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NOTIZIE FLASH    quindicinale 5 febbraio 2000

IL "CARINO" VENDE - rif.11/2000

La recente popolarità dei personaggi Pokemon, un videogioco della Nintendo da cui è stata derivata una serie di cartoni animati ed un film, è solo l'ultimo esempio di un fenomeno tipicamente giapponese: il boom del carino.

Hello Kitty, la gatta con il fiocchetto rosso in testa, è l'altro grande pretendente al trono delle vendite di accessori decorati con personaggi del mondo dei fumetti.

Il mercato di questi personaggi ha un notevole successo non solo tra il pubblico tradizionale, cioè i bambini, ma sempre più anche tra il pubblico adulto; in Giappone, il fatturato supera i 4,000 miliardi di yen, con Pokemon e Hello Kitty che fanno la parte del leone con una quota di circa il 20%.

E' significativo infatti che tra i prodotti di merchandising che usano questi personaggi su licenza, vi siano non solo matite e cartelle, ma anche custodie per i telefonini, libretti bancari e computers.
 
LA BORSA IN PALMO DI MANO - rif. 12/2000

Un numero crescente di investitori utilizza il telefonino per effettuare transazioni di borsa, in particolare usando la tecnologia "i-mode" sviluppata dalla NTT DoCOMo, la principale società giapponese di telefonia mobile.

La rapida diffusione delle SIM online e le agevolazioni da queste fornite ai clienti che si avvalgono del servizio hanno notevolmente contribuito allo sviluppo del settore (WAP).

Nell'ottobre dell'anno scorso, la Daiwa Securities, una delle principali SIM giapponesi, ha iniziato ad offrire sconti del 25% sulle commissioni per chi effettuava transazioni online e per la fine dell'anno scorso le transazioni tramite il servizio "i-mode" rappresentavano già il 10% del totale delle transazioni online.

La Nikko Securities, un'altra importante SIM, offre un servizio in cui avvisa per telefono quando il prezzo delle azioni si avvicina a quello indicato dal cliente, purchè la transazione sia stata effettuata online.


 
FORTE SVILUPPO DEL COMMERCIO ELETTRONICO - rif. 13/2000

Secondo un recente sondaggio della Andersen Consulting e del Electronic Commerce Promotion Council of Japan, i consumatori giapponesi spenderanno oltre 63 miliardi di dollari per fare acquisti online nel 2004.

Per l'anno in corso si prevede che il commercio elettronico rappresenterà lo 0,3% del mercato al dettaglio, e che questa cifra salirà allo 0,5% nel 2001.

I settori che saranno particolarmente interessati sono, oltre a quello dei computer, il settore automobilistico e del turismo. Nel 2004 si stima che il 14,5% delle vendite di auto ed il 7,7% del business turistico in Giappone avverrà tramite Internet.

Un altro settore che promette interessanti sviluppi è quello dei negozi aperti 24 ore. Questi si trasformeranno sempre più in un interfaccia tra il consumatore e il commercio online. Grazie a postazioni bancomat installate presso questi negozi, sarà possibile effettuare transazioni bancarie e fare ordinazioni VIA Internet e ricevere la merce ordinata in qualsiasi momento.


 
ACCIAIO ONLINE rif.: 14/2000

Due della maggiori società di trading giapponesi, la Itochu e la Marubeni, in collaborazione con una società americana specializzata in commercio elettronico, lanceranno in Aprile un sistema per trattare ONLINE prodotti in acciaio.

Queste trading prevedono di poter ridurre le commissioni dal 3-5% attuale all'1%, e di semplificare le procedure di vendita, tagliando così i costi di gestione magazzino.

Il servizio inizialmente sarà riservato alle oltre 1.000 societa' che fanno parte dei gruppi Itochu e Marubeni, ma in seguito sarà allargato agli altri 1.200 grossisti di prodotti in acciaio.

Le società stimano di raggiungere un volume di affari di 100 miliardi di yen per il 2003.


 
UN ABITO PER TUTTI - rif.15/2000

In risposta alla sentita necessità per una società senza barriere che permetta il libero movimento agli anziani ed agli handicappati, l'industria dell'abbigliamento ha sviluppato quella che viene chiamata in Giappone "moda universale."

Il rapido invecchiamento della società sta facendo sorgere infatti nuove necessità, come quella per un abbigliamento che non impedisca i movimenti e sia specificamente realizzato tenendo conto delle necessità di determinati gruppi sociali.

Nel 1998, ultimo anno per il quale si hanno cifre definitive, la spesa per abbigliamento da parte di consumatori oltre i 65 anni &è1000 miliardi di yen, circa il 10% del mercato, e si prevede che per il 2015 questa cifra salirà a 1.500 miliardi, ovvero un incremento del 50%.


 
a cura del dr. Francesco Alberti di INTESA Co.Ltd. (Tokyo), società che svolge ricerche ed indagini di mercato in Giappone

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