentale». Alcune aziende inoltre preferiscono non affrontare il mercato giapponese soprattutto per l’alta probabilità con cui si verifica il reso merce nel caso di prodotto non conformi al campione. In realtà come evidenziato da Visentin «spaventa ciò che non si conosce, ma se ci sono delle caratteristiche da rispettare a livello produttivo, è sufficiente conformarsi ad esse per riuscire a garantire il livello qualitativo ritenuto accettabile dal mercato giapponese, anche se questo può comportare un aggravio di costi produttivi».

 

E’ importante, prima di avviare qualunque investimento sul mercato nipponico, anche solo a livello di esportazione indiretta attraverso una trading company, valutare se la propria produzione e quali pezzi della collezione possano adattarsi ai gusti del consumatore.

Una volta identificati i pezzi potenzialmente più interessanti per il mercato giapponese una prima fonte informativa è rappresentata dalle Camere di Commercio. Attraverso i Centri Esteri delle Camere di Commercio e le Camere di Commercio Internazionali si può ottenere l’aiuto necessario per avviare i primi contatti.

 

«Per i piccoli imprenditori artigiani – sottolinea Visentin – è ideale poter partecipare a delle missioni in Giappone, di solito organizzate dai Centri Esteri, ma è altrettanto importante cercare di trovare una soluzione alternativa, per evitare i canali distributivi tradizionali».

Un canale alternativo è rappresentato dalle possibilità messe a disposizione da Internet.

 

«La creazione di vetrine on-line all’interno di un portale può consentire di dare adeguata visibilità al proprio prodotto in Giappone – Visentin ne è convinto -, ma è importante poter contare sull’appoggio di partner e di agenti rappresentanti, facendo forza sull’aggregazione di un gruppo di aziende con prodotti similari».  Tale partner dovrebbe agire come una società di intermediazione. E’ fondamentale riuscire a strutturarsi per essere in grado di ricevere e valutare i preziosi feed-back dal mercato che consentano di valutare il posizionamento del proprio marchio e soprattutto di trarre nuovi spunti creativi, per prodotti veramente universali in grado di rappresentare la creatività italiana con uno spirito globale.

 

 

 

Luana Carcano, esperta del settore
E-mail: carcano@japanitaly.com



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